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“Con le spalle nel vuoto”. La storia di Mary Varale

Quello di Mary Varale è un nome che non necessita di presentazioni. Icona di anticonformismo, di modernità, è riconosciuta come una dei grandi protagonisti dell’alpinismo italiano degli Anni Trenta. Una donna dal carattere forte, come la sua passione per la montagna, che la portò a collezionare in poco più di 10 anni oltre 200 salite, in solitaria e in cordata, legandosi ad altri nomi ben noti del periodo, quali Tita Piaz, Riccardo Cassin, Emilio Comici e Giuseppe Dimai, solo per citarne alcuni. Nelle sue coraggiose dimissioni presentate al Club Alpino italiano nel 1935 volle allegare la lista completa di tali ascese. La sua storia è raccontata in un documentario dal titolo “Con le Spalle nel Vuoto – Vita di Mary Varale” (Italia/Germania, 2010, 30′), realizzato dai registi Marco Ongania e Sabrina Bonaiti, gentilmente concesso alla visione del pubblico dal CAI Imola sul proprio canale Youtube.

Sinossi

Ci sono donne che hanno sfidato i pregiudizi e le costrizioni sociali della loro epoca per dare ascolto al richiamo irresistibile del viaggio e dell’esplorazione. Mary Varale (1895-1963) ha trovato il suo modo personale di stare al mondo e lo ha difeso con tutte le sue forze. In un’Italia oppressa dal fascismo e dal conformismo sociale, in un periodo buio in cui l’ideale di donna coincideva con quello di sposa e di madre prolifica, Mary scala dal 1924 al 1935 ben 217 cime, in cordata o in solitaria, quasi tutte in prima femminile. La sua vita, le imprese alpinistiche, le scelte radicali contro le istituzioni sportive dell’epoca, a distanza di più di mezzo secolo, conservano intatta tutta la loro carica provocatoria.

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Un commento

  1. Molto, molto bello.
    una storia di montagna e di amore.
    Grazie
    E bravo il CAI di oggi che ha capito che il CAI di ieri sbagliava, anche se erano tempi in cui …

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