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Lecco, appuntamento con l’Eiger (in libreria)

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LECCO – Domani, a Lecco, verrà presentato il libro “Due cordate per una parete” di Giovanni Capra. Il volume  racconta la storia della prima salita italiana alla nord dell’Eiger, aprendo uno splendido spaccato della realtà alpinistica degli anni sessanta, con tanto di narrazioni mozzafiato e accenni a verità scomode. Appuntamento alle 17.30 alla libreria Cavour, con alcuni dei protagonisti dell’impresa.

Il 1962 è l’anno della prima italiana sulla terribile parete Nord dell’Eiger. La cordata che raggiunge la vetta è formata da  Armando Aste, Pierlorenzo Acquistapace, Gildo Airoldi, Andrea Mellano, Romano Perego e Franco Solina.
 
"Due cordate per una parete" racconta questo successo, che fu il risultato dell’unione di due cordate, che si incontrano sotto il secondo nevaio e decisero di continuare insieme. Nonostante le scariche e il maltempo, tutti raggiunsero la vetta e ne discesero illesi e vittoriosi.
 
Erano passati 24 anni dalla prima assoluta, compiuta da Harrer e Heckmaier e numerosi tentativi italiani di ripetere l’impresa erano finiti in tragedia negli anni precedenti. Il libro di Capra li fa riaffiorare con sapienza, mentre rivive i successi del 1962.
Per esempio, parla del soccorso prestato da Giuseppe “Det” Alippi  e Nando Nusdeo a Andy Wightman e Dougal Haston.  E getta luce sulla tragedia di Claudio Corti, che nel 1957 si salvò miracolosamente dalla terribile parete Nord dell’Eiger dopo un tentativo con una cordata tedesca finito in tragedia (Corti sarà presente domani alla presentazione alla libreria Cavour di Lecco).
 
Toccando verità scomode e spiegando fatti ingarbugliati, il volume arriva a contenere "dei racconti nel racconto che meriterebbero da soli dei libri”, come dichiara entusiasta Alberto Pirovano, presidente dei Ragni di Lecco.
 
Ma non si tratta solo di raccontare un’impresa alpinistica. “E’ un libro che dalla parete dell’Eiger volge lo sguardo sull’alpinismo italiano di quegli anni – dichiara Alberto Benini, esperto di storia dell’alpinismo e di letteratura di montagna -. Un esempio di come sia possibile narrare la storia dell’alpinismo in modo piacevole, ma con grande rigore”.
 
Una storia di amici, cresciuti nell’Italia del dopoguerra, e di una montagna che ha animato sogni e incubi di professionisti e non. Di un alpinismo fatto non di immagini e voci grosse, ma di gente semplice, che scala per passione, nei ritagli di tempo, senza preoccuparsi del grande pubblico.
 
 
Sara Sottocornola

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