AlpinismoAlta quota

Simone Moro e Tamara Lunger partiti per i Gasherbrum

Anche per Simone Moro e Tamara Lunger è giunto il momento di partire per il Pakistan. Con loro sull’aereo da Malpensa i fotografi Matteo Zanga e Matteo Pavana.

L’obiettivo è, come ben sappiamo, la salita del Gasherbrum I e il successivo concatenamento (o traversata?) del Gasherbrum II.  I quattro dovrebbero iniziare da Askole il trekking di avvicinamento al campo base questo fine settimana.

Le polemiche

Una spedizione quella di Moro circondata da diverse polemiche, che hanno raggiunto toni decisamente sopra le righe, soprattutto a causa della decisione dei due alpinisti di pre-acclimatarsi in camera ipobarica partecipando a uno studio scientifico del Eurac Research, di cui vi abbiamo raccontato.

La partenza è stata anche anticipata dalla messa in onda ieri su Italia 1 di un servizio delle Iene, che, partendo dalle dichiarazioni all’interno del libro di Daniele Nardi, ha messo sotto accusa Simone Moro per come ha impostato la spedizione e per i fatti del Nanga Parbat del 2016.

A prescindere dal fatto di come la si pensi circa la vicenda dell’invernale di tre anni fa e del modo, a volte discutibile, di Simone di reagire alle critiche, non si può tacere sul fatto che le Iene delineano un ritratto dell’alpinista bergamasco impreciso  e ingeneroso. Liquidare Moro come uno che “usa tutti gli aiuti possibili per arrivare in vetta più facilmente” contrapponendolo a chi fa un “alpinismo pulito” significa semplicemente non conosce il curriculum di Moro.

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35 Commenti

  1. Penso che a volte le iene perdano il senso della misura pur di fare audience.
    Io apprezzo moltissimo.Simone moro sia come scalatore che come persona e lo ritengo uno dei più bravi .

    1. Perfettamente d’accordo. Con tutto il rispetto per Nardi ma quello che dicono le Iene mi puzza solo di interesse. Seguirono da vicino la vicenda di Nardi e questa polemica cade a fagiolo per vendite natalizie, audience e facile clamore.
      Prima di giudicare (al di là del carattere difficile di Moro) credo sia meglio valutare tutto e non solo un punto di vista.
      Poi se usare o meno la camera ipobarica in questa ultima missione può essere criticabile o no… A me semplicemente acquista valore se la vedo come possibilità, una ricerca scientifica, ma su questo libertà totale di penaiero.

  2. Forza ragazzi, il fine giustifica i mezzi! Fregatevene di tutti commenti e continuate a godervi la vostra storia d’amore e le vostre vette. Siete una coppia bellissima, anche dentro la camera ipobarica! Siete i numeri uno!

  3. Io ammiravo Moro, da qualche anno ha perso tutta la mia stima…ma tant’è, sarò uno di quelli che lui mangia e caga. Come ha detto.

    1. Bugie per esempio quando ha sempre parlato di sicurezza in montagna e poi fa un reality dove invita dei VIP in minigonna a suonare un campanellino per arrivare prima in cima. Oppure quando dichiarava di radersi e lavarsi prima di una cima per rispetto nei confronti delle vette, per poi provare a portare il GabibboBrumotti con la bici in spalla per farlo saltellare sull’Everest. Oppure quando parlava di alpinismo puro e poi dopo aver sbagliato una via, ha pagato per utilizzare corde fisse e campi già attrezzati pur di arrivare in cima. Oppure continuando a citare nel suo curricula la cima dell’Everest senza specificare l’utilizzo dell’ossigeno e quindi per un alpinista top non dovrebbe valere. Oppure spacciando per esplorazione con temperature di meno 60 gradi, un trekking con temperature ufficiali mai scese sotto i -25. Oppure quando dice che la camera ipobarica è servita per ricerca nel campo dei tumori ecc…quando sappiamo tutti che non è così, perché questi tipi di ricerca si fanno da anni…come se un ciclista dicesse che usa l’Epo perché si sacrifica da cavia per la ricerca…..queste bugie possono bastare?

  4. Come è possibile conoscere la verità? Ascoltando i racconti di Simone e Daniele e di chi era vicino a loro, amici colleghi, persone care. Ho letto tutti i libri di Simone e di Daniele, ascoltato interviste e guardato video. Io ho uno spirito romantico, dove l’uomo si mette a disposizione della natura, la vive profondamente e con rispetto mettendo in gioco solo se stesso e le sue forze…nient’altro. Io sono rimasta affascinata dall’anima di puro esploratore dello spirito e della forza umana al cospetto della natura di Messner e dell’animo sognatore ed estremo di Tomek. La loro pulizia, il poco clamore, l’essenziale….da profana e, purtroppo, solo lettrice e non praticante loro rappresentano per me il sogno.

