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“Gian Carlo Grassi, l’uomo del giardino di cristallo”

Il 1 aprile ricorreva il 29esimo anniversario della morte di Gian Carlo Grassi, un pioniere dell’arrampicata su ghiaccio in Italia negli anni Ottanta nonché protagonista del periodo del “Nuovo Mattino”. Una ricorrenza in occasione della quale, come riporta la rivista Planetmountain, Federico Marcellino, Istruttore di Arrampicata Libera della Scuola Intersezionale Valli Pinerolesi del CAI Pinerolo, ha deciso di rendere disponibile online il film sulla vita dell’alpinista di Condove (TO): “Gian Carlo Grassi, l’uomo del giardino di cristallo”.

Un cortometraggio a firma dell’alpinista e documentarista Angelo Siri, presentato in anteprima a Torino nel febbraio 2009, “nato dalla voglia di parlare di lui, di fissare e diffondere il suo ricordo”, come raccontava il regista stesso.

“Purtroppo anche Angelo Siri oramai da qualche anno ci ha lasciati – scrive Marcellino – e non potendo chiedere direttamente a lui, seguendo questo spirito di condivisione e anche considerato il momento storico in cui stiamo vivendo, ho deciso di rendere disponibile la visione di questo filmato in rete. Spero che sia cosa gradita”.

Rendere immortale il ricordo di un amico

L’idea di realizzare un documentario su Grassi venne in mente a Siri quasi 20 anni dopo la scomparsa dell’amico. Un progetto che si rivelò macchinoso da portare a termine. Fu infatti necessario andare a ricercare vecchi contatti che, attraverso la propria testimonianza, potessero rendere immortale la figura di Gian Carlo.  “L’inventore dei più fantasiosi itinerari su cascate di ghiaccio e couloir fantasma nei luoghi più remoti – come lo definiva Ugo Manera in un ricordo condiviso sul blog di Alessandro Gogna – . Il salitore delle paurose seraccate di ghiaccio, l’instancabile ricercatore di nuovi problemi ovunque esisteva un pezzo di roccia inesplorato. Lo scopritore tra i primi, della pari dignità tra tutte le avventure di scalata, dai massi della valle di Susa, alle rocce della Valle dell’Orco fino sulle più lontane pareti del Monte Bianco”.

Una pellicola che per certo emoziona chi quegli anni Ottanta li ha vissuti in prima persona ma che, come sottolineava il regista, nasce per le nuove generazioni. Per far loro conoscere un personaggio intramontabile, scomparso troppo presto, a soli 44 anni a causa del distacco di una cornice di neve sul Monte Bove, nei Sibillini. Ma anche quella che era l’atmosfera che caratterizzava il mondo alpinistico degli anni Ottanta.

Le interviste raccolte sono 16. Una piccola selezione dei tanti che hanno avuto modo di conoscere e legarsi in cordata a Gian Carlo. Una selezione che ha consentito a Siri di produrre un concentrato di ricordi ed emozioni, che scorre veloce sotto gli occhi dello spettatore

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