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Cronaca, Primo Piano

Escursionista disperso sulle montagne di Sappada. Ricerche in corso

Sono in corso da ieri sera le ricerche di un escursionista disperso tra Sappada e il rifugio De Gasperi, sulle Dolomiti Pesarine.

L’escursionista M.B., un 45enne di Spinea (VE), era partito da Sappada (UD) nella mattina di mercoledì 11 settembre alla volta del rifugio, senza mai farvi arrivo. Gli ultimi testimoni ad averlo avvistato sembrerebbero essere uno zio e dei commercianti di un negozio di Sappada, laddove l’uomo si è fermato ad acquistare i viveri da portare in escursione.

Da ieri il suo telefono non risulta raggiungