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Riaprire sentieri e pareti, con le guide alpine e gli accompagnatori di media montagna

Intervista a Giampiero Di Federico

In Abruzzo qualcosa si muove. Nei giorni scorsi la Regione ha iniziato ad allentare i limiti per gli spostamenti, e a autorizzato i proprietari degli stabilimenti balneari a lavorare per riaprire le spiagge. 

Per la montagna non ci sono stati ancora provvedimenti, ma ha fatto discutere la proposta di Giampiero Di Federico, avanzata con una intervista al Messaggero e con interventi al TG Regionale della RAI e su Rete 8, la più importante televisione privata dell’Abruzzo. 

Iniziare a riaprire i sentieri e le pareti è possibile” spiega Di Federico. “In una prima fase, si può pensare a consentire escursioni e uscite in falesia insieme alle guide alpine e agli accompagnatori di media montagna. Siamo abituati a vigilare sulla sicurezza dei clienti, lo possiamo fare anche nelle condizioni di oggi”. 

Tra gli appassionati di montagna, la proposta ha suscitato molto interesse e alcune critiche feroci. Davide Di Giosaffatte, presidente del Collegio Regionale delle guide, si è dichiarato contrario. Mauro Febbo, Assessore Regionale al Turismo, si è invece detto interessato, e affronterà la questione nelle prossime settimane. 

Gli operatori balneari fanno da tempo proposte concrete su come riaprire le spiagge, distanziando e schermando gli ombrelloni, e introducendo la prenotazione obbligatoria. Esistono delle regole che permettano di tornare in montagna?

“Il COVID-19 è un nemico molto serio, nessuno vuole fare salti in avanti pericolosi. Ma la montagna può iniziare a riaprire. Penso che si possa camminare sui sentieri in piccoli gruppi, mantenendo le distanze e usando le mascherine e altri dispositivi di sicurezza. Ogni guida o accompagnatore potrebbe portare con sé al massimo 6 o 7 persone”.

Come si svolgerebbe un’escursione guidata di questo tipo?

“Si può iniziare con un briefing, ovviamente a distanza, nel luogo dell’appuntamento. Poi, sul sentiero, si può tranquillamente restare a 8-10 metri l’uno dall’altro”.  

Come sarebbe possibile partecipare alle escursioni, dato che si può viaggiare solo per lavoro, motivi di salute o emergenze? 

“In una prima fase si può pensare solo a delle uscite in giornata, perché la riapertura delle strutture ricettive è ancora lontana. La ricevuta della prenotazione, inviata dalla guida o dall’accompagnatore per e-mail o Whatsapp, potrebbe valere in caso di controlli sulle strade”. 

E’ un discorso che vale solo per la montagna? 

“No, è praticabile anche per altri sport. Un caso evidente è quello del tennis. Se non si può riaprire tutto, permettiamo ai maestri di lavorare. Non è certo uno sport di contatto!”

Com’è stata accolta la tua proposta?

“Sto aspettando le risposte ufficiali di Mauro Febbo, l’Assessore regionale al Turismo, e di Davide Di Giosaffatte, il Presidente delle guide alpine abruzzesi, che ha girato la proposta al Collegio nazionale. Le reazioni degli escursionisti ai miei interventi sul Messaggero, al TGR Abruzzo e a Rete 8 sono state in maggioranza positive. Qualcuno, sbagliando, pensa che le guide se ne vogliano approfittare”.  

Oltre che a camminare sui sentieri, secondo te, si può tornare anche ad arrampicare in falesia?

“Penso proprio di sì. Alla base della parete si può tranquillamente restare a distanza, se si arrampica con la corda dall’alto il rischio per i partecipanti è bassissimo. Il momento critico è controllare come si lega il cliente, ma la guida può legare la corda all’imbrago, e poi lasciare che il cliente lo indossi, ovviamente tenendolo d’occhio”. 

Nei prossimi mesi sarà difficile prendere aerei o attraversare i confini nazionali, e molti viaggiatori eviteranno i luoghi potenzialmente affollati. Questa situazione potrebbe spingere molte persone verso le valli e i sentieri dell’Abruzzo e del resto dell’Appennino, o le valli meno note delle Alpi. 

“E’ vero, e proprio per questo motivo bisogna iniziare ad aprire qualcosa. Chi vive in città ha fame d’aria e di moto, aprire la montagna in modo indiscriminato potrebbe essere rischioso. I politici e gli scienziati hanno paura di aperture incontrollate, di un “tana libera tutti”? Noi siamo dei professionisti, e siamo in grado di gestire un’apertura controllata”. 

Com’è la situazione economica, in questo periodo, delle guide alpine e degli accompagnatori di media montagna abruzzesi?

“La situazione è terribile, siamo circa 150 professionisti, tra uomini e donne, e nessuno può più lavorare in montagna. Se la mia proposta verrà approvata, sarà possibile consentire a migliaia di persone di riscoprire la montagna, e di portare un po’ di reddito agli accompagnatori di media montagna e alle guide. In più, nel lungo periodo, si può certamente dare una mano al territorio”.

Chi sono i tuoi interlocutori, in questo momento? 

