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Con le ciaspole o gli sci alla Croce di Arolley, di fronte del gruppo del Gran Paradiso

Gratificante escursione in Valsavarenche, in Valle d’Aosta, tra grandi panorami e il frequente incontro ravvicinato con gli animali

Per la salita alla Croce di Arolley, nella selvaggia Valsavarenche, si sale lungo un ripido canalone, porta d’accesso per i Piani del Nivolet che culminano con il celebre e omonimo colle. L’itinerario si ferma all’evidente Croce di Arolley, in uno dei punti più panoramici della valle, con vista straordinaria e completa sulla catena spartiacque con la valle di Cogne, con il Gran Paradiso, con lo scivolo glaciale del versante Nord e, alla sua destra, la piramide della Tresenta, la caratteristica calotta del Ciarforon e la dentellata Becca di Monciair; a sinistra, tra gli altri, si erge un’articolata cresta di roccia e ghiaccio dalla quale spiccano le forme della Grivola e del Gran Nomenon.

Questa visione, al termine della salita, è sicuramente la giusta ricompensa per la breve, ma ripida ascesa lungo questo canalone, delimitato da irte pareti, con parecchi tornanti, prima all’ombra dei larici, poi in spazi più liberi, ma sempre lungo il percorso estivo che si snoda lungo una delle numerose mulattiere reali volute dal Re Vittorio Emanuele II che creò la sua riserva di caccia, prodromo della nascita del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Nel 1919, infatti, il figlio Vittorio Emanuele III donò la riserva allo stato che, nel 1922 istituì il parco. La salita alla Croce di Arolley non è complicata in sé stessa, ma il grado di difficoltà dipende molto dalle condizioni della neve, soprattutto nell’ultimo tratto, dove ci sono alcuni traversi che, in caso di neve dura, potrebbero richiedere l’uso dei ramponi. In genere, la salita è tracciata dal passaggio di ciaspolatori e scialpinisti, ma se la neve è parecchia, la mulattiera reale può non essere visibile ed è necessario un minimo di senso dell’orientamento, oltre alle consuete precauzioni per ogni escursione invernale e la consultazione del bollettino nivo-meteorologico della Regione Valle d’Aosta.

L’itinerario

Partenza: Valsavarenche (AO); località Pont (1950 m)
Dislivello: + 360 m
Tempo di percorrenza: scialpinismo 2 ore (a/r); ciaspole 2,30 ore (a/r)
Difficoltà: scialpinismo MS; ciaspole E

L’itinerario inizia dai pressi dell’albergo, alla fine della valle, dove c’è l’ampio parcheggio, con l’accesso per le piste da fondo. Cartelli gialli, proprio dietro la struttura, indicano la direzione (tra i quali: Croce di Arolley – Colle del Nivolet; n.3). Si sale lungo l’itinerario estivo, sulla mulattiera reale di caccia. In genere il tracciato è battuto con tracce di ciaspole e sci. Si sale, alternando tratti più meno ripidi, con tornanti. Si passa in fianco ad una bella cascata, in genere immota e gelata, originata dalla Dora del Nivolet. Si prosegue, verso sinistra, cercando sempre di ricalcare la mulattiera estiva, in genere individuabile, anche con neve copiosa. Si affronta il tratto più ripido e faticoso che, in alcuni traversi, richiede dimestichezza nei movimenti, sino ad arrivare allo spiazzo dove è situata la piccola croce in legno, la Croce di Arolley, con vista superba su tutto il gruppo del Gran Paradiso. Volendo è possibile proseguire ancora, lungo un semplice valloncello che costeggia, sulla destra, la Dora del Nivolet e conduce, dopo 100 metri di dislivello, al Pian del Nivolet.

Da vedere: Nex e Tignet 

Non è solo la bellissima vista sulle cime a conquistare il visitatore mentre passeggia nei dintorni dei due villaggi attigui  di Nex e Tignet, ma anche l’architettura tradizionale delle case e delle strutture che delimitano le strette vie di queste località. Le case in legno e pietra sono poste su un poggio morenico, raggiungibile con alcuni tornanti lungo una strada che si stacca da Degioz, “capoluogo” del comune di Valsavarenche. La posizione così particolare e panoramica non è certo un semplice vezzo di ricerca estetica, ma garantisce riparo da valanghe e slavine. Nei prati circostanti è molto frequente l’incontro con stambecchi e camosci, qualcuno bruca l’erba direttamente nei giardini delle case.     

Come arrivare

Autostrada A 5, uscita Aosta Ovest, dove si seguono le indicazioni per Valsavarenche, entrando in valle e percorrendola sino alla fine.

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