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Paola Gianotti: da Stoccolma a Milano per l’ambiente, in bici

2200 chilometri per 2022 alberi. È il progetto con cui la ciclista piemontese Paola Gianotti ha inaugurato questo nuovo anno. Partita da Stoccolma lo scorso 25 febbraio ha iniziato a pedalare verso sud, con destinazione Milano. In totale ha impiegato 14 giorni per coprire la distanza. Un viaggio che l’ha portata a incontrare Greta Thunberg e la vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno, oltre a molte altre persone, tutte accomunate dalla voglia di spendere parte del loro tempo per preservare la natura per le future generazioni.

Il viaggio è poi terminato il 10 marzo al Parco delle Cave a Milano, dov’è stata accolta dalle scuole del quartiere. Insieme ai giovanissimi ha chiuso l’esperienza piantando 100 alberi. Un viaggio attraverso un’infinta distesa pianeggiante, quella del centro Europa. A salire verso l’alta quota è stato il messaggio che la ciclista ha voluto diffondere, quello della tutela ambientale e delle foreste, che ricoprono buona parte della media montagna e che rappresentano il principale polmone verde del nostro Pianeta, su cui occupano una superficie pari al 31 percento.

Paola, come nasce l’idea di questo viaggio?

“Fa parte di una metamorfosi in corso nella mia vita, direi della seconda metamorfosi a cui sto andando incontro. La prima è stata quella del 2014, quando ho deciso di fare il giro del mondo in bici.”

La seconda è quella green?

“È un percorso di consapevolezza iniziato lo scorso anno. Un viaggio personale che mi ha spinto prima a un cambiamento della vita quotidiana, adottando uno stile più consapevole. Ho smesso di mangiare carne, la sua produzione è così poco sostenibile che non tornerei più indietro, nonostante mi piaccia molto il gusto. In famiglia avevamo due macchine, abbiamo deciso di venderne una e utilizzare al meglio i mezzi di mobilità alternativi. Cerco di comprare a chilometro zero e con meno plastica. Piccoli gesti, che in qualche modo hanno un significato importante.”

E la bici?

“A un certo punto ho iniziato a chiedermi come potessi mettere le mie pedalate a disposizione dell’ambiente. Negli anni ho realizzato raccolte fondi, pedalato per la sicurezza dei ciclisti, per la candidatura della bici al Nobel per la Pace. Lo scorso anno poi ho partecipato alla traversata Roma-Milano insieme al Ministero della Transizione Ecologica. L’obiettivo era parlare di bici come mezzo sostenibile in occasione dell’evento Youth4Climate di PreCop26.

Cosa potevo fare quest’anno? Pedalare per gli alberi!”

Perché gli alberi?

“Perché quando pedalo sono sempre a contatto con la natura, percorro strade che si snodano tra prati e foreste. Gli alberi sono una costante fissa di ogni uscita e di ogni stagione. Li vedo cambiare, trasformarsi di giorno in giorno. Mi accompagnano nel tempo. Inoltre, motivo principale, durante l’ultimo G20 si è ribadita l’importanza di piantare mille miliardi di alberi entro il 2030. Ecco che il progetto si è andato concretizzando: avrei pedalato portando con me alcune piante simbolo, da donare lungo il tragitto, e avrei offerto l’opportunità di adottare un albero attraverso WOWnature, spin-off dell’Università di Padova, con l’obiettivo di piantare 2022 alberi.”

Giusto prima di partire hai incontrato Greta Thunberg, una delle più note attiviste per lo sviluppo sostenibile…

“Greta è una persona di grande carattere, con idee chiare e un carisma incredibile. È stata capace di offrire ai giovani uno spunto grandissimo, qualcosa in cui credere e qualcosa per cui combattere, degli ideali. L’incontro è stato molto forte. Vedere questa ragazzina così giovane, con il fuoco negli occhi, ti stimola. Ho avuto modo di donarle una talea, a lei il progetto è piaciuto molto. Il miglior inizio a cui potessi ambire.”

Poi sei partita e hai iniziato a macinare chilometri… com’è stata l’Europa?

“Sono partita con un clima spiccatamente invernale e umido. Ma quello che mi ha colpito maggiormente, alla luce delle attività legate alla sicurezza che porto avanti in Italia, è che da Stoccolma a Mendrisio, sul confine tra Svizzera e Italia, ho sempre pedalato su piste ciclabili. Mi ha colpito ripassare per quarta volta a Copenaghen e ricordare come loro usino la bici non per allenarsi e fare sport, ma come mezzo di trasporto. Lo stesso in Germania e in Svizzera. Ancora una volta ho riportato un confronto negativo su quanto siamo indietro rispetto al resto d’Europa.”

Le piante che sono state donate durante il viaggio che origine avevano?

“Sono state fornite dal Raggruppamento Carabinieri per la Biodiversità. Oltre a quella donata a Greta, due piante le ho consegnate all’ambasciatore d’Italia in Svezia Vinicio Tomi. Un’altra è stata omaggiata al sindaco dell’isola di Samsø, territorio completamente autosufficiente grazie all’energia rinnovabile prodotta dalle sue 11 turbine eoliche. Poi Strasburgo, presso la sede del Parlamento Europeo, e tante altre persone incontrare di tappa in tappa.”

Con cosa sei tornata da questo viaggio?

“Siamo vivendo una fase storica molto difficile e certamente di fronte a quanto sta accadendo in Europa in questo momento, adottare un albero può apparire come un gesto quasi insignificante.

Eppure, pensando al futuro, è un gesto importante. Sono spesso le piccole azioni come queste che insieme fanno la differenza. Mai come ora sarebbe importante poter disporre di fonti di energia rinnovabili o comunque alternative.”

Hai già in mente nuovi progetti per il 2022?

“Prima di tutto devo completare il progetto, non ho ancora piantumato tutti e 2022 gli alberi. Nei prossimi mesi mi dedicherò quindi a questo obiettivo.”

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