“Prima di tutto la Regione Abruzzo e il Collegio regionale delle guide, poi servirà l’approvazione dei Parchi e del Corpo Nazionale Soccorso Alpino, preoccupato per eventuali incidenti. E’ una discussione che può essere fatta rapidamente, nell’interesse di tutti. E ribadisco che per le escursioni sui sentieri e l’arrampicata con la corda dall’alto in falesia i rischi sono davvero limitati”.

E’ una proposta che vale soltanto per l’Abruzzo?

“Certamente no, può essere utile per tutta Italia, sull’Appennino come sulle Alpi”.  

 

SLOWMOUNTAIN è l’essenzialità delle azioni, delle cose, del tempo che non è mai troppo o poco, ma giusto.
Si può arrampicare, salire un 8000, percorrere un sentiero, visitare un rifugio o una malga, salire una ferrata e guardare un panorama in modo lento.
SLOWMOUNTAIN è il modo di ritrovare la libertà, la natura e per vivere di nuovo.

Agostino Da Polenza

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73 Commenti

  1. Piu’che altro educare i fruitori di montagna alla distanza di sicurezza ed i normali accorgimenti e a sparpagliarsi, evitare le code di formichine sull astessa ferrata e parete o ammassi agli impianti di risalita. aggiungerei una specie di campanello da bicicletta a bastoncini per avvisare del proprio avvicinamento, o fischetto o campanello alla caviglia come facevano un tempo il ebbrosi.Certo che per chi ama il concentrato di carname al mare sara’ piu’arduo.Forse torenera’di moda la vacanza in campagna o collina.
    Un’altra capacita’da cquisire sara’ la inflessibilita’ a redarguire gli inadempienti…mi raccontano lavoratori negl iipermercati alimentari che certi clienti sono teste di coccio, privi di guanti o mascherine o con le medesime indossate in maniera parziale. Ma sembra arduo..come redarguire un cliente con carrello stracolmo o come avere il coraggio di allontanare clienti da un rifugio restaurant..che assicurano un bel incasso?Suggerirei molte visiere agli addetti e professionisti.almeno il volto non si sente oppresso e lavaggio frequente dell’abbigliamento fluo e delle corde o altre attrezzature…con prodotti sanificanti e contemporaneamente rispettosi delle fibre .

    1. Quindi per l’arrampicata si può tornare ma con l’obbligo della guida che ha il solo scopo di fare l’8?
      Hahaha

  2. Al Collegio regionale G.A. e A.M.M. Abruzzo, come a nessun altro Collegio, è pervenuta alcuna proposta dalla G.A. G. Di Federico che ne ha dato solo sommaria informazione verbale.

    Questo Collegio, in concerto con quelli di tutte le altre regioni, sta lavorando ad una proposta di ripresa delle nostre attività professionali attenendosi ad una linea guida messa a punto in questi giorni con l’Istituto Nazionale Medicina di Montagna.

    Nella settimana corrente verrà comunicata regolarmente alle autorità di governo.
    Rimaniamo contrari all’approssimazione che non giova e che genera immotivata contrarietà alle nostre figure professionali.

    G.A. Davide Di Giosaffatte
    Presidente Collegio G.A. e A.M.M. Abruzzo

    1. Grazie.

      E speriamo se mai debba pervenire ufficialmente, che essa venga valutata come l’iniziativa personale volta a limitare l’accesso alla montagna, anzichè renderlo possibile a tutti, indipendentemente da ceto, preparazione e stato sociale.
      Io ho sempre fatto ricorso alle GA quando necessario, per la mia sicurezza personale e per quella di mia figlia, ma una simile proposta getta un ombra imbarazzante sull’intera categoria, ed è bene dissociarsi fin da subito da idee simili.
      L’idea stessa che l’ausilio di una GA possa aiutare a rispettare protocolli sanitari fa sorridere; l’unico modo per rispettarli è frequentare la montagna da soli, in autonomia, come tanti di noi hanno sempre fatto.

      Quando sarà possibile, torneremo a frequentare le nostre amate montagne, chi da solo, chi in compagnia, chi con una guida. Ma fino ad allora NO a personalismi e possibilità solo a chi può permettersele!

    2. Voi potrete tornare a lavorare quando tutti e ripeto tutti i cittadini italiani potranno andare in montagna. C è poco da chiamare il governo o i medici. La proposta del vostro collega è imbarazzante e va contro la.libertà dei cittadini. In montagna vanno tutti, poi chi vuole prende la guida o ci va da solo ma tutti possono andare in montagna. Mi sembra che durante la.quarantena molti vostri colleghi abbiano trasgredito e ora dovreste insegnarci le distanze e le norme di comportamento in montagna?

  3. Scusate non ho capito io scalo pareti e montagne da ormai 30 anni e devo farmi accompagnare da qualcuno e magari pagarlo anche per andare su qualche sentiero ?ma siete impazziti ho io non ho capito

  4. Affaristi senza scrupoli….la montagna è libertà e lo sarà sempre…i nostri nonni hanno dato la vita per la libertà e noi 75 anni dopo in 2 mesi ce le siamo fatte togliere tutte senza battere ciglio…che vergogna!!!

