DDL Caccia alla Camera, l’allarme delle associazioni: “Iter super accelerato”
Le principali associazioni animaliste e ambientaliste italiane denunciano una forte accelerazione dell'iter di approvazione alla Camera. Alza la voce anche il mondo della divulgazione scientifica.
Il percorso parlamentare di approvazione del Disegno di Legge 1552, noto come DDL Caccia o DDL Malan, volto a riformare la legge 11 febbraio 1992 n. 157 sulla protezione della fauna selvatica e sul prelievo venatorio, prosegue a ritmo serrato. Dopo il via libera ottenuto al Senato lo scorso 23 giugno, il testo passa ora all’attenzione della Camera dei Deputati.
Secondo quanto denunciato dalle principali associazioni del mondo ambientalista e animalista italiano, l’avvio della discussione alla Camera sarebbe ormai imminente, nel tentativo di accelerare l’approvazione definitiva.
DDL Caccia, perché tanti dubbi?
La riforma, ribattezzata dalle associazioni “sparatutto”, mira a innovare la legge quadro del 1992, con l’obiettivo di tutelare la biodiversità ma al contempo di promuovere un maggiore contenimento dei crescenti danni da fauna selvatica. Il provvedimento punta a una gestione faunistica in grado di contrastare pesanti perdite economiche nei settori produttivi, come quello agricolo, ma anche l’aumento degli incidenti stradali causati dall’impatto con gli animali selvatici.
Tra le misure oggetto di maggiori dubbi e perplessità dal fronte associativo figurano l’estensione dei calendari venatori oltre il limite della prima decade di febbraio per alcune specie, il depotenziamento dell’ISPRA, l’estensione del numero di specie cacciabili e l’esclusione del lupo dall’elenco delle specie “particolarmente protette”, solo per citarne alcune.
I contenuti del testo, insieme all’accelerazione dell’iter approvativo, stanno alimentando una vasta mobilitazione che va oltre il mondo delle associazioni e della politica, abbracciando quello della divulgazione scientifica.
Le associazioni: “Iter accelerato”, “A pagarla saremmo tutti noi”
A seguito dell’approvazione del testo in Senato, le associazioni Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e Wwf Italia hanno diffuso comunicato congiunto per denunciare quello che definiscono “un blitz alla Camera per approvare subito il testo”.
“Voci insistenti parlano di una manovra in atto, tra le forze della maggioranza, per portare a casa la riforma sulla caccia entro l’estate, se non addirittura entro il mese di luglio – si legge nel comunicato – , forzando regole, procedure, principi. Siamo dinanzi a una questione estremamente preoccupante, che trascende la tutela della natura e coinvolge la tenuta del sistema democratico”.
Nel testo, le sigle contestano anche la gestione del dibattito avvenuta a Palazzo Madama, parlando esplicitamente di un forte contingentamento dei tempi e del confronto: “Già l’iter del testo al Senato ha presentato gravi storture, con audizioni fake, taglio degli emendamenti, mancata valutazione dei seri problemi presentati dal testo fino alla clamorosa situazione della lettera di contestazione della Commissione europea tenuta nascosta. Ciò che sembra prospettarsi alla Camera va persino oltre: un iter super accelerato del testo, con il fine di portarlo in aula entro l’estate se non addirittura entro il mese di luglio e approvarlo definitivamente”.
Le associazioni ricordano che l’intervento non tocca una singola norma, ma una complessa legge quadro che incide sulla biodiversità, sui trattati internazionali e su valori tutelati dalla Costituzione. Di qui l’appello finale rivolto ai deputati di tutti gli schieramenti per bloccare l’approvazione del testo.
A fare da eco è arrivata anche la dura nota congiunta firmata da Rewilding Apennines e Io non ho paura del lupo, che rimarca la scelta strategica del periodo estivo per limitare l’attenzione dell’opinione pubblica e lancia l’allarme sui costi economici di un’eventuale reazione di Bruxelles.
