AlpinismoAlta quota

Più di 400 permessi per scalare il K2, preoccupa la stagione record del Karakorum

Sarà la voglia degli alpinisti di tornare nell’alta quota dopo il lungo stop; il fatto che tanti progetti dopo due anni di rinvii hanno preso il via tutti questa estate; il fenomeno della commercializzazione delle vette del Pakistan sul modello nepalese. Quello che è certo è che così tanti permessi per gli 8000 del Karakorum non si erano mai visti.

Che sia una buona cosa per l’economia pakistana o una cattiva cosa per l’impatto ambientale e l’alpinismo se ne può discutere, come da anni si fa in Nepal, quello che però è certo è che tutta questa folla soprattutto su alcune montagne desta abbastanza preoccupazione.

Sono più di 400 i permessi per salire il K2, numeri da Everest, con la differenza che la seconda montagna della Terra presenta difficoltà tecniche decisamente superiori e anche pericoli maggiori. Non a caso coloro che hanno salito il K2 sono decisamente molti di meno rispetto a quelli che hanno scalato l’Everest. Due numeri possono dare la dimensione della questione: dal 1954 al 2021 solo 377 alpinisti hanno toccato la vetta del K2 (meno del totale dei permessi di quest’anno); nella sola stagione primaverile 2022 sono state 419 persone salite in cime all’Everest.

Certo, la quasi totalità dei pretendenti utilizzerà l’ossigeno supplementare, rendendo più facile la scalata poiché si abbatte in parte la componente della quota, le bombole non possono fare nulla sulle sezioni tecniche della scalata e sui pericoli oggettivi (pensiamo al Camino Bill, al traverso, al Collo di Bottiglia, al seracco pensile).
Inoltre, il timore è che se non ci saranno molte o lunghe finestre di bel tempo, che consentono di diluire le partenze, al momento in cui le squadra saranno pronte a tentare la vetta si possano creare code, che diventano ingorghi, che generano ritardi nell’arrivare in cima. E la storia dell’alpinismo ci ha ben insegnato che questo è il cocktail perfetto perché si possano creare incidenti. Lo stesso fenomeno non è solo sul K2, ma anche sul Nanga Parbat, dove i permessi sono più di 100.

La speranza è che il buon senso da parte delle agenzie presenti nel pianificare i turni di uscita in parete possa compensare una situazione potenzialmente esplosiva. Nel frattempo, una riflessione sul punto in cui è arrivato l’alpinismo e su dove sta andando bisognerebbe seriamente farla.

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2 Commenti

  1. Ora le squadre di accompagnatori sherpa&c. non solo dovranno preparare “stradoni”, magazzini, corde fisse e campi fino alle vette, ma spesso dovranno stare attenti a come verranno consumati dagli “avventurieri danarosi” e farne la manutenzione.

  2. Abbiamo già visto cosa succede quando c’è affollamento sopra campo 4, ci si ritrova a fare a gomitate nel collo di bottiglia per cercare di non fare fila. Follia.

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