  5. La montagna è sempre stata sinonimo di libertà. Inaccettabile, per il sottoscritto, dover sottostare all’imposizione di andarci al guinzaglio di una guida o di un accompagnatore. Questo può andar bene solo se libera scelta del fruitore.

  6. Scusate, sarò anche malfidente, ma mi sembra molto di parte. Perchè una persona che è totalmente autonoma e frequentatore della montagna dovrebbe pagare una guida? Se io e mia moglie andiamo ad arrampicare in falesia, o facciamo un trek in Brenta, perchè dovremmo pagare un accompagnatore?

  7. Idea interessante e applicabile anche in altri contesti. Un mio amico fa il bagnino e per una modica cifra potrebbe accompagnare le persone in spiaggia. Un altro ha il patentino di guida di mountain bike e sono sicuro che farebbe rispettare le distanze. Un altro ancora è istruttore di vela e solo con lui, in grado di calcolare l’esatta traiettoria del vento, saremmo al sicuro dal contagio.
    Poi ho un sacco di amici che da questa crisi stanno uscendo con le ossa rotte e non sanno come arrivare alla fine del mese. Qualcuno di loro ha fatto la nord dell’Eiger e vorrebbe solo poter andare in montagna, anche da solo, senza dover spendere soldi che non ha.
    Con tutto il rispetto per il meraviglioso e utilissimo mestiere di guida alpina o accompagnatore di media montagna.

  8. Posso capire la necessità delle guide alpine di avere entrate economiche dopo 2-3 mesi di blocco. La soluzione non mi sembra però neanche:
    “Noi siamo dei professionisti, e siamo in grado di gestire un’apertura controllata”.???

    Apertura controllata in montagna? Tutto ciò mi lascia un pò perplesso.

  9. Fatemi capire: io dovrei fare una escursione su un banale sentiero in gruppo distanziato di 4-5 metri da un altro, con una mascherina sulla faccia e accompagnato da qualcuno?
    Ma è uno scherzo vero?

  10. L’importante che non ci sia l’obbligo di andare in montagna con la guida o l’accompagnatore…
    Siamo in Italia, sono capaci anche di fare certe cavolate….
    Con tutto il rispetto, non ho mai preso una guida e penso che non la prenderò mai.

  11. Cari signori,
    Andatevi a vedere le linee guida che hanno emesso in Germania: accesso libero a tutti, falesia compresa, con rispetto delle solite regole di di dustanziamento. Ora, o in Italia le guide alpine e amm sono anche medici, o non vedo alcuna differenza fra percorrere un sentiero da solo o con una guida. Avete ignorato completamente il terzo settore con l’associazionismo volontario. La puzza che tutto questo possa essere sfruttato a vantaggio del solito duumvirato è veramente forte. Questa proposta va gettata elegantemente nel cesso se non volete che l’Abruzzo venga cancellato dalle mete di migliaia di escursionisti e climbers. Grazie.

  12. Dopo questa fase per me assurda di vietare il poter andare in montagna da soli nel massimo isolamento, ci mancherebbe anche solo il fatto di poterci andare in futuro solo accompagnati da una guida o altro. Ma l’obiettivo non è quello del distanziamento sociale????????? Io ho sempre fatto migliaia di escursioni alpinistiche e soprattutto scialpinistiche da solo e senza mai incontrare nessuno per tutta la giornata… e senza mai aver bisogno di chiamare soccorsi.

  13. SCUSATE
    MA IO PER ANDARE IN MONTAGNA DEVO ESSERE ACCOMPAGNATO
    LA GENTE CHE VA IN MONTAGNA
    DI SOLITO RISPETTA LE REGOLE E BASTA CHE SI STIA DISTANZIATI
    CHI SI PUO’ PERMETTERE DI PAGARE LE GUIDE DOPO UNA PANDEMIA CON GENTE
    CHE NON PRENDE STIPENDI E QUANTI ACCOMPAGNATORI DI MEDIA MONTAGNA CI SONO ?
    FANTASIE

  14. Non è corretto attribuire le critiche alla proposta di Di Federico al solo presidente del collegio abruzzese, Di Giosaffatte, perché le critiche, anche feroci, sono giunte da decine di guide alpine, accompagnatori e semplici appassionati, basta dare uno sguardo ai blog e social dove se ne sta discutendo, in cui non sono mancate anche risposte ironiche a quella che appare solo come un’operazione di marketing. Fin ovvio che l’unico a poterla giudicare interessante possa essere stato solo un assessore regionale allo sport.
    Piuttosto, il Collegio guide e accompagnatori dell’Abruzzo ha ufficialmente dichiarato pochi giorni fa che questa proposta di Di Federico rappresenta una posizione strettamente personale, mentre lo stesso Collegio sta elaborando un protocollo per la ripresa delle attività in montagna e all’aperto, che sarà riferimento utile per tutti, guide e non.
    Quanto all’incipit dell’articolo, per adesso, l’unica cosa che ho visto muoversi in Abruzzo, sono gli stipendi dei dirigenti regionali, che il presidente della regione ha pensato bene di aumentare con un provvedimento in piena emergenza covid.

