AlpinismoAlta quota

K2, inizia il trekking per il CB. Si continua a lavorare sulle vie all’Everest e Gasherbrum

Si entra nel vivo anche della spedizione al K2, che nonostante sia la grande sfida invernale quest’anno sta passando un po’ in sordina.

Il gruppo guidato da Mingma G. Sherpa ha in programma di iniziare domani il trekking sul Baltoro per il campo base del K2, che ci si aspetta venga raggiunto il 20 gennaio. Le tempistiche dipenderanno dalle condizioni meteo e da quanta neve fresca porterà la bufera che sta interessando il Karakorum in queste ore. Ricordiamo che anche Denis Urubko era rimasto bloccato a Concordia un giorno proprio per la difficoltà a fare la traccia.

Everest

Sotto l’occhio vigile del Tetto del Mondo, Jost Kobusch continua a lavorare per fissare la via a campo 1, con lui al momento c’è Daniel Hug che sta documentando il tutto. Il videomaker se ne andrà dal campo base il prossimo 22 gennaio, lasciando l’alpinista alla sua solitaria lungo la cresta ovest e l’Hornbein couloir. Per capire bene cosa sta cercando di fare Kobusch, è stato pubblicato un video che mostra con chiarezza la via di salita scelta. Nulla di più complicato per una invernale sull’Everest in solitaria e senza ossigeno!

Il folto gruppo, tra alpinisti e trekkers, di Alex Txikon è atteso invece nelle prossime ore a Lukla. Ricordiamo che prima di dirigersi all’Everest, il basco proverà a fare un tentativo sull’Ama Dablam, dove si acclimaterà.

Gasherbrum

Simone Moro e Tamara Lunger sono impegnati a fissare la via sul ghiacciaio, dove sono rimasti bloccati a poco metri dal raggiungere il plateau (quindi il luogo dove posizionare C1) da un enorme crepaccio impossibile da attraversare se non predisponendo una scaletta.

Oggi ho spinto al massimo nella ricerca del passaggio finale che ci portasse finalmente al plateau sopra il ghiacciaio e la cascata di ghiaccio – scrive l’alpinista -. Ormai alla stessa altezza del Plateau un gigantesco e profondissimo crepaccio ci ha sbarrato la strada e la probabile gioia. Ho cercato il punto più stretto per valutare un eventuale salto ma la distanza era comunque troppa. Ho valutato 2,5 mt quel punto stretto, troppo per farlo in salita e con le racchette ai piedi. Abbiamo vagato per mezz’ora alla ricerca di un’alternativa ma non l’abbiamo trovata. Quel crepaccio taglia longitudinalmente tutto il ghiacciaio. Unica soluzione possibile una scaletta metallica di 3 metri che ricordo di aver visto al campo base vicino al campo militare a metà ghiacciaio Abruzzi. Siamo dunque tornati al Campo base e domani ci spariamo 8 ,5 km per andarcela a prendere e poi in spalla la porteremo con noi lungo tutto il tragitto tra crepacci e seracchi fino al grande e spero ultimo crepaccio finale. Speriamo sia sufficientemente lunga per attraversare l’abisso…”.

Si attendono nuovi aggiornamenti, appena il maltempo sarà terminato.

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