  5. Non è la prima volta che le iene peccano di strsfalcioneria..
    Per quanto riguarda la versione di Moro e la versione di Nardi, quando nella vita vi è capitato che in uno scontro fosse o tutto bianco o tutto nero? A me mai. E poi come uno vive un’esperienza è sempre qualcosa di personale, come fa addirittura un terzo estraneo a giudicare?

  6. Pur di fare odience anche l’alpinismo hanno tirato a mezzo. Programmi spazzatura che neanche lontanamente sanno di cosa stanno parlando. Gli uomini e le donne che si cimentano in questa disciplina di vita pur con le loro contraddizioni sono persone libere, cosa che fa paura ai media. Persone che vivono realmente condizioni anche estreme, non seduti su comodi divani davanti alla TV a farsi lobotomizzare da questo cultura televisiva ipocrita che ad esempio ultimamente cavalca per moda istanze ecologista ma poi pubblicizza il consumismo più invasivo. SPEGNETE LE TV.

  7. Denis Urubko è partito per l’invernale al Broad Peak senza fare risonanza mediatica. Ognuno decide la propria visibilità mediatica. Urubko sappiamo bene chi e cosa fa e come la scorsa estate ha scelto il silenzio. Un grande.

  8. Ciao Tiziana.
    Sono d’accordo con te, al 100%.
    Difatti Messner, il povero Tomek, e aggiungerei anche il mitico Denis Urubko, non sono un gradino sopra Moro, no, sono un grattacielo sopra Moro anzi, una montagna sopra Moro, sia come alpinisti, sia e soprattutto come UOMINI.
    Peccato che un “alpinista” come Moro, con quel suo modo di fare da “so tutto io” e x quei sui atteggiamenti da prima donna, si stia facendo odiare da un sacco di persone.
    Non capisco come la The Noth Face gli dia ancora da vivere…. Fossi in loro sponsorizzerei qualcun altro. Farebbero una miglior figura (e maggior vendite).

  9. Le imprese invernali in alta quota sono quelle che più mi appassionano, non dovrebbe essere così perchè amando la montagna dovrei dare la stessa importanza a tutto quello chi vi accade ed a tutti quelli che la praticano, ma d’ altronde al cuore non si comanda. Attendo con molto interesse le notizie che Montagna.tv, come sempre, si prodigherà per tenerci informati; colgo l’occasione per augurare alle donne e uomini dello Staff i miei più sinceri auguri di felice Natale e buon 2020 nell’ insegna sempre dei Vs. interessantissimi reportage giornalistici.

  10. Purtroppo l’alpinismo per alcuni si sta evolvendo in modo anomalo! Incentrato sulla visibilità dei social network e altri canali di comunicazione inutili!
    L’Alpinismo, quello con la A maiuscola, è praticato, per fortuna ancora da tanti, che sia per raggiungere una alta vetta o una montagnetta dietro casa, è quel percorso magico e silenzioso fatto di sogni e di rinunce.

  11. Moro, camera ipobarica, alpinista o non alpinista.
    Le cose stanno così a mio modesto parere di pippa alpinistica:
    Uno dice che va su, ci prova e poi torna, se va bene.
    Se riesce, è bravo e fortunato.
    Se non riesce ci sono dei motivi.
    Se qualcuno trova spazio per parlare di altro, di altre cose, di cose che fa, di quanto è bravo, di quanto pippa sono gli altri, va bene. Se trova spazio è perché c’è qualcuno a cui conviene dargliene.
    Basta cambiare canale, non comperare quello che sponsorizza, non comperare i suoi libri.
    Ignorarlo. Tutto qui.
    C’è una scala della bravura nell’alpinismo. Fare il massimo con il minimo dei mezzi. Lo ha inventato Messner e credo che la cosa incarni lo spirito alpinistico più pulito.
    La tecnica ci insegna invece che si può fare tutto (non quello di cui si capaci) con qualunque mezzo. Ma tecnica (non la tecnologia) e alpinismo sono cose diverse ritengo.

