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Alpinisti in difficoltà. Due delicati interventi in Presolana e sulle Alpi Giulie

Nonostante il meteo ballerino, in tanti non hanno voluto rinunciare alla montagna nel primo weekend di settembre, che ha visto le squadre di soccorso intervenire da Nord a Sud a seguito di molteplici incidenti a danno di escursionisti. Due gli interventi, più delicati e impegnativi, che hanno visto come protagoniste delle cordate di alpinisti. Il primo in Presolana, il secondo sulle Alpi Giulie.

Alpinista precipita in Presolana, grave

Nella prima mattina di domenica 5 settembre, un alpinista di 41 anni è precipitato in Presolana, nel territorio di Colere, in alta Val Seriana, e risulta  ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

L’incidente è avvenuto poco dopo le 7, mentre l’uomo, in compagnia di un amico, si preparava a scalare il primo tratto dello spigolo Nordovest. Improvvisamente l’alpinista sarebbe caduto per circa 6 metri. Secondo le prime ricostruzioni, stava attaccando il primo tiro e non era ancorato quando è precipitato nel vuoto sotto lo sguardo del compagno di cordata. Quest’ultimo ha immediatamente lanciato l’allarme. Sul posto sono intervenuti l’Elisoccorso da Bergamo e il Nucleo Cnsas VI delegazione orobica del Soccorso alpino.

Cordata bloccata e sfinita sulle Alpi Giulie

Poco prima delle 18:45 di domenica, il Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia è stato chiamato a intervenire in soccorso di tre alpinisti stranieri, bloccati in parete a quota 2000 sulla Madre dei Camosci nel gruppo del Jôf Fuart, Alpi Giulie.

Sul posto è stato inviato l’elisoccorso regionale che, individuati in parete a 2000 metri di quota i tre alpinisti, due ragazze e un ragazzo di Lubiana sulla trentina, ha recuperato con il verricello, al limite della scadenza dell’orario di volo, il gruppo.

I tre, nonostante fossero partiti alle 6.20 del mattino per compiere la scalata del difficile spigolo Deye Peters, una via molto impegnativa, si sono ritrovati stremati e disidratati ancora in parete ad ora tarda. L’uomo ha raccontato di aver tentato invano una via d’uscita dalla via per abbreviare i tempi di rientro senza riuscirvi. Il tecnico di elisoccorso è stato calato con il verricello una prima volta per recuperare in un primo tempo una delle due alpiniste.

Una volta riportata a valle questa e sbarcato con lei il medico di bordo (non vi erano problemi sanitari) per avere uno spazio in più nel velivolo, con una seconda rotazione il pilota si è portato sul posto davanti alla parete e ha calato nuovamente il tecnico del Soccorso Alpino affinché recuperasse gli altri due alpinisti con un’unica verricellata. Gli alpinisti, una volta sbarcati al campo base, sono poi stati accompagnati dai soccorritori alla loro auto.

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