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Bici: le 5 salite più dure delle Alpi

Sarebbero giorni di Giro d’Italia questi, i momenti più concitati con salite da classifica, fughe e volate. A decidere i giochi, come sempre, i passi alpini con le loro pendenze proibitive ed estenuanti. Colli che hanno fatto la storia facendo emergere i migliori e creando leggende. L’immortale Gino Bartali in fuga sul colle dell’Izoard, lo scatto di Marco Pantani sul col du Galibier. Fausto Coppi, l’uomo solo al comando nella sua maglia bianco-celeste, durante la leggendaria diciannovesima tappa del Giro 1949: colle della Maddalena, col de Vars, col d’Izoard, colle del Monginevro, colle del Sestriere e infine la meritata discesa verso Pinerolo con 11 minuti e 52 secondi su Gino Bartali. Ripercorrere le loro gesta non è impossibile, ma certamente faticoso. È una sfida con se stessi, in piedi sui pedali, quando la pendenza si fa a doppia a cifra. Più sono lunghe, più sono dure, spesso senza tregua. Almeno fin quando il rapporto torna agile e il terreno si fa pianeggiante: cima!

Passo del Mortirolo (1852 m, P. max 18%)

La sua fama arriva nel 1990 quando per la prima volta viene inserito all’interno del percorso del Giro d’Italia. Lo si può salire da diversi versanti, ma la sfida è su quello settentrionale, con partenza da Mazzo di Valtellina. 1300 metri di dislivello da coprire in 12,5 chilometri con una pendenza media del 10,4% e punte al 18%. Su questo passo che mette in comunicazione Valtellina e val Camonica, si sono decise molte classifiche. Sono emersi i nomi degli migliori. Nel 1994 si è fatto notare per la prima volta l’esordiente Marco Pantani che con incredibile facilità staccò avversari del calibro di Miguel Indurain, Evgenij Berzin e Claudio Chiappucci. Dal 2017 la strada del Mortilolo è rinominata “salita Scarponi” in ricordo del grande campione morto durante un allenamento.

Tra le salite più dure d’Europa, i migliori la percorrono in meno di 45 minuti. Agganciate il pedale e mettetevi alla prova.

Monte Zoncolan (1750 m, P. max 22%)

1210 metri di dislivello in appena 10,2 chilometri. Una pendenza media dell’11,4% con punte al 22%. Per questo lo Zoncolan tra i ciclisti è anche chiamato “Kaiser”. È una salita dura, massacrante, dov’è difficile anche solo pensare di sganciare il pedale dagli attacchi. Pochi tornanti, lunghe pendenze. Il suo tratto più facile è di pari difficoltà ai tratti più duri dell’intero Tour de France secondo il parere dell’ex ciclista Gilberto Simoni. Bisogna percorrere 9 chilometri prima che le pendenze tornino accettabili, intorno al 7%. È la salita più dura d’Europa, senza eguali.

Colle delle Finestre (2176 m, P. max 14%)

Siamo in Piemonte, a pochi chilometri dal confine francese. Qui sale per 1700 metri di dislivello e 18,6 chilometri, con infiniti tornanti, la strada che porta al colle delle Finestre.

Quarta tra le salite più dure d’Europa fa la sua comparsa al Giro d’Italia nel 2005 e viene subito definita come una scalata “Terrificante”. 33 tornanti con una pendenza media del 9,1% relativamente costante lungo tutto il percorso. Nella parte alta diventa sterrata rendendo ancora più difficile la salita, per chi si muove con la bici da strada. Impegnativa ma soddisfacente. Quando finalmente, in cima, si può alzare lo sguardo dal manubrio il panorama alpino è unico.

Lavaredo (2333 m, P. max 19%)

5 chilometri di salita che sembrano quasi una scalata al cielo tanto sono difficili. Si parte dal lago di Misurina, la strada supera un dislivello di 473 metri e, nel primo tratto, ha una pendenza media superiore al 10% con tratti al 18%. Passato il casello della strada privata che porta al rifugio Auronzo inizia la sofferenza: la pendenza media tocca il 12%, con punte al 19%, senza tregua. Non c’è sosta, si sale fino all’ultimo metro, quando l’orizzonte si rimpicciolisce e il cielo si riempie delle Tre Cime di Lavaredo.

Le biciclette non pagano il pedaggio, se pensate di avere la gamba fatevi sotto.

Muro di Sormano (1124 m, P. max 25%)

Breve ma intensa, la salita del muro di Sormano è una grande classica del Giro di Lombardia. Per molti anni ha fatto selezione tra i ciclisti migliori. Caduta poi nel dimenticatoio con la costruzione della nuova strada provinciale, dalle pendenze più abbordabili, è stata recuperata su insistenza degli appassionati. Rifatto il manto stradale oggi è chiusa al traffico motorizzato, aperta ai ciclisti vogliosi di mettersi alla prova.

1,7 chilometri terrificanti in cui si copre un dislivello di 300 metri con punte al 25%. Quattro tornanti che il ciclista conta a scalare ambendo di superarli nel minor tempo possibile, se non per stabilire il nuovo record almeno per smettere di soffrire. Per chi fosse interessato, l’attuale record è di 9 minuti e 2 secondi stabilito da Joaquim Rodriguez durante il Giro di Lombardia 2012.

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