AlpinismoAlta quota

Alpinismo in Pakistan. Cosa succede in Karakorum

A poche settimane dalla riapertura ai voli internazionali, inizia ad esserci un certo movimento sulle vette del Pakistan. In particolare c’è un cima vergine che sembra attrarre quest’anno gli alpinisti più degli Ottomila: il Muchu Chhish (7453 m). Mentre il team ceco partito a metà agosto alla volta di questo Settemila ancora inviolato nella catena del Batura Muztagh ha installato campo 3 a 6313 metri, l’austriaco Philipp Brugger e il catalano Jordi Tosas annunciano di essere in partenza per il Pakistan con il medesimo obiettivo. La sfida è aperta.

Muchu Chhish. Team ceco a C3

Il 1 settembre gli alpinisti cechi Pavel Kořínek, Jiří Janák e Pavel Bém hanno installato C3 sulla cresta principale, tra non poche difficoltà. Partiti da campo base il 24 agosto, sono riusciti a procedere velocemente fino al C1, per poi trovarsi a dover affrontare la porzione di via ove si erano arrestati lo scorso anno. Un traverso ostile che sono stati in grado di superare raggiungendo così C2 nella giornata del 30 agosto, come dei veri “eroi”. Così vengono definiti sulla pagina Facebook della spedizione, quotidianamente aggiornata con foto suggestive (in cui non manca un pizzico di ironia) inviate dalla squadra in salita.

“I ragazzi hanno bivaccato una notte su una cresta molto stretta a una altitudine di 5700 metri – si legge nell’aggiornamento del 31 agosto -. Con uno spaventoso enorme pendio soggetto a valanghe sopra le proprie teste. Ghiacciaio crepacciato e terreno particolarmente esposto rappresentano gli elementi che rallentano la salita.”

Nonostante le difficoltà sonno riusciti a raggiungere quota 6313 m. “Tre giorni senza riposo – scrive Pavel martedì 1 settembre – . Neanche un punto in cui sedersi durante l’arrampicata. Abbiamo trascorso la giornata in tenda a causa del terribile casino qui fuori. Domani si riscende per preparare un nuovo tentativo”.

La via di ascesa lungo la parete Sud, seguita quest’anno dal team, deriva da un attento studio condotto lo scorso anno, analizzando sia il versante settentrionale che il meridionale del Muchu, come mostra il video sottostante.

In arrivo Brugger e Tosas

La solitudine del team ceco sta però per essere interrotta. Arriveranno infatti nei prossimi giorni sul Muchu Chhish anche Philipp Brugger e Jordi Tosas, partiti per Islamabad il 1 settembre. La loro intenzione è di tentare la salita in stile alpino

Naturalmente i due saranno impegnati in un primo momento nel processo di acclimatazione su una vetta limitrofa. Staremo a vedere se nel mentre i tre cechi non saranno stati in grado di toccare per primi la cima del Muchu Chhish.

Felix Berg. Due cime inviolate e si torna a casa

La spedizione flash capitanata da Felix Berg, è invece già sulla via del ritorno, con due vette inviolate conquistate in una manciata di giorni. Berg, insieme al pakistano Mirza Ali e ai tedeschi Markus Hohle, Patrick Münkel e Gabriel Stroe è partito in direzione della Shimshal Valley il 14 agosto. Il 20 il team ha toccato la prima cima della spedizione, un Cinquemila (5770 m) senza nome. Il 22 si sono cimentati nella prima salita del Kue‘ Dhg‘hd (6105 m). “Lo abbiamo chiamato Ku (montagna) e Dhg‘hd (figlia)“, in lingua Wahir.

Niente da fare sul Rakhiot Peak

La spedizione ad alto contenuto social sul versante Rupal del Nanga Parbat, con obiettivo la salita del Rakhiot Peak (7070 m), si è arrestata a quota 5700 metri. Come si legge nell’ultimo tweet in alta quota del capospedizione – youtuber Saad Mohamed, “oltre 5700 m le condizioni di neve e ghiaccio risultano davvero complesse. C3 non è potuto essere installato”. Il team ha quindi fatto ritorno al campo base, regalando al web delle meravigliose immagini della notte stellata.

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