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Il ghiacciaio dell’Aletsch nel 2100: tre scenari di scioglimento raccontati in 3D

aletsch, ghiacciaioGhiacciaio dell’Aletsch – Foto @ANSA

Che il ghiacciaio svizzero dell’Aletsch, il più grande delle Alpi nonché patrimonio UNESCO, sia destinato a scomparire entro il 2100 qualora non si riescano a ridurre le emissioni di gas serra e frenare il riscaldamento globale, è purtroppo cosa nota.

I glaciologi del Politecnico Federale di Zurigo (ETH) da anni analizzano il suo arretramento, che si stima sia pari a 12 metri annui. Novità è che di recente, per avere una panoramica visiva di ciò che potrebbe accadere nei prossimi decenni, siano stati realizzati dei modelli 3D degli scenari futuri.

Le cifre che ci descrivono lo scioglimento dei ghiacciai, dell’Aletsch come anche del Thwaites, il gigante dell’Antartide occidentale, sono già di per sé allarmanti. Comprendiamo che la situazione sia grave e delicata ma l’arretramento di una distesa di ghiaccio è un fenomeno così lento su scala temporale, che diventa difficile immaginarlo. I video della modellizzazione 3D diffusi dall’ETH su Youtube, concentrano un secolo in pochi secondi, mettendoci di fronte ad una realtà chiara e dolorosa.

Tre scenari futuri per l’Aletsch

La modellizzazione 3D dei vari scenari è merito dei due ricercatori del laboratorio di idraulica, idrologia e glaciologia dell’ETH Guillaume Jouvet e Matthias Huss.

Il ghiacciaio dell’Aletsch misura in lunghezza 23 chilometri, per una superficie totale di poco meno di 120 chilometri quadrati. Dal 1870 è già arretrato di 3 chilometri e non accenna a fermarsi. Gli scenari futuri potenziali sono molteplici, in quanto nei prossimi decenni potremmo riuscire a contenere o meno, sulla base di un impegno globale, le emissioni di gas serra ed evitare un innalzamento termico oltre i 2°C. Dai due ricercatori ne sono stati presi in considerazione 3 scenari potenziali  per il 2100. Potremmo definirli come scenario ottimista, meno ottimista e pessimista. Anche se qui l’ottimismo non trova assolutamente spazio. I risultati della loro ricerca sono stati raccolti in un articolo pubblicato di recente sulla rivista scientifica “Journal of Glaciology”.

Scenario ottimista

Se tutto va bene, se saremo abbastanza bravi da ridurre le emissioni entro il 2040, con incremento della temperatura globale compreso tra 1 e 2°C, ci potremo accontentare di avere circa 2/3 del ghiacciaio residui a fine secolo.

Scenario meno ottimista

Se il grado di emissioni continuerà a seguire l’andamento mostrato negli ultimi 10 anni, con incremento termico tra 2 e 4°C, perderemo oltre metà del ghiacciaio.

Scenario pessimista

Lo scenario peggiore ipotizza, per un incremento termico di 4-8°C, una scomparsa totale del ghiacciaio.

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