AlpinismoAlta quota

Nirmal Purja rischia grosso per la bandiera sull’Ama Dablam

Le polemiche che hanno seguito il posizionamento della gigantesca bandiera del Kuwait sulla vetta dell’Ama Dablam sono destinate a riaccendersi.

A buttare nuova benzina sul fuoco i media nepalesi, in particolare myRepublica: secondo il quotidiano, l’agenzia di Nirmal Purja Elite Himalayan Adventures, che ha organizzato la controversa spedizione (costata 224.468 dollari), avrebbe incassato gli 8.890 dollari di permesso per posizionare la bandiera e compiere le riprese con l’elicottero, ma non li avrebbe versati al Dipartimento del Turismo.

La mancanza del permesso, su cui è aperta un’indagine del Ministero, potrebbe avere come sanzione la perdita della licenza dell’agenzia di Nirmal a operare nel Nepal. Un danno economico non da poco, soprattutto dopo la popolarità acquisita dall’ex-gurkha a seguito della scalata dei 14 ottomila in poco più di sei mesi.

A questo si aggiunge che, secondo quanto riporta il giornale nepalese, l’accordo contrattuale tra il team del Kuwait e la Elite Himalayan Adventures prevede che l’enorme bandiera sia restituita, così da poter essere utilizzata durante le celebrazioni per la festa nazionale, ma è stata sequestrata dalle autorità nepalesi. Il rischio per il nepalese è che i gli si possano chiedere i danni.

Insomma, un’operazione infelice per tanti aspetti legati alla montagna, le cui conseguenze non sono state ponderate a sufficienza da Purja, volto simbolo della compagna di marketing governativa Vist Nepal 2020.

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