Cronaca

Precipita in una voragine nella neve finendo in un torrente. Grave scialpinista

Intervento questo pomeriggio per il Soccorso Alpino piemontese per recuperare una scialpinista francese a una quota di 2300 metri circa, nella zona delle Barricate, a monte dell’abitato di Bellino in Val Varaita, nel cuneese.

La donna era impegnata in un’escursione con un compagno di gita quando è precipitata in una voragine nella neve cadendo nel torrente sottostante senza la possibilità di uscire. I soccorsi sono stati immediati, anche in considerazione del fatto che si trovava in una situazione di rischio evolutivo elevatissimo a causa della rapida esposizione all’ipotermia per la prolungata immersione nell’acqua gelida. Ad intervenire l’elisoccorso, che ha trasportato i tecnici sul posto.

Con complesse techiche alpinistiche, un tecnico del Soccorso alpino è stato calato all’interno della voragine dove ha recuperato la donna che è stata issata nuovamente in superficie e condotta a bordo dell’elicottero in ospedale in grave stato di ipotermia.

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5 Commenti

  1. ciao.non posso che personalmente pensare, quando il gruppo di soccorso e arrivato nel posto del recupero,che abbiano provato dei brividi. non certo di eccitazione.ma di pura paura.controllata si,ma sempre paura.e proprio un postaccio.elogiare il soccorso e un eufemismo.qui si oltrepassa il limite personale di temerarieta’. mi chiedo:puo un soccorritore rifiutarsi di proseguire un soccorso avendo davanti a se pochi minuti o pochi secondi avendo davanti una moglie e figli che lo aspettano a casa? e una domanda ingenua.ma guardando quella voragine e le sicurezze e la ripidita’ mi viene da pensare.

    1. Da soccorritore alpino ti posso dire che in quei momenti (da quando suona la sirena in base) l’adrenalina è talmente alta che non pensi alla tua famiglia, ma ti immergi nei pensieri di quello che ti aspetta e delle manovre che dovrai fare.
      Anche con un pizzico di paura. E per fortuna che cè quel pizzico di paura che ti aiuta a non fare cavolate e a portare a casa la pellaccia e quella delle persone soccorse.

    2. Laddove i soccorritori ritengano che non vi siano adeguate condizioni di sicurezza per portare a termine la missione, si devono fermare.
      Eventualmente, una diversa squadra, con diverso equipaggiamento o peculiari capacità (sommozzatori o specialisti di forra in questo caso), potrà intervenire.
      Diverso è il discorso di un soccorritore che, pur essendovi palesi ed accettabili condizioni di sicurezza, si rifiuti di operare. Ignoro quali siano esattamente le conseguenze, in quest’ultimo caso, ma credo possano esservi sanzioni o richiami.

    3. Un grande applauso a tutto il Soccorso Alpino piemontese, veramente una voragine da brividi, complimenti per l’ impresa portata a termine in tempi sufficenti a scongiurare ulteriori danni all’ infortunata. Grande gratitudine a tutte le persone che si prodigano, per puro altruismo, per il bene comune, molte volte mettendo a repentaglio la loro stessa vita. Non saranno mai ringraziati abbastanza

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