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Monte Bianco: chi vuole salire paghi una cauzione di 15mila euro per soccorsi e funerale

Il sindaco Jean-Marc Peillex di Saint-Gervais-les-Bains, comune sotto cui ricade il versante francese del Monte Bianco per competenza territoriale, se ne è uscito con una delle sue ordinanze. Effettivamente, in queste ultime settimane stavamo osservando con circospezione il silenzio dello “sceriffo del Bianco”, che negli anni si è distinto per chiusure della montagna, tentativi di imporre permessi di scalata e una battaglia contro i trailer, rei di essere troppo svestiti, che culminò con Kilian Jornet a protestare nudo in vetta al tetto d’Europa.

Fino a ieri il sindaco non aveva però proferito verbo e nemmeno ordinanza, malgrado quest’anno la stagione eccezionale che stiamo vivendo forse lo richiedesse più di molte altre volte, tanto più che le guide alpine hanno due settimane fa deciso di sospendere le salite perché diventate troppo pericolose a causa delle costanti scariche di pietre al Couloir du Goûter. Evidentemente però facevamo bene a essere sospettosi, perché un comunicato stampa di Peillex su carta intestata del comune è arrivato ed è oltre ogni più fervida e perversa fantasia.

Vogliono scalare con la morte nello zaino, quindi anticipino i costi dei soccorsi e della sepoltura” sono le parole del sindaco, che minaccia di far pagare a chi vorrà scalare il Monte Bianco dal versante francese una cauzione di ben 15.000 euro: 10.000 per i soccorsi, 5.000 per le eventuali spese funebri. “È  inammissibile che sia il contribuente francese a pagare questi costi” si legge nelle nota del comune, in cui si spiega che sono misure adeguate all’incoscienza di chi sfida le raccomandazioni che sconsigliano di salire.

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7 Commenti

  1. Non so in Francia, ma in Italia le spese funerarie sono a carico della famiglia del defunto…. 😉
    Tipo strano questo sindaco….
    Ormai è la moda (anche in Italia) vietare tutto nel nome dei cambiamenti climatici…

    1. Più che altro vietare per non mettere stupidamente in pericolo la gente che deve venire a tirarti fuori dai guai nonostante le raccomandazioni a non far scemenze visto che la maggior parte delle volte soccorri emeriti rimbambiti: chi ha esperienza sa dove deve o non deve andare per non correre troppi rischi inutili e soprattutto non farne correre agli altri

      1. Mario
        Scrivi a uno che fa Soccorso Alpino. Soccorriamo tanti che davvero non hanno cognizione di causa, che vanno in montagna senza nessuna, e dico nessuna, preparazione ne mentale, ne fisica e nemmeno tecnica.
        Però secondo te, è vietando che risolvi la cosa? certo, vietando non avrai in quel momento ed in quel luogo da fare un soccorso, ma lo avrai in un altra montagna.
        Non cambi la mentalità della gente mettendo i divieti.
        Almeno la montagna, lasciamola libera, almeno lei ….

  2. Anche questa “ moda del divieto X la sicurezza “non ha più limite. Questo inverno , alla prima nevicata sarà caccia allo skialper, vietato lo slittino, e chissà cosa si inventeranno

  3. coi soldi delle armi che abbiamo mandato in Ucraina – alla faccia della Costituzione – ci salvavamo una milionata di alpinisti. Ma voi continuate pure a prendervela coi poveri.

  4. Ha sdoganato un nuovo balzello per limitare l’accesso ai monti. Basta avere i soldi per la cauzione e allora hai via libera. La deriva sicuritaria ha nuovi adepti.

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