  15. Perchè continuate a dare spazio allo sfogo di un professionista che, giustamente, sentendosi colpito nella sua possibilità di esercitare, cerca di trovare un modo alternativo per lavorare? L’ha detto, l’ha ribadito, ed il collegio delle guide ha chiarito la sua posizione. Ora anche basta.

  16. Ma stiamo dando i numeri, incominciassero loro a seguire le linee guida che ci ha imposto il governo invece di farsi andare a recuperare dal soccorso alpino in giro per i monti quando la gente piangeva i suoi morti per non parlare poi di quell’essere che deride gli altri chiusi in città e lui va ad arrampicare con l’amico, ma facciamola finita e usiamo il buon senso, mi auguro che il collegio nazionale guide alpine non prenda in considerazione nulla di tutto questo, la montagna e libertà, soprattutto di poter andare dove e come con chi si vuole senza dover chiedere il permesso a nessuno, noi siamo selvatici.

  17. Infatti inutile fare altre polemiche su questo tema ormai (spero) chiuso. Mi preoccuperei piuttosto di trovare una soluzione credibile per permettere ai rifugi di sopravvivere.

  18. Guide .. bene.. accompagnatori.. bene.. nei miei 67 anni compiuti l’anno scorso ho salito la Presanella per la ferrata monte Nero da solo l’Adamello per la Terzulli da solo.. e via discorrendo.. negli anni passati ..molti..anche la Nord dei Liskamm..da solo… la Suoersaxo alla nord dei Breithorn ..da solo.. ora secondo gli standard usuali sarei da proteggere .. e va beh! ho avuto il Coronavirus io e mia moglie polmonite bilaterale,ci siamo curati( si fa per dire ) da soli in casa,dopo 30 giorni c.a eseguiti i rituali tamponi..negativi abitiamo in Trentino da poco.. lasciamo perdere l’organizzazione sanitaria quasi un bluff…operatori ai vari livelli bravi.. ma l’organizzazione ( no Comment)e allora noi che si fa.. ci mettono in una teca per essere protetti..scappiamo di notte per monti contendendo il territorio all’orso?..questo meno pericoloso del Coronavirus e dell’impreparazione dell’uomo..se non ci fossero dei morti.. troppi… ci sarebbe da ridere…auguri e un pensiero Elvetico e Libertario tutelatevi e tuteliamoci..ma poi con eleganza scappiamo e infrangiamo ragionevolmente alcune regole per il desiderio inalienabile della LIBERTA’..ricordatevi FUGA AL MONTE KENIA

  19. Ma stiamo scherzando???? E montagna.tv presta la voce a questa gente che sfrutta la pandemia per mettere il guinzaglio alle persone nell’ unico posto dove gli assembramenti sono naturalmebnte evitabili e far lavorare i cosiddetti professionisti della montagnam??? Rimango veramente sbalordito… Se poi se chi scrive mettesse anche una presentazione di chi è questo Di Federico (guida alpina e istruttore delle guide alpine) chiarirebbe da che parte sta, ma tutto sembra invece fatto per un disegno piuttosto ben architettato. Complimenti all’autore e a montagna.tv per queste chicche di solita italianità… E dire che tutti dichiarano che saremo tutti diversi dopo tutto questo…
    Evviva il più furbo… come sempre!

  20. Non mi risulta sia mai stata chiusa la montagna. Semplicemente stiamo tutti rispettando una normativa che ci impedisce, com’è giusto che sia, di allontanarci da casa. Quindi, eviterei di parlare di “riapertura” di qualcosa che non è mai stato chiuso.

    1. Mi dispiace per te Marina, ma le montagne sono proprio state chiuse:
      – con strisce bianche e rosse gli accessi ai sentieri principali.
      – con Protezione Civile e Socc. Alpino ( nuovi ruffiani delle forze dell’ordine) che battono i sentieri alla ricerca dei nuovi delinquenti.
      – con droni ed elicotteri che girano tra cime e alpeggi.
      – chiusi del Gov. Nepalese cime Himalayane. Chiusi parchi Patagonici di accesso a trekking e cime. Chiuso parco Yosemite. Ecc, ecc.
      Se non è chiusura questa, cos’è?

      1. Ho chiesto, e per quanto riguarda Prati di Tivo la sua affermazione non corrisponde a realtà; i sentieri NON SONO CHIUSI, ci sono controlli delle forze dell’ordine sulla normale rete viaria, non sui sentieri, e ci si sposta con autocertificazione, esattamente come in città. Aspetto altre conferme, non serve a nulla esasperare la già difficile situazione.