“Il DDL Caccia arriva adesso per un motivo preciso: farlo passare quando nessuno guarda – dichiarano le associazioni – . Ha superato il Senato il 23 giugno, oggi è già alla Camera: l’esame parte questa settimana, con l’obiettivo dichiarato di arrivare al voto finale il prima possibile. Un iter super accelerato, in estate, quando l’attenzione è ai minimi. Il momento perfetto per smontare la protezione della fauna selvatica. […] Diversi passaggi del testo sono già finiti nel mirino della Commissione europea e del Consiglio d’Europa con il rischio concreto di una nuova procedura d’infrazione. A pagarla, come sempre, saremmo tutti noi. Se una legge ha bisogno del silenzio delle vacanze per passare, il problema è la legge.”
Le due realtà sottolineano inoltre come il depotenziamento del parere scientifico dell’ISPRA e l’estensione delle stagioni venatorie rappresentino un “passo deliberato nella direzione sbagliata” in piena crisi della biodiversità.
Alessandro Gassman e Licia Colò al fianco delle associazioni
Accanto alle voci delle associazioni, si sono schierati, esponendosi in prima persona, diversi personaggi pubblici. L’attore Alessandro Gassman ha condiviso pubblicamente una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiedendo un’attenzione istituzionale sulla materia: “I diritti della comunità vengono con questo decreto calpestati, si colpiscono gli animali che sono parte di un ecosistema che ci riguarda tutti. I diritti di tutti coloro che non cacciano, che sono il 99,8% dei cittadini, vengono stracciati, mettendo in pericolo serio la possibilità per le prossime generazioni in futuro, di poter ammirare le meraviglie della fauna del nostro meraviglioso paese.”
Anche Licia Colò, volto noto al vasto pubblico per uno storico impegno per la natura e la tutela ambientale, ha espresso via social una forte preoccupazione legata soprattutto alle strategie procedurali adottate durante l’esame del provvedimento. La conduttrice ha spiegato ai suoi follower il meccanismo della sede redigente, una modalità accelerata che permette di concentrare l’esame del testo nelle Commissioni competenti saltando la discussione estesa in Aula. Una scelta che, sottolinea Colò, è prerogativa della maggioranza per snellire i tempi, ma che rischia di sottrarre il dibattito all’attenzione pubblica: “O si vogliono evitare troppo i riflettori. Per questo invece i riflettori dobbiamo tenerli bene accesi e abbiamo bisogno di voi.”
I divulgatori “Avengers” contro il DDL caccia
Parallelamente alle contestazioni politiche e associazionistiche, una forte presa di posizione è arrivata dal mondo della divulgazione scientifica. Lo scienziato ambientale Vincenzo Rizzi, affiancato da noti divulgatori del web – Barbascura X, Bio.jack, Zoosparkle e SeliNature – , ha diffuso un video-intervento per analizzare il provvedimento sotto il profilo strettamente biologico ed ecologico.
Il gruppo ha espresso profonde perplessità per le ricadute tecniche che il DDL 1552 potrebbe avere sugli habitat italiani, evidenziando il rischio di sovrapposizione con le stagioni riproduttive della fauna e il depotenziamento del ruolo regolatore e scientifico dell’ISPRA. I divulgatori hanno quindi invitato la cittadinanza a sostenere la petizione nazionale “Stop caccia selvaggia” promossa dal cartello delle associazioni, definendo il provvedimento “un attacco alle specie selvatiche del nostro Paese“.
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La risposta della community online non si è fatta attendere, determinando anche un temporaneo intasamento del sito del WWF Italia. Numerose le condivisioni e i commenti, che testimoniano l’impatto di questa inedita alleanza scientifica. “Ai miei figli dirò che questi erano gli Avengers”, commenta con ironia un utente, riassumendo l’entusiasmo della rete per la mobilitazione dei divulgatori.
Tante voci, tante incertezze, una sola speranza: che i tempi serrati non precludano uno spazio di reale ascolto, aprendo la strada a un dialogo democratico, costruttivo e capace di conciliare le esigenze produttive con la tutela del patrimonio naturale.





