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COP25. Al via a Madrid il vertice dell’ONU sul clima

Guterres: "È il momento di scegliere tra speranza e capitolazione"

Si è aperta ieri a Madrid COP25, il vertice delle Nazioni Unite sul clima che vede riuniti nella capitale spagnola i rappresentanti di 196 Paesi più l’Unione Europea. Sarà presente anche una delegazione degli USA, nonostante il ritiro di Trump dall’Accordo di Parigi del 2015, con il quale è stato definito l’obiettivo globale di contenere l’innalzamento della temperatura del Pianeta entro i 2 gradi rispetto all’epoca preindustriale.

Sarà un lungo incontro, che si protrarrà fino al 13 dicembre. Un tempo in fondo breve per affrontare un tema caldo come quello delle misure da adottare a livello nazionale e globale per rallentare il riscaldamento globale.

Scegliere tra speranza e capitolazione

“Il mondo deve scegliere tra speranza e capitolazione”, ha dichiarato in apertura dei lavori Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite.

“Vogliamo veramente passare alla storia come la generazione che si comportata come lo struzzo, mentre il mondo bruciava?”. Una domanda chiara, diretta. Una espressione quanto mai adeguata per descrivere in modo sintetico il comportamento medio dei decisori politici nei confronti del tema del clima.

Il problema del surriscaldamento globale e delle causali emissioni di gas serra non è certo di recente intuizione, né lo sono i suggerimenti atti a mitigarne gli effetti. Eppure, come ha tenuto a sottolineare Guterres, “gli ultimi dati appena pubblicati dall’Organizzazione meteorologica mondiale mostrano che i livelli di gas serra nell’atmosfera hanno raggiunto un nuovo record. I livelli globali medi di anidride carbonica hanno raggiunto 407,8 parti per milione nel 2018. Non molto tempo fa, 400 parti per milione erano viste come una svolta impensabile. L’ultima volta che si è verificata una concentrazione di CO2 comparabile è stata tra 3 e 5 milioni di anni fa, quando la temperatura era tra 2 e 3 gradi Celsius più calda e il livello del mare era da 10 a 20 metri più alto di oggi”. Ne consegue che gli ultimi 5 anni si siano manifestati quali i più caldi della storia.

“Le conseguenze si stanno già avvertendo sotto forma di eventi meteorologici più estremi e catastrofi associate, dagli uragani alla siccità, dalle inondazioni agli incendi. Le calotte polari si stanno sciogliendo. Nella sola Groenlandia, a luglio si sono sciolti 179 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Il permafrost nell’Artico si sta scongelando 70 anni prima delle proiezioni”.

Cosa fare per intervenire?

Già lo scorso anno, Guterres aveva suggerito agli esponenti nazionali di adottare tassazioni idonee sui ricavi da carbone, così da disincentivare la costruzione di nuove centrali negli anni a venire. Quest’anno ha tenuto a ribadire tale necessità, ponendo poi l’accento sulla necessità di muoversi in direzione di una green economy. “Una giusta transizione, in termini di impatto per i lavoratori, di nuovi posti di lavoro, di educazione e di reti sociali di sicurezza”.

Il punto di non ritorno

Sono finiti i tempi delle false speranze, di una possibile inversione di rotta. Il danno è fatto e tocca impegnarsi per rallentare i fenomeni. In primo luogo “cominciare subito a ridurre le emissioni di gas serra a un ritmo tale da raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050″.

“Per decenni l’uomo è stato in guerra con il pianeta e il pianeta ci sta rendendo colpo su colpo, dobbiamo porre fine alla nostra guerra contro la natura e la scienza ci dice che possiamo farcela”, ha aggiunto Guterres. Insomma, è il momento di rimboccarsi seriamente le maniche.

Di passaggio all’azione ha anche parlato Carolina Schmidt, ministro dell’Ambiente del Cile, Paese che avrebbe dovuto ospitare l’incontro, purtroppo costretto a rinunciare a causa dei disordini civili, che ha definito il vertice “la Cop della messa in atto”.

Attesa per Greta Thunberg

Scienza e ricerca, i due alleati cui ha fatto riferimento il segretario generale dell’ONU, rappresentano due punti cardine anche del pensiero di un personaggio che, nel suo piccolo, ha quest’anno fatto sentire potentemente la sua voce, chiedendo al mondo di aprire gli occhi e attivarsi contro il cambiamento climatico. Stiamo parlando della giovane Greta Thunberg. Una piccola paladina della difesa dell’ambiente, la cui tenacia ha ispirato folle di giovani in tutto il mondo che fanno sentire la propria voce, le proprie richieste di intervento per salvare il Pianeta dal cambiamento climatico, riunendosi nelle piazze in occasione dei Fridays for Future, gli scioperi globali del clima, giunti già a quota 4 in pochi mesi. Anche lei è attesa al vertice di Madrid.

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