Ice climbing

Arrampicata su ghiaccio, dove praticarla in Italia

Le cascate di ghiaccio sono qualcosa di estremamente affascinate. Sono creature labili, strutture transitorie che non sempre si concedono al desiderio di coloro che le vogliono affrontare alla ricerca di un pizzico d’adrenalina.

Ogni anno, con l’arrivo del freddo, le prime colate iniziano a formarsi, crescono, diventando stabili e sicure, pronte per essere scalate. Gli appassionati affilano ramponi e piccozze, quindi si preparano a vibrare i primi colpi ben assestati. Il ghiaccio risuona all’impatto e inizia il divertimento. È sempre così, ma è sempre diverso. Il ghiaccio è vivo, cambia di settimana in settimana. Ogni cascata muta a seconda delle condizioni e scegliere il posto ideale in cui divertirsi non è facile. Proviamo a darvi qualche suggerimento.

Serrai di Sottoguda (chiusi per la stagione 2019/2020)

Ai piedi della Marmolada, tra l’abitato di Sottoguda e Malga Ciapela, i Serrai di Sottoguda rappresentano uno degli anfiteatri di ghiaccio maggiormente frequentati dagli appassionati. Facilità d’accesso, itinerari attrezzati con spit in sosta e anche lungo i tiri di corda e gradi dal secondo al quinto superiore permettono di soddisfare la maggior parte dei ghiacciatori. La più impegantiva è La spada nella roccia salita per la prima volta da Maurizio Gallo negli anni Ottanta, salita che ha rappresentato un’innovazione per la piolet traction nelle Alpi occidentali.

Val Brandet

In Lombardia, in Val Brandet, si trovano alcune spettacolari cascate di ghiaccio che certamente sono in grado di entusiasmare anche i ghiacciatori più pretenziosi. In inverno si formano strutture glaciali lungo tutto l’asse vallivo, tra queste la più interessante è una interminabile cascata con uno sviluppo di 1000 metri e 600 di dislivello. A formarla sono tre colate che raggiungono la difficoltà massima di 4°.

Valle di Cogne

Meta obbligata per ogni appassionato le cascate di ghiaccio che ogni anno si formano nella Valle di Cogne sono veramente tante. La maggior parte è localizzata in Valnontey, valle secondaria in cui si trovano le principali cime del massiccio del Gran Paradiso. Qui l’arrampicata su ghiaccio assume dimensioni canadesi, ricorda una vecchia frase di Gian Carlo Grassi, e i gradi di difficoltà delle varie colate permettono a tutti di trovare il proprio terreno ideale. Salendo verso l’alta valle si incontrano cascate che oggi appartengono alla storia di questa disciplina. Tantissime, in questa porzione della valle, le cascate che annoverano tra i primi salitori personaggi del calibro del già citato Gian Carlo Grassi. Tra le tante spicca, per fama e difficoltà, Repentance super aperta da Grassi con F. Conta e F. Damilano il 3 febbraio del 1989.

Ceresole Reale

Dall’altro lato del Parco Nazionale del Gran Paradiso rispetto a Valnontey si trova Ceresole Reale, la porta piemontese al parco. Piccolo centro dove ha trovato origine il Nuovo Mattino di Gian Piero Motti, rappresenta una meta frequentata sia dagli amanti della roccia, nel periodo estivo, che da quelli del ghiaccio invernale. In zona sono presenti numerose cascate con vie di difficoltà variabile. Tra queste la cacata della Basei spesso può essere affrontata anche in primavera.

Particolarmente interessate in zona è l’X Ice Park o “falesia dei mutanti”. Una palestra di ghiaccio, realizzata deviando il corso di un torrente, che conta circa 30 cascate con difficoltà dal terzo grado al quinto superiore e possibilità di dry-tooling. Tutte le soste sono attrezzate per le calate.

Valle Varaita

Una vera e propria Mecca per i ghiacciatori. La val Varaita, localizzata ai piedi del Monviso, racconta la storia di questa disciplina. Grazie a una buona esposizione e gelate che si conservano fino a tarda primavera si trovano couloir-fantasma e cascate in abbondanza. Centinaia le possibili salite lungo l’asse vallivo, percorsi in grado di soddisfare tutti gli appassionati, dal novizio al più esperto. Qui, come il Valnontey, facilmente si incontrano le tracce di Gian Carlo Grassi che, a partire dai primi anni Ottanta, si è dedicato all’esplorazione delle strutture ghiacciate sia della bassa che dell’alta valle. Cascate d’iniziazione, cascate ambientate e colate dal grado estremo, ce n’è per tutti in val Varaita. L’anfiteatro di ghiaccio che sorge ai margini della diga di Castello è certamente il luogo più affascinante in cui praticare la scalata su ghiaccio in Val Varaita.

Consigli per la sicurezza

Se non si è esperti il suggerimento è sempre quello di rivolgersi a un professionista della montagna, in modo da apprendere le nozioni di base. Il ghiaccio è un elemento “vivo”, in costante mutamento ed è necessaria una grande esperienza per poterlo approcciare in sicurezza.

Prima di partire alla volta di una cascata con l’intenzione di salirla è sempre meglio consultare i bollettini meteo e informarsi preventivamente sulle condizioni della struttura glaciale.

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