        1. Beh scusate, ma una chiusura de facto c’è stata: possiamo anche girarla come vogliamo ma con l’obbligo di stare a casa se non per i 3 famosi motivi è come se sia stata chiusa anche la montagna…Non sono mancate le multe che “giustamente” (le regole sono regole che piacciano o no) sono state fatte a diversi escursionisti/scialpinisti, anche a coloro che abitano a ridosso delle piste vuote. Questo almeno in Alto Adige…ora dopo l’ordinanza di Kompatscher pare che almeno a piedi non si corrano più rischi ad andarsene in giro…

      2. Cla
        Con tutto rispetto….
        Faccio parte del Soccorso Alpino da più di vent’anni, faccio sia elisoccorso che volontario. Non siamo ruffiani delle forze dell’ordine.
        Tanto per sapere, perchè lei fa questa affermazione?
        Che io sappia ne io ne i miei colleghi hanno mai ricevuto l’ordine di fare i ruffiani, anzi, dobbiamo stare a casa anche noi come tutti.
        Usciamo solo se ci chiamano per qualche intervento o fare i turni in base.
        Prima di dire certe cavolate….informarsi meglio. Ok?
        Prima di tutto rispetto.
        Grazie

    2. Osservazione sacrosanta. “Riaprire pareti e montagne”? Non ha alcun senso come frase. Quando verrà riaperta la circolazione stradale, e verranno consentiti gli spostamenti, FORSE, e dico FORSE ci sarà bisogno di un qualche protocollo per consentire a GA, AMM e AIGAE di poter lavorare, ma non ci sarà alcuna necessità di protocollo per i normali frequentatori, se non le norme di igiene personale di autotutela e di distanziamento sociale che abbiamo purtroppo imparato a conoscere ed applicare in contesti ben più rischiosi.

  21. Fermo restando che, come sempre, si dimentica di citare le GAE, mi sembra un modo per obbligare la gente a integrare il fatturato perso in questi due mesi (e quello che di perderà nei prossimi).
    Che sarebbe un autogol pazzesco, perché in automatico si passerebbe dalla parte degli strozzini. Non fatturare è pesante per tutti, ma in questi due mesi c’è chi si è rimboccato le maniche e ha parzialmente compensato con formazione a distanza, serate virtuali, accordi con altre categorie in difficoltà (rifugi in primis) e ripianificazione dell’attività. Il tutto per cercare di passare il messaggio che la montagna con guida è un valore aggiunto che merita un prezzo ma non è un assolutamente un obbligo ed essere pronti alla ripresa

  22. Dai, era più credibile quelle della prima invernale al K2! E’ un po’ tardi per il pesce d’Aprile…:)
    A parte gli scherzi, non vediamo l’ora, dopo essere stati chiusi in casa per due mesi, di essere portati a passeggio col guinzaglio come abbiamo fatto finora coi nostri cani per prendere 10 minuti d’aria.

  23. Guide Alpine piglia tutto! È da sempre che cercano di monopolizzare il mondo della montagna e di tutte le attività outdoor.

  24. Non voglio essere polemico ma la sola idea mi fa rabbrividire, la discussione di permettere solo a pochi di frequentare la montagna è ormai annoso e si è arrivati a proporre addirittura il famoso patentino. Ora, posto che il pericolo in montagna è insito nell’attività stessa come tutti siamo consapevoli e non nel coronavirus, MI AUGURO che la proposta riguardi solo le guide alpine e gli accompagnatori, cioè dia delle linee guida a queste figure nella conduzione del loro lavoro e NON sia ina regola generale, perché la sola idea di dover sentirmi in trappa anche in montagna è insopportabile e mi fa davvero perdere fiducia e rispetto in figure che ho ritenuto sempre degli esempi di libertà e consapevolezza

  25. Si si sarà solo un parere ma se non ci fossero i commenti negativi su questa stronzata la cosa va avanti e può solo peggiorare comunque anche solo averla pensata è una vergogna io piuttosto non vado più su una montagna anzi no andrei da clandestino

  26. Credo proprio che i coronavirus abbia dato di matto a molti.
    Come giustamente fatto notare la montagna non è stata chiusa assolutamente!!!
    Ci hanno messo agli arresti domiciliari che tutt’altra cosa e nessuno si è incazzato!!!
    Ci hanno tolto la libertà ed ora proproniamo riaperture di cose mai state vietate e dovremmo farlo con le guide e gli accompagnatori. Sono 35anni che faccio alpinismo/scialpinismo, ho scalato dappertutto e non vedo il motivo che ora devo andare a scale in falesia con una guida? Per far cosa, farmi legare le scarpette? Ormai uso il velcro da diversi anni!!!! Non diciamo stupidate, appena ci daranno il via si riparte. Siamo tutti capaco a mantenere una distanza di 2m o a metterci una mascherina. Ce lo obbligano per andare al lavoro quindi credo che per mantenere queste regole non abbiamo bisogno di guide!!!!
    Un saluto a tutti

  27. Occorre riaprire ľaccesso alla montagna ma senza obbligo di guide. Poi chi vuole potrà affidarsi alle guide qualora lo ritenga necessario. In ogni caso occorre il distanziamento sociale e il divieto ďassembramento.

