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Seracco Whymper, rischio crolli sulle Grandes Jorasses

Nella notte tra sabato e domenica crollati 15.000 metri cubi di ghiaccio

Il seracco Whymper delle Grandes Jorasses, nel massiccio del Monte Bianco, è tornato a destare preoccupazione. Al pari dell’autunno 2019, i rilevatori di Fondazione Montagna Sicura hanno evidenziato la scorsa settimana un aumento significativo del rischio crollo di una porzione del Whymper. Di conseguenza, venerdì 16 ottobre 2020 il commissario di Courmayeur ha firmato una ordinanza che chiude l’accesso all’area sottostante al seracco che incombe sul couloir centrale delle Grandes Jorasses. In via cautelativa, l’ordinanza vieta anche l’accesso al sentiero che conduce al rifugio Boccalatte – Piolti (al momento chiuso per la stagione, rimane aperto il locale bivacco per emergenza, ma inagibile per mancanza di sanificazione continuativa).

A 24 ore dall’entrata in vigore del divieto, una parte del seracco, pari a circa 15.000 metri cubi è crollata. Il crollo sarebbe nello specifico avvenuto nella notte tra sabato e domenica, con molta probabilità intorno alle 4, come evidenziano le velocità del sistema radar. Il rilievo fotogrammetrico realizzato nella giornata di lunedì ha evidenziato che l’accumulo della valanga di ghiaccio si è arrestato ad una quota di circa 2.700 m.

Il timore di ulteriori cedimenti che potrebbero coinvolgere le vie escursionistiche e alpinistiche che corrono all’ombra del seracco, portano l’ordinanza a rimanere in vigore. Come già evidenziato lo scorso anno, il Comune di Couyrmayeur tiene a sottolineare che, secondo gli scenari elaborati dagli esperti, eventuali crolli non interesserebbero le aree abitate della Val Ferret.

Il Whymper sorvegliato speciale

Le accelerazioni nel movimento del Whymper, come spiegato dai ricercatori impegnati nello studio del regime termico della massa glaciale, sono fisiologiche di un “ghiacciaio freddo”, che “ciclicamente cresce ed aumenta di volume fino a quando si arriva ad un punto di non equilibrio, che si manifesta con un aumento della velocità di spostamento, cioè un’accelerazione, che conduce al crollo”. Ragione per cui il ghiacciaio è un sorvegliato speciale da oltre 20 anni, allo scopo di garantire la “massima sicurezza nella fruizione della montagna e dell’attività alpinistica”.

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