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Ruwenzori, gli italiani in vetta

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MASSICCIO DEL RUWENZORI,Uganda (Dall’inviato Stefano Ardito) — Sono entrate nella fase decisiva le celebrazioni per il centenario del Ruwenzori, la terza montagna d’Africa, salita per la prima volta nel 1906 dal Duca degli Abruzzi e dalle sue guide di Courmayeur. Oggi un primo gruppo di alpinisti italiani e ugandesi ha raggiunto i 5109 metri della Punta Margherita.

Alla testa della prima cordata, è salito in vetta Giuseppe Petigax, trisnipote dell’omonima guida che ha accompagnato il Duca anche sul K2 e nell’Artico.
"E’ stata una giornata straordinaria, siamo partiti nella nebbia e siamo arrivati in cima col sole" ha commentato Petigax, che ha già salito il Monte Kenia e il Kilimanjaro.
La squadra organizzata dal Comitato Ev-K2-Cnr è al rifugio Elena, a 4541 metri. E salirà verso la Punta Margherita domani 18 giugno, il giorno esatto dell’anniversario.
 
Incombono sul rifugio le magnifiche guglie di granito della Punta Savoia, che potrebbero offrire itinerari di alto livello agli arrampicatori. Se la roccia c’è ancora, il ghiaccio si sta drammaticamente riducendo.
 
Ai tempi del Duca, sul Ruwenzori c’erano 6, 5 chilometri quadrati di ghiacciaio. Oggi siamo a 0,95 kmq. "Se si continua di questo passo, tra 20 anni non ci sarà più ghiaccio" spiega Thomas Gumbricht, glaciologo svedese che ha seguito la spedizione e che effettuerà nei prossimi giorni nuove misurazioni sul ghiacciaio.
Servirà a conoscere meglio il clima del Ruwenzori e dell’Africa anche la centralina meteo che Giampietro Verza del Comitato Ev-K2-Cnr ha iniziato ad installare a 4700 metri di quota. 

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