  28. È chiaro che Di Federico ha fatto una proposta corporativa, pensando alle loro tasche. Non c’è lavoro, quindi anche questa categoria è penalizzata. Liberamente ha espresso una sua idea, che ha avuto diversi commenti contrari, anche da parte di guide alpine. Non è accettabile che si deve andare in montagna, territorio molto maltrattato, accompagnati da guide alpine o da accompagnatori di media montagna. Anche se ha consigliato un numero ridotto di clienti, il guadagno è assicurato. Basta aumentare la tariffa. Non accetto, (parlo per me ma, penso che anche altri amici, hanno la stessa idea), che «La conferma della prenotazione dell’escursione, inviata dalla guida o dall’accompagnatore per e-mail o per WhatsApp, potrebbe valere in caso di controlli sulle strade». Significa che solo chi accetta questa proposta, può allontanarsi dal suo comune di residenza? È invece negato a chi vuole fare una escursione solitaria in montagna, per riassaporare l’ambiente? Il vantaggio di essere solitario è, che non esiste l’obbligo della mascherina, che sarebbe una cosa superflua! No caro Giampiero, la libertà è per tutti, godiamo degli stessi diritti ma anche doveri. Tutte le categorie lavorative in questo marasma stanno soffrendo. Ripeto, che se autorizzano… CHI?… solo una categoria di professionisti, A FREQUENTARE UN AMBIENTE LIBERO, LA MONTAGNA, che a loro volta su prenotazione, autorizzano i clienti a raggiungere il luogo di appuntamento a pagamento, sarà una sciagura. Certamente ci sarà UNA CRITICA BESTIALE! Poi, non voglio remare a sfavore delle GUIDE ALPINE E AMM, ma in montagna, ognuno sceglie come andarci e senza pagare. Per esempio gli iscritti al CAI- CLUB ALPINO ITALIANO, grazie ai volontari che seguono corsi di aggiornamento su qualsiasi proposta in montagna, in sicurezza fanno le escursioni.

  29. Anche il giardiniere ha lanciato delle idee creative….il taglio dell’erba nel proprio giardino potrà essere fatto solo da personale specializzato, ovviamente con apposita mascherina

  30. Concordo pienamente con Serghiei e Alessandro . Sono sicuramente pareri personali quello della guida in questione , come erano personali gli sberleffi della guida, come erano personali i due fratelli che sono stati soccorsi in tempo di COVID, ma uno può essere un caso , due un’ipotesi ,tre una certezza ! Non è che il collegio deve rivedere qualche cosa su la formazione e l’educazione delle guide ?

  31. Dopo averci preso in giro scalando e sciando durante la quarantena, filmandosi mentre scalano e ridendo di come siamo pippaioli…ora propongono che se vuoi uscire in montagna a scalare o a fare una camminata devi prendere loro e pagarli…io ho già prenotato quella guida di paesana fanton…come devo pagare? bonifico o contanti sul posto…visto i ricchi che ha provocato il covid direi che possiamo permetterci due guide x persona…Sto de federico ha messo la ciliegina sulla torta della sua categoria…

  32. Ma ,il notizione è arrivato!Quindi la mia Regione la sta pure valutando?Sono sconcertata, bisognerà prendere un patentino per sopravvivere dopo sto coronavirus!Magari si potrebbero organizzare dei corsi a pagamento..Anche io sono senza lavoro..e in montagna se possibile vorrei andarci gratis!

  33. Certo che le guide con sta proposta mi scadono proprio tanto, invece di fare proposte concrete per gli appassionati di montagna pensano solo alla loro tasca. Allucinante

  34. Ma cosa succederebbe se, su uno stretto sentiero, una guida con il suo piccolo gruppo dovesse incrociare un’altra guida con il suo piccolo gruppo?
    – Cedete lo passo.!
    – Cedete lo passo tu!
    – No, è te a cedere, io son guida…
    – Et io che sono? Le hai viste le schiere mie? O non hai occhi?
    – Ne ho almeno quanto tu hai la lingua.
    – Allora è lo cervello che ti ammanca!

  35. Conosco Giampiero Di Federico da quarant’anni, all’inizio per la sua fama, poi per conoscenza personale: in montagna, soprattutto in solitaria, ha fatto cose degne di un Casarotto.
    Scrivo questo commento non per appoggiare la sua proposta, che giudico corporativa e anche strampalata, ma per difendere una brava persona da generalizzazioni che possono solo fare male. Di Federico non è minimamente accostabile agli esempi recenti di professionisti maleducati, scorretti e che si fanno beffe delle regole. È una persona seria, un alpinista di altissimo livello, guida e istruttore ai corsi guida. Comunque lo si voglia giudicare oggi, è uno che ci mette sempre la faccia.
    Detto questo, torno alla sua proposta, che è per me irricevibile, dato che il mondo della montagna è e deve restare libero e non soggetto a regole che non riguardino la salvaguardia dell’ambiente e la sicurezza degli altri.
    Però colgo, nelle sue parole, il germe della provocazione: se la sua “uscita” è illogica e non auspicabile, è comunque la benvenuta, perché ha stimolato un dibattito finora assente. Quindi, ben venga parlare della fase 2 per le attività all’aperto, ne verrà fuori certamente qualche buona idea, di cui tutti gli appassionati di montagna hanno bisogno. Suggerisco solo di non confondere chi propone, civilmente, anche l’assurdo, con chi agisce infischiandosene di norme che tutti siamo chiamati a rispettare.

