Rifugi

Monte Rosa Hütte

Il rifugio Monte Rosa Hütte (2883 m) è un recente e avveniristico edificio situato sul costone roccioso dell’Unter Plattje, sopra la morena destra del Grenzgletscher, in mezzo ai ghiacciai del versante nord-ovest del Monte Rosa, in Svizzera.

Accesso e vie

Si raggiunge da Zermatt con la ferrovia a cremagliera per il Gornergrat fino alla stazione di Rotenboden e da qui attraversando il Gornergletscher su traccia quasi sempre evidente e segnalata (2 h e 30 min/3 h, A).

È la base privilegiata per tutte le principali ascensioni sul versante elvetico del Gruppo del Monte Rosa, dal Castore al Polluce, dai Lyskamm ai Breithorn, dalle punte Dufour, Nordend, Gnifetti allo Jägerhorn. Viene inoltre utilizzato quale tappa nelle traversate sui ghiacciai della zona: alla capanna Regina Margherita, al rifugio Gnifetti per il Colle del Lys, al rifugio Quintino Sella per il Colle di Felik, al rifugio Guide di Ayas per il Colle di Verra, alla Gandegghütte passando per il Gornergletscher.

Storia e curiosità

Il primo rifugio, interamente in legno e chiamato Betemps, risale al 1895, e fu poi ristrutturato nel 1918 e nel 1930 ven- ne rinforzato con pareti di pietra. I lavori del 1939-1940 lo ampliarono fino a tre piani e 86 posti, ribattezzandolo Monte Rosa Hütte. A causa della crescente frequentazione, la struttura vide poi altri interventi nel 1972, 1975, 1983-1984.

Nel 2010 venne poi inaugurato l’attuale e modernissimo rifugio, soprannominato “Cristallo di roccia”, un prefabbricato in legno rivestito di alluminio di cinque piani, realizzato con elevati standard di sostenibilità e autosufficienza.

Informazioni

Proprietà: Cas Monte Rosa
Contatti: Tel. 0041(0)279672115, 0041(0)794163506; www.section-monte-rosa.ch
Periodo di apertura: da metà marzo a inizio giugno e da fine giugno a fine settembre
Numero posti: 120 (28 locale invernale)

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2 Commenti

  1. Fino a non molto tempo fa, quando ancora esisteva un po’ di coscienza critica, queste robe le chiamavamo “ecomostri”; ora sembra che si debba sempre lodare chi ha costruito un qualcosa che semplicemente deturpa la bellezza e la maestosità dell’ ambiente alpino. Per me l’ idea di andare in montagna non si concilia con il pernottare in un “strano coso” che sembra uscito da un film di fantascienza su di una civiltà aliena distopica. Chiaramente il discorso vale anche per tutti gl altri edifici (non sono “rifugi alpini”) costruiti secondo queste modalità, a ridiosso dei ghiacciai.

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