Alpinismo

Makalu, i malanni ritardano la Meroi

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KATHMANDU, Nepal — Nuovo stop per la spedizione di Nives Meroi. Dopo le mille difficoltà causate dal maltempo durante l’avvicinamento, ora la scalata ha subito un’ulteriore ritardo: il cuoco della spedizione è stato colpito da mal di montagna e i due alpinisti l’hanno assistito per giorni, in attesa che l’elicottero lo riportasse a valle.

La Meroi e il marito, Romano Benet, erano arrivati al campo base (4.800 metri) la scorsa settimana ed erano saliti subito al campo base avanzato (5.650 metri), il vero punto di riferimento della scalata. Ai piedi del Makalu, erano completamente soli.
 
Purtroppo, due giorni dopo l’arrivo, proprio metre sulla zona si scatenava una brutta bufera di neve, il cuoco della spedizione ha iniziato a dare sintomi di mal di quota.
 
I due alpinisti hanno iniziato a curare Indra, il cuoco, con i farmaci che avevano al seguito, seguendo le indicazioni del medico via telefono satellitare. E hanno subito richiesto il soccorso alle autorità nepalesi.
 
"Per 5 giorni abbiamo atteso l’elicottero dell’esercito preposto al soccorso – racconta la Meroi sul suo sito – Per 5 giorni sveglia alle sei, preparativi, attesa. Ma l’elicottero aspettava, e quando poi partiva da Kathmandu, qui il tempo era già brutto e così tornava indietro".
 
Nel frattempo, i farmaci cominciavano a scarseggiare. "Se da un lato le condizioni di Indra si erano un po’ stabilizzate – prosegue l’alpinista -, dall’altro erano sorte nuove complicazioni di cui non riuscivamo a capire l’origine".
 
Insomma, portarlo a valle, in ospedale, si era reso indispensabile. La Meroi e Benet hanno pensato di portarlo al campo base a spalle, ma il trasferimento risultava troppo insidioso e complicato.
 
"Con queste condizioni di neve – spiega la Meroi – era impossibile scendere. Il percorso dall’avanzato al base non è un sentiero, è un percorso su massi instabili che per un lungo tratto è soggetto a scariche si sassi. A questo si aggiunga il rischio di valanghe per la neve caduta e il fatto che Indra non era in grado di camminare".
 
"Un giorno abbiamo provato a scendere – continua l’alpinista -, ma uno dei nostri due aiuti cuochi: forte, in salute e senza carico, in un’ora era riuscito appena a fare 100 metri, sprofondando in alcuni punti fino al petto".
 
La situazione, insomma, sembrava disperata quando finalmente l’elicottero militare ha fatto la sua comparsa: ieri mattina Indra è stato evacuato e portato in ospedale.
 
Anche il meteo, ora, sembra stia per migliorare e forse, nei prossimi giorni, la Meroi potrà dare davvero inizio, con il marito, alla salita che dovrebbe portarla in vetta al suo undicesimo ottomila.
 
Sara Sottocornola

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