    1. Assolutamente corretto, pur avendo censurato le mie legittime e per nulla offensive opinioni, lo rispetto come GA, ed il curriculum alpinistico e di guida alpina di Giampiero Di Federico è al di sopra di ogni sospetto e degno di nota. Ciò non toglie che non vedo neppure il germe della provocazione in questa proposta, per me è proprio fondamentalmente errata, sia nei tempi che nei modi.
      Grazie.

  36. RAGAZZI non c è da scherzare. Qua si sta andando contro la libertà dei cittadini e dell andare liberamente in montagna. Ormai in montagna ci stanno andando solo i ricchi accompagnati dalle guide. Loro stanno puntando a questo, privatizzare e monopolizzare tutte le attività in montagna. Basta vedere il monte bianco lo scorso anno. Senza prenotazione non vai. Ovvio che è stata un operazione da parte delle guide francesi di non avere la via normale affollata. Tra qualche anno vedrete il cervino, gli svizzeri hanno sul tavolo un bel progettino x chiudere la normale alle cordate senza guida. In pratica è semplice: o diventi guida, oppure diventa ricco e ti godi liberamente le montagne che pian piano diventano meno affollate. Ovvio che il tutto x il bene del cittadino. State a casa poveri.

    1. Esatto, non c’è da scherzare, qui queste “proposte” stanno arrivando sui tavoli degli amici politici, il rischio che qualcuno si occupi di cose che non gli competono c’è, è il caso che chiunque abbia contatto con qualche referente politico di peso stoppi sul nascere questo tipo di iniziative.

  37. Consiglio anche un bel certificato di idoneità per la pratica di attività fisica in montagna a basso impegno cardiovascolare, un monitoraggio della frequenza cardiaca per evitare che si vada oltre soglia, la misurazione della saturazione di ossigeno ogni 500mt D+ e naturalmente un termoscanner ai varchi di inizio sentieri.

  38. Ridicola proposta, come se un alpinista di livello che non sia guida alpina non fosse in grado di andare in montagna in sicurezza, vallo a raccontare ai tanti alpinisti istruttori nazionali CAI. Chi l’ha detto che si è al sicuro ad andare in montagna solo con guide alpine e amm? E poi è chiaro o no che non sono gli unici professionisti abilitati dalla legge Italiana ad accompagnare persone a pagamento in montagna? Per le scalate ci sono le guide alpine ed è giusto così ma per le escursioni ci sono anche altre figure professionali abilitare per legge. Inoltre esistono migliaia di alpinisti che non sono guide alpine ma persone normali perfettamente in grado di badare alla propria sicurezza senza la balia della guida. Così come ci sono persone che hanno subito incidenti o morte pur essendo accompagnate da guide alpine. La sicurezza assoluta in montagna non esiste, guide o meno che si sia, e incidenti ne hanno anche le guide, esiste solo la capacità, la conoscenza e la preparazione per minimizzare il rischio.

  39. Comprendo la posizione moderata prima espressa da Brancadoro che scrive di essere conoscente del Di Federico, ma qui non si sta discutendo dell’alpinista e delle belle pagine di alpinismo che ha scritto in passato. Anzi personalmente non giudico neanche il merito della sua esilarante proposta, ma come e a attraverso chi è stata avanzata. Sarà anche persona seria, ma allora riconoscesse pubblicamente di aver fatto una cagata. Dubito lo farà mai.
    Non dimentichiamo poi che anche i fenomeni di campiglio e quello piemontese sono alpinisti/soccorritori di altissimo livello, e allora? Stiamo parlando di imprese, gradi di difficoltà, qualità tecniche?

    Quanto alla serietà, professionalità e all’aver stimolato il dibattito, mi sembra che questa sua risposta a Ardito:

    “Sto aspettando le risposte ufficiali di Mauro Febbo, l’Assessore regionale al Turismo, e di Davide Di Giosaffatte, il Presidente delle guide alpine abruzzesi, che ha girato la proposta al Collegio nazionale. Le reazioni degli escursionisti ai miei interventi sul Messaggero, al TGR Abruzzo e a Rete 8 sono state in maggioranza positive. Qualcuno, sbagliando, pensa che le guide se ne vogliano approfittare”

    non denoti affatto serietà, nè verità considerato che il collegio guide ha dichiarato di non aver ricevuto da lui alcuna proposta ufficiale.
    Evidentemente il signor Di Federico, forte del suo potere carismatico e delle sue conoscenze, ritiene di dialogare direttamente con Rai, Il Messaggero, le tv private, l’Assessore Turismo della Regione e Montagna.tv anzichè con il suo collegio guide di appartenenza. Questa a casa mia è furbizia, oltre che mancanza di umiltà e professionalità, altro che proposta civile.

  40. Ho 61 anni .Vado da una vita in montagna a fare escursioni per sentieri in solitaria o con amici. Ho raggiunto 200 vette alla mia portata. Ho amici che come me hanno fatto centinaia e anche migliaia di cime.
    Noi non abbiamo certo bisogno di essere accompagnato da una guida.
    Non aggiungo altro.

