
La Maiella ha una “coda”. Verso sud, oltre il valico del Guado di Coccia, il secondo massiccio per quota dell’Abruzzo prosegue con un lungo e suggestivo crinale che si affaccia a ovest sui boschi del Pizzalto, a sud sugli altopiani (i Quarti) di Pescocostanzo e dintorni, a est sulla profonda Valle del fiume Aventino e sulle faggete e le bizzarre torri rocciose dei Monti Pizi.
In direzione di Campo di Giove, il Porrara e la vicina Cima Ogniquota (un toponimo che non compare sulle mappe, e che potrebbe essere cambiato in Cima Campo di Giove) si riconoscono grazie a un’elegante parete calcarea triangolare, che sorveglia la Valle Quartarana, percorsa d’inverno da un’impegnativa pista da sci.
Ai piedi delle rocce del versante occidentale del Porrara passa la ferrovia che unisce Sulmona con Isernia, e che viene percorso tutto l’anno dai treni turistici della “Transiberiana d’Abruzzo”. Descriviamo il piacevole e frequentato itinerario che raggiunge i 2137 metri della vetta del Porrara con partenza dalla stazione ferroviaria di Palena, che ospita da qualche anno un centro di informazioni del Parco nazionale della Maiella.
Si può salire alla cresta della montagna anche da sud-est, partendo dall’Eremo della Madonna dell’Altare, legato alla memoria di Fra’ Pietro da Morrone, che divenne Papa Celestino V, o dal valico di Guado di Coccia. Quando la seggiovia che lo raggiunge funziona, questo percorso diventa il più comodo del Porrara. D’inverno si può salire con le ciaspole fino alla sella 1910 metri, ma nell’ultima parte sono necessari la piccozza e i ramponi.
L’itinerario: dalla stazione di Palena al Monte Porrara
Partenza: Palena (Ch), loc. Quarto Santa Chiara
Dislivello: + 880 m
Tempo: 4.15 ore a/r
Difficoltà: E
Periodo consigliato: da maggio a fine ottobre
Si lascia l’auto nei parcheggi a 1253 metri di quota poco prima della sbarra che chiude un viottolo che scende verso il Quarto Santa Chiara, occupato in primavera da un lago.
Si segue a piedi la strada per un centinaio di metri, poi si imbocca il sentiero (cartello, segnavia P e Sentiero Italia) che sale in diagonale tra i faggi, lasciando a sinistra un traliccio e raggiungendo con qualche svolta il crinale, che qui è rivestito da un fitto bosco di conifere.
Il sentiero segue la cresta, poi si sposta a destra (1547 m) fino al margine della faggeta, da cui appaiono i Monti Pizi e il Mare Adriatico. Più in alto si rientra nel bosco, si sale a sinistra e si torna sulla cresta, qui spoglia e che offre un tratto ripido e faticoso, fino al cocuzzolo di Serra Malvone (1760 m, 1.15 ore).
L’itinerario prosegue a saliscendi, tocca un vecchio cippo di confine e rientra nel bosco. Una nuova salita ripida porta a uscire dalla faggeta. Si traversa un pianoro, si lasciano a sinistra degli spuntoni rocciosi, e si sale a un bivio (1910 m, 0.30 ore) dove si incontra il sentiero che arriva dalla Madonna dell’Altare. Si continua sul crinale, superando un gradino ripido, e poi affrontandone un secondo dove il sentiero è in parte franato. Da una grande trincea della Linea Gustav si continua quasi in piano, si sale ancora e si raggiunge il primo cocuzzolo della cresta sommitale, che scende ripida verso Campo di Giove.
Tenendosi sul sentiero, che corre qualche metro più a destra, si raggiunge la vetta (2137 m, 0.45 ore), dove sono una croce e un cartello del Parco. Il panorama comprende i Monti Pizi, il Quarto Santa Chiara e il Morrone. In lontananza si vedono il Sirente, il Corno Grande del Gran Sasso e il Matese. Il massiccio principale della Maiella, con la Tavola Rotonda e il Monte Amaro, si scopre qualche metro prima di raggiungere la croce. La discesa, per lo stesso itinerario, richiede 1.45 ore.
Il Sentiero della libertà
Passa per Campo di Giove e il Guado di Coccia il Sentiero della Libertà, l’itinerario seguito tra il 1943 e il 1944 da migliaia di prigionieri angloamericani fuggiti, e di italiani che volevano sfuggire ai campi di prigionia nazisti o all’arruolamento forzato nei reparti della Repubblica di Salò. Scavalcare il crinale della Maiella consentiva di traversare le posizioni tedesche della Linea Gustav e di raggiungere il territorio controllato dagli Alleati.
L’itinerario, segnato lungo circa 60 chilometri, e che viene normalmente completato in tre giorni, è inserito nei sentieri del Parco Nazionale della Maiella, ed è stato sviluppato da un’associazione di Sulmona (www.ilsentierodellaliberta.it), che ogni anno lo fa percorrere a centinaia di studenti.
Tra i fuggiaschi che lo hanno seguito nel 1944 era il sottotenente Carlo Azeglio Ciampi, futuro Presidente della Repubblica italiana. Il suo diario, pubblicato privatamente e poi dalla casa editrice Laterza, ha dato vita al Sentiero.
Come arrivare
Dall’autostrada A 14: uscire a Val di Sangro e proseguire per Altino, Fara San Martino, Lama dei Peligni, Palena.
Dall’autostrada A 25 (per chi parte da Roma): uscire a Pratola Peligna – Sulmona, proseguire in direzione Roccaraso, poi per Palena.
Dalla stazione ferroviaria di Palena, dove sono un bar e un centro-visite del Parco della Maiella, si continua per poche centinaia di metri verso Campo di Giove fino a due slarghi (1253 m) sui due lati della strada. Dove è possibile parcheggiare.
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