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Alta quota

Conrad Anker: “Il Piolet d’Or a David Lama un modo per ricordare lui e il suo alpinismo”

Conrad Anker. Foto Gian Luca GascaConrad Anker. Foto Gian Luca Gasca

Conrad Anker, tra i migliori e più prolifici alpinisti americani degli anni Novanta, ha mantenuto immutati i suoi ritmi alpinistici fino al 2016 quando un infarto lo ha colpito durante un tentativo di salita all’allora inviolato Lunag Ri ( 6895 metri) insieme a David Lama.

Nel corso della sua lunga carriera alpinistica ha avuto occasione di scalare praticamente in ogni continente, a partire dal Nord America dove ha messo a segno le sue prime importanti realizzazioni. Tantissime le spedizione a cui ha preso parte, occasioni in cui ha avuto modo di scalare con i migliori al mondo. I fratelli Uber, John Krakauer, Alexander Lowe, il già citato David Lama e molti altri i suoi compagni di cordata.

Conrad incarna in sé, nella sua filosofia e nel suo approccio alla montagna il primigenio concetto di avventura. La ricerca di luoghi ancora da esplorare e percorsi ancora da tracciare hanno caratterizzato tutta la sua vita, forse anche per questo si è legato al giovane David Lama. Tra di loro c’erano 28 anni di differenza, Anker sarebbe potuto essere il suo fratello maggiore, e così pare a parlarci. Conrad ricorda l’amico scomparso con parole affettuose, con amore e con profondo rispetto. Un rispetto che traspare anche quando, durante la consegna dei Piolets d’Or, con gesto di riverenza non osa prendere in mano il prestigioso riconoscimento conferito postumo a David.

Abbiamo avuto occasione di chiacchierare con Conrad Anker durante il Ladek Mountain Festival, abbiamo parlato di lui, di David, delle montagne e di comunicazione.

 

Conrad, ci lasci un ricordo di David?

“Durante l’avvicinamento al Lunag Ri l’ho visto abbracciare la sua parte nepalese. Era un bravo ragazzo, timido e introverso, che nella montagna ha trovato la sua forza.”

Cosa pensi del Piolet d’Or postumo per la salita del Lunag Ri?

“Credo sia un grande riconoscimento per David e per la sua carriera alpinistica. Un onore ricevere il Piolet d’Or per un progetto verso cui David ha speso quattro anni. Un modo per ricordare lui e il suo alpinismo.”

Proprio sul Lunag Ri, durante il vostro secondo tentativo, sei stato colpito da un infarto. Ricordi quei momenti?

“Si, eravamo a circa 6mila metri e non è stato un momento facile. Prima di poter essere elitrasportato in ospedale siamo dovuti rientrare al campo base, cosa che ha richiesto una lunga discesa di circa 9 ore.”

Alcuni hanno attribuito al morte di David, Hansjörg e Jess al marketing che spingerebbe gli alpinisti ad andare oltre i loro limiti. Cosa ne pensi?

“Non credo che questo sia il caso di quanto accaduto a David, Hansjörg e Jess. Loro si trovavano in Canada per un allenamento in previsione di un viaggio in Nepal. Sfortunatamente quest’anno c’era davvero tanta neve e c’è stata una valanga.”

Cosa pensi invece del legame tra alpinismo e social network?

“Credo che l’uso o meno dei social durante le spedizioni sia una scelta individuale. Volendo, quella della comunicazione social può essere vista coma un forma di arte. Di certo possono essere utili nella ricerca di finanziamenti.”

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