  12. si cambia tanto, alcuni in meglio, alcuni in peggio.
    Mi sembra che Moro , purtroppo, ricada nella seconda categoria.
    Troppi scordano che a partire dal 2012 , dopo la rottura con Urubko, c’erano segni visibili.
    quando insulto’ in nepalese, usando un’offesa mortale per i locali, un Capo Sirdar Sherpa sulla parete del Lhotse, perchè nella sua arroganza si riteneva al di sopra di ogni regola e andò contro le indicazioni di non salire mentre gli Sherpa lavoravano sulle corde, rischiando di finire linciato a sassate e pugni sull’Everest, salvato per miracolo da Melissa Arnot, mentre lui in ginocchio chiedeva scusa e pietà.
    Per continuare con Tomek, da lui insultato in modo ignobile ( “parla da drogato e ubriacone”, le sue parole), e ci credo che Tomek era incazzato viste le famose previsioni meteo inviate mentre lui e la Revol stavano per andare in vetta in barba a tutti e dovettero tornare giu’.
    Poi il carico da mille, non cagare di striscio Nardi al campo base e intrallazzare con Txikon , a sua volta fomentato da quella Igone che fece danni assurdi (non a caso Txikon la mollo’ subito dopo la vetta, strano eh??). Il trattare malissimo anche altri , come il pakistano in spedizione con Tomek e la Revol.
    Le minacce di portare in Tribunale chiunque lo critichi, gli sbrocchi totali in questi giorni appena leggeva una critica su quella farsa della camera ipobarica che salverà l’umanita’ dai tumori.

    A sentirsi Dio e paranoici , a gridare a tutti che rosicano e si lamentano, ai suoi proclami volgari dove mangia e caga i critici.

    No grazie, cerchiamo altro alpinismo, almeno per me
    spero si ripigli al Gasherbrum, ma con la Lunger non conclude mai nulla da un pezzo

    1. Bè Filippo,nel tuo intervento trovo tutto quello che è, e che ha fatto Moro (un gran bel personaggio negativo per il mondo dell’alpinismo) e poi cè ancora gente che lo osanna… mah…
      Intervento TOP!! Non aggiungo altro.

    2. Argomenti bene, ma sei fazioso.
      Perchè non dici anche che Moro regalò attrezzatura a Tomeck, lo ospitò al campo base perchè lui non era attrezzato, si offrì di pagarli il volo di ritorno perchè come sapete le finanze di Tomeck erano quelle che erano?

      Perchè non dite che Urubko, osannato da tutti, deve molto della sua carriera alpinistica a Moro?

      Perchè non dici che a subire l’aggressione non fu solo Moro ma anche Steck (il miglior alpinista del mondo fino alla tragisca scomparsa a cui si facevano solo elogi) ?

      Perchè alimentate l’odio?

  13. Moro ha smesso di fare l’alpinista, nel vero senso del termine, dopo l’ultima scalata con Urubko. Ora fa altro, in un modo che, a chi ama l’avventura, non appassiona. E parla tanto, tantissimo….

  14. Evitiamo, per favore, paralleli con Messner-Kammerlander o Meroi-Benet, perché mi sembrano davvero ingenerosi per queste leggende dell’alpinismo mondiale.
    Messner spostava avanti l’orizzonte della fisiologia umana in condizioni estreme, le ‘ricerche’ di Moro nella sua casetta nella migliore delle ipotesi lasceranno tutto tale e quale. Tranne il modello di approccio all’alpinismo, quello sì ne esce davvero mortificato, amplificato dalla fracassona grancassa che accompagna regolarmente ogni gesto del testimonial North Face. Ah, speriamo che stavolta riesca nel suo progetto , altrimenti chissà cosa dovremo ancora vedere l’inverno prossimo

  15. Premetto che non sono d’accordo sull’utilizzo della camera ipobarica per acclimatarsi all’alta quota che hanno utilizzato Simone e Tamara, secondo me questo non e’ piu’ alpinismo. Pero’ e’ giusto ricordare che Simone e’ l’unica persona al mondo ad avere effettuato 4 prime invernali su un 8.000, tutte senza ossigeno. Inoltre ricordo che e’ decorato con la medaglia d’oro al valor civile per aver salvato un alpinista in grande difficolta’ e in condizioni ambientali molto difficili, rinunciando poi a causa dello sfinimento a salire la vetta del Lohtse. La sua grandezza di alpinista non puo’ certamente essere messa in discussione.

  16. Le evidenze del racconto autobiografico di Daniele Nardi non sono purtroppo discutibili. L’errata (falsa) informazione sul peggioramento meteo promossa da Moro, per esempio, ha di fatto impedito la conquista della vetta prima di lui da parte della spedizione che lo anticipava sulla Messner-Eisendle.
    Questa condotta mi ricorda certi Compagnoni-Lacedelli che sì conquistavano una inviolata vetta, ma con metodi che l’alpinismo non dovrebbe conoscere e fortunatamente Bonatti ci ha svelato.
    La bravura di un professionista si celebra anche dalla condotta.

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