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Alex Txikon in balia delle tempeste tra Antartide e Cile

L’Antartide sembra non voler lasciare andare con troppa facilità Alex Txikon. Forti tempeste stanno rallentando l’arrivo a Puerto Williams, piccola cittadina portuale del Cile meridionale.

“Il mare è molto duro: 60 nodi; venti forza otto e onde enormi che a volte ci passano sopra  – scrive Alex -. Alcuni di noi sono un po’ più che preoccupati.. ricordando quel film di George Clooney (“La tempesta perfetta, ndr)”.

Per resistere al meglio alla tempesta è stata presa la decisione di portare la barca al largo. Una condizione, che come dichiara l’alpinista basco, necessita di estrema pazienza.

Che le avventure polari subiscano facili deviazioni dalla rotta prestabilita, in termini di tempo e di spazio, in fondo lo abbiamo imparato bene con l’esperienza appena conclusa della traversata artica di Mike Horn e Borge Ousland. È la natura che fa da padrona e l’esploratore deve pazientemente resistere e attendere tempi migliori.

Dal Cile all’Himalaya

Una volta sbarcati sul contintente, Alex e la sua crew voleranno alla volta del Nepal per dare il via alla seconda parte di questo viaggio antartico-himalayano. Si ricongiungerà ai compagni di spedizione Félix Criado, Íñigo Gutiérrez e Ramon Portilla, e insieme si muoveranno in direzione dell’Ama Dablam, vetta prescelta per terminare l’acclimatazione in vista del tentativo di ascesa invernale dell’Everest.

La prima fase di acclimatazione ha visto impegnato Txikon negli scorsi giorni su alcune vette antartiche, di cui ha finora concesso pochi dettagli. Montagne “ai confini di alcune delle isole che formano le Shetland meridionali”, come scriveva il 31 dicembre, augurando al contempo buon anno ai follower. Una serie di salite cui ha dato il via il 26 dicembre, dopo il tribolato arrivo in Antartide.

“Sono passati diversi giorni dalla traversata dello stretto di Drake. Sono stati giorni molto difficili. Stando alle parole del capitano, abbiamo affrontato venti che se si fossero verificati nei Caraibi sarebbero stati classificati come un uragano di categoria 4. Ora con un po’ più di calma ma non ancora tranquillità (non puoi rilassarti in un ambiente così selvaggio), abbiamo iniziato la nostra attività sulla terraferma! Ieri, il 26, abbiamo aperto una via su un picco, sul quale non sappiamo se sia mai salito qualcuno prima. La sensazione è di vera avventura. È quello che cercavo, un ambiente autentico, non mutato dall’essere umano, in cui scalare in stile alpino”.

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