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Com’era il Ghiacciaio Thwaites negli anni Settanta? La risposta in vecchie pellicole da 35 mm

ghiacciaio thwaites, pellicolaIl Prof. Dustin Schroeder prepara vecchie pellicole contenenti dati radar da sottoporre a digitalizzazione – Image Credits: Courtesy Dustin Schroeder – Sito web Stanford University

Vecchie pellicole digitalizzate hanno consentito agli scienziati di fare un salto nel passato del ghiacciaio Thwaites, fino agli Anni Settanta. Ad oggi non si era stati in grado di andare a ritroso oltre i 20 anni.

Un dato positivo? Non proprio. Ciò che è stato difatti osservato è che la piattaforma ghiacciata che si estende nella regione occidentale dell’Alaska, si stia scongelando molto più rapidamente rispetto a quanto previsto dagli attuali modelli.

Finora gli scienziati avevano stimato che i 120.000 chilometri quadrati di ghiaccio del Thwaites stessero scivolando inesorabilmente verso il mare di Amundsen con una velocità di circa 2 chilometri l’anno. Velocità a quanto pare sottostimata.

I ricercatori della californiana Stanford University, sotto la guida del professore Dustin Schroeder, hanno nella fattispecie confrontato le misure raccolte negli anni Settanta tramite radar durante sorvoli aerei, con i dati più moderni, raccolti tramite satellite. I risultati di tali comparazioni sono stati pubblicati in un articolo scientifico apparso sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences il 2 settembre.

Oltre ai dati radar sono state di grande supporto anche le foto aeree scattate durante i voli.

Le nuove valutazioni consentiranno di rivedere i modelli predittivi di innalzamento del livello marino e conseguente impatto sugli ambienti costieri.

Un lungo lavoro di digitalizzazione delle pellicole

Il lavoro svolto dal team di Schroeder è davvero encomiabile. Sono stati digitalizzati tramite scannerizzazione i dati radar registrati su pellicole di 35 mm, durante circa 400 mila chilometri di volo tra il 1971 e il 1979. Sorvoli effettuati nell’ambito di una collaborazione tra la Stanford University e lo Scott Polar Research Institute (SPRI) dell’Università di Cambridge, in Gran Bretagna.

I dati sono disponibili online per la libera consultazione, così da consentire anche a scienziati di altri team sparsi in tutto il mondo di effettuare confronti con i moderni dati radar. Obiettivo è ricostruire in maniera quanto più accurata il processo di assottigliamento del manto glaciale nel corso degli ultimi 40 anni.

Previsioni sull’innalzamento marino

Come accennato in precedenza, i dati ottenuti dalla digitalizzazione delle registrazioni su pellicola saranno di supporto all’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), impegnato nel contrastare i cambiamenti climatici e l’innalzamento dei mari nei prossimi 100 anni. Avere la possibilità di dare uno sguardo allo stato di salute del Thwaites viaggiando a ritroso nel tempo di 40 o 50 anni è decisamente un vantaggio rispetto ai 10/20 anni finora disponibili per lo sviluppo di modelli predittivi. Comprendere meglio il passato risulta sempre l’arma migliore per evitare i peggiori scenari futuri.

Come dichiarato dal prof. Schroeder, dall’analisi dei dati delle pellicole anni Settanta è possibile vedere con precisione quando, come e dove le correnti oceaniche abbiano iniziato a sciogliere la piattaforma del ghiacciaio.

Cosa “vede” un radar?

I radar in grado di penetrare il ghiaccio consentono di raccogliere dati su tutta la profondità di un ghiacciaio, dalla superficie alla base rocciosa.

In superficie la digitalizzazione consente di vedere montagne, vulcani, laghi. Andando in profondità si ha modo di studiare la struttura dei vari strati e il loro mutare nel tempo. Grazie a tali dati più profondi gli scienziati sono stati in grado di osservare nel Thwaites degli anni Settanta delle caratteristiche notate con i moderni radar. Ad esempio, la presenza di strati detritici derivanti da eruzioni del passato, quindi ceneri inglobate dal ghiaccio. O ancora canali che partono dal substrato roccioso alla base del ghiacciaio. Attraverso tali strutture l’acqua dell’oceano penetra nella massa ghiacciata, erodendola a poco a poco. Uno di questi canali è risultato immutato in termini di dimensioni e geometria in 40 anni.

Un dato che fa riflettere se pensiamo che il ghiacciaio Thwaites abbia subito un assottigliamento del ghiaccio tra il 10 e il 33% nel periodo compreso tra il 1978 e il 2009, con una perdita stimata in massa pari a 14 miliardi di tonnellate di ghiaccio.

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