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Marmolada. 4500 firme per richiedere la rimozione dei vecchi impianti

"Orrori che restano a spogliare di bellezza e naturalità un territorio selvaggio"

Liberare la Marmolada dal cemento. Da quei resti di obsoleti impianti di risalita in disuso che offuscano la bellezza della Regina delle Dolomiti. Questa la richiesta avanzata dagli oltre 4500 firmatari di una petizione avviata negli scorsi mesi su Change.org dal gestore del Rifugio Pian dei Fiacconi Guido Trevisan, con il supporto di Franco Tessadri (Mountain Wilderness Trento) e Aaron Jemma (WWF Trento e Legambiente Trentino). Firme consegnate negli scorsi giorni da Trevisan e Tessadri al Presidente del Consiglio Provinciale della Provincia Autonoma di Trento, Walter Kaswalder.

La Regina delle Dolomiti tra degrado e abbandono

“La Regina delle Dolomiti – hanno sottolineato Trevisan e Tessadri – versa in una desolante situazione di degrado ed abbandono, a causa dei numerosi vecchi impianti sciistici dismessi, demoliti e poi abbandonati sul posto”.

Impianti dismessi da tempo, mai demoliti, distribuiti su tutto l’areale Nord, da Passo Fedaia a Pian dei Fiacconi fino alla Vetta. Dei veri e propri “orrori”, come vengono definiti nel testo della petizione, che riportiamo integralmente di seguito. La richiesta sottoposta al Consiglio provinciale è in sintesi di obbligare i nuovi concessionari a rimuovere le vecchie strutture. Quanto prima. E assicurare che ogni nuovo impianto venga eventualmente realizzato impegnandosi nella preventiva pulizia e rimozione dei ruderi del precedente.

Il presidente Kaswalder ha accolto la richiesta dicendosi personalmente sensibile al tema. Il documento verrà ora sottoposto all’attenzione dell’Ufficio di Presidenza e poi alla Commissione competente del Consiglio, che procederà con l’esame.

Il testo della petizione

Il 15 settembre 2019 la storica cestovia Graffer dal passo Fedaia al Pian Dei Fiacconi in Marmolada, ha fatto la sua ultima corsa dopo ben 45 anni di servizio, dal 1974 al 2019. Una ultima ferita che si aggiunge ai rimasugli dei precedenti impianti mai dismessi a macchiare il vestito della Regina delle Dolomiti, la Marmolada.

Ben 5 linee di risalita ne deturpano i fianchi:

  1. l’attuale impianto dismesso ma ancora in piedi, che ogni giorno invecchia ed aggiunge degrado all’ambiente;
  2. la linea di plinti di cemento di un impianto di risalita cominciato negli anni ’80 e mai terminato, da Passo Fedaia fino ad arrivare al manufatto di cemento sopra al Pian dei Fiacconi;
  3. la linea di plinti di cemento ad eterna memoria del vecchio impianto di risalita, mai rimossi da quando nel ’74 fu realizzato l’impianto ora dismesso;
  4. piattaforma di cemento armato del vecchio skilift, demolita ma anche questa mai rimossa e che giace a pochi metri dal rifugio “Ghiacciaio Marmolada”;
  5. ruderi impianto Sisem demolito dal Comune di Rocca Pietore nel 1973.

Tutti orrori che restano a spogliare di bellezza e naturalità un territorio selvaggio. Un territorio che è possibile salvare da nuova speculazione, come minimo chiedendo che venga cancellata l’inutile e deturpante memoria delle antiche strutture.

Con questa Petizione i sottoscritti firmatari chiedono al Consiglio della Provincia Autonoma di Trento che i nuovi concessionari che hanno acquisito anche i vecchi ruderi abbandonati, vengano obbligati a demolire e rimuovere tutti i vecchi manufatti nel minor tempo possibile e che qualsiasi realizzazione di nuovi impianti sia vincolata alla pulizia preventiva e completa dei ruderi ancora manifestamente sparpagliati come tristi trincee sulla Marmolada.

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2 Commenti

  1. Nel lontano 1976 arrivai ai piedi della marmolada il ghiacciaio arrivava al fedaia un enorme emozione colpi quel giovane esploratore di soli 13 anni,come vorrei rivivere quei magici
    momenti !!!!!!

  2. Per il” fare “sono tutti ansiosi, per il disfare c’e’un fuggi fuggi come le per pulci dal cane morente.Si confida molto sulla azione disgregatrice dei fattori esogeni(acqua, gelo, vento , pioggia ..)che e’gratuita ma troppo lenta.
    Infin dei conti, chi e’ tanto disposto a darci dentro di piccone e carriola, se facendo niente percepisce una forma di sostegno al reddito, mentre chi si dovesse sdrenare a salario in alta quota percepirebbe poco di piu’ , facendo una fatica bestia?Meglio poi, per chi ci tiene alla forma fisica, far fatica in palestra con contorno di partner , musica, sauna e baretto che un ghiacciaio al gelo.

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