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Le guide alpine sospendono le salite al Monte Bianco e al Cervino

Le condizioni in quota sono sempre più difficili a causa delle temperature alte che hanno oramai fissato lo zero termico da giorni oltre i 4000 metri. I ghiacciai soffrono e le pareti sono più fragili a causa del permafrost che fonde.

La situazione al Monte Bianco

Al Monte Bianco da sabato scorso il rifugio Gonella è chiuso a causa della mancanza di acqua e la via italiana è altamente sconsigliata. Stessa sorte per la via dei Trois Monts che risulta non praticabile a causa della pericolosità della seraccata del Mont Blanc du Tacul. Anche La voie royale sul versante francese non è sicura a causa dei costanti crolli di pietre nel Couloir du Gouter anche nelle ore notturne o di prima mattina, quando solitamente è più sicuro passare. Tanto che il sindaco di Saint Gervais, sotto la cui competenza territoriale ricade il Morte Bianco, ha parlato di “pericolo di morte”.

Le guide alpine italiane francesi sospendono le salite

Le guide alpine d’oltralpe hanno così deciso di sospendere le salite del Monte Bianco (sono ogni estate circa 21 mila gli alpinisti in vetta dal versante francese).

Stessa decisione è stata presa dai colleghi italiani. La società guide alpine di Courmayeur ha scelto di non accompagnare più clienti sul Monte Bianco, sul Dente del Gigante e alla cresta di Rochefort. Le guide alpine del Cervino hanno invece sospeso le salite lungo la normale della Gran Becca lungo la Cresta del Leone, chiusa anche la Capanna Carrell.

La montagna è libera, aperta. La nostra è una autoregolamentazione con l’obiettivo di garantire la sicurezza dei nostri clienti e nostra. Invito tutti a informarsi prima di intraprendere delle ascensioni presso gli uffici delle guide locali” ha detto al TGR Valle d’Aosta Laurent Nicoletta, presidente della società guide del Cervino.

La commissione tecnica dell’Unione valdostana guide di alta montagna è contraria alla chiusura della montagna tout court, ma è favorevole a queste impostazioni in quanto fanno parte della propria capacità professionale di valutare giorno per giorno la fattibilità o meno di una salita. Si chiama gestione del rischio, fa parte della nostra professione” ha affermato  Rudy Janin, presidente della commissione, spiegando inoltre che “con questo rialzo termico abbiamo due problemi principali: i possibili crolli di pietre, anche di grosse dimensioni, difficili da prevedere. E, sui ghiacciai, i ponti di neve, indeboliti dal calore, che coprono i crepacci”. 

Come guide – ha invece specificato Alex Campedelli, presidente della Società di Courmayeur -, abbiamo pensato di proporre altre gite, che però verranno pensate di giorno in giorno, vista la situazione attuale poco ottimale”. 

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Un commento

  1. Non so se essere positivo o negativo sul fatto che le guide abbiano chiuso la Carrel.
    Essendo di loro proprietà, per entrare vogliono che si paghi prenotando e quindi è un mancato loro incasso, ma essendo un “bivacco” la sua chiusura può mettere a rischio la vita di persone, o forse evitare che qualcuno salga.
    Non so valutare, tanto più che le guide occupano da sempre bivacchi altrui e non a pagamento come fosse un loro diritto.
    Certo comportamento dei professionisti autocertificati della montagna non mi è mai piaciuto.
    Ma ci sono sempre delle eccezioni 🙂

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