  41. Brutta cosa speculare su una disgrazia come questa è pensare che si possa andare in montagna solo con guide o accompagnatori. I sentieri si DEVONO riaprire in quanto il movimento è salute. Sicuramente da evitare gli assembramenti, meglio soli o Max due o tre persone. Da preferire mete poco battute. Poi, chi lo desideri, si faccia pure accompagnare, ma questo non deve essere un obbligo. Ci manca solo che dopo due mesi di “arresti domiciliari “si possa solo andare in montagna pagando una guida. Questo virus ha legittimato una serie di limitazioni della libertà che hanno dell’incredibile.

  42. io credo che tanta gente non abbia ancora capito che ci obbligano alla distanza per poterci monitorare,perche se fossimo in gruppi i satelliti e quantaltro non ci riconoscerebbero!

  43. Buonasera.
    Spero in un qualche fraintendimento giornalistico.
    Oppure esiste qualche motivo che giustifica un’uscita così ridicola, nonché controproducente per una categoria professionale?
    Sono 45 anni che scalo e quindi dovrei farmi accompagnare da qualcuno per quale motivo?
    Piuttosto resto a casa a litigare con moglie e figli…
    Oppure mi faccio l’amante valligiana e mi barrico nello chalet tutti i fine settimana.

  44. Alcubni affermano di farsi ferrate anche difficili da soli…ma le ferrate devono avere un nulla osta, qualcuno che le controlli incaricato dal Sindaco e pure sezione Cai che le ha in gestione nel proprio territorio.Chi fa i controlli periodici?.Quasi sempre .LE GUIDE locali.Per altre imprese VERE ognuno e’ libero di andare senza guida, ma per le ferrate esigerei un accompagnamento delleGuide,….altrimenti chi certifica l’ efficienza delle funi, ancoraggi ecc?Non esistono pasti gratis! Andrebbe tutto in malora entro pochi anni…anche da una stagione all’altra…anche nella stessa stagione l’ accompagnamento da parte di guide assicurerebbe nel contempo la sorveglianza frequente dopo temporali violenti. scariche di sassi tranciacavo.!
    Tanto e’ facile fare scrematura di baldanzosi. Basta togliere accesso agevolato con scalette , qualche tratto di fune sostituito da arrampicata… le indicazioni a enormi bolli rossi, e il numero dei solitari si ridurrebbe.

  45. imbarazzante….
    capisco la difficoltà della categoria ma è come dire che ci devono accompagnare a nuotare al mare gli istruttori di nuoto perchè almeno siamo sicuri….ma per favore….

  46. Il sig. Di Federico, quando non spara idee a dir poco balzane sul monopolio della montagna da parte delle guide alpine e degli accompagnatori di media montagna, non legge o non capisce quello che legge poiché aggiunge la dichiarazione che (sic) “le reazioni alla sua proposta sono state in maggioranza positive”. In questi tempi sul sito di MontagnaTV sono usciti due articoli che trattano appunto della sua proposta. Gli scriventi hanno raggiunto la cifra di 94 pareri e NESSUNO, ripeto NESSUNO ha trovato positiva la sua proposta. Gli scriventi su MontagnaTV non sono affatto degli sprovveduti e per la maggior parte sono alpinisti che non necessitano di una guida per andare a fare quattro passi sul sentiero.

  47. Cronaca odierna 1 maggio:Un escursionista solitario a a Monfalcone, cade mentre percorre un sentiero nelle zone dellaGrande Guerra?Soccorso, non si sa se verra’ multato…occorre interpretare l’ordinanza della sua Regione.
    1-ha distorto energie allasanita’ impegnata nelle cure per il Covid.(E PRIMA DEL COVID NON ERA UN DISTOGLIERE)??
    2- allora anche tumori,incidenti sul lavoro , infarti ecc.di stolgono energie sanitarie??INFATTI MOLTI HANNO SMESSODICURARSI, SONO INDIETRO CON ESAM IE VISITE DI CONTROLLO..PER PAURA DE LVIRUS O DELLE MULTE?E SE AD AVERENE BISOGNO FOSSE QUALCHE POLITICO O MEMBRO DEL GRAN CONSIGLIO, TROVEREBBE CANALI PREVILEGIATI E SILENZIO STAMPA??
    3-ha rischiato di infettar ei soccorritori…, ma ormai non s’e’capito come fare a proteggere e proteggersi?

  48. Notizia recente: in Trentino si sono aperti i rifugi con i protocolli sicurezza e contemporaneamente sono uscite ordinanze di sindaci che chiudono al passaggio i sentieri classici numerati e tabellati e visibili su carte, guide e web, che portano a molti di tali rifugi per manutenzione posticipata che spetta al Cai Sat…( con responsabilita’ civili e epenali dei capi sezione..che non vogliono certo farsi mangiare casa e risparmi ).
    Uno dei tanti serpenti legislativi ed amministrativi che si mordono la coda .
    Vanno bene allora solo i rifugi dalla frequentazione garantita da impianti di risalita attigui…alberghetti e ristoranti con rifornimento in tempo reale di cibi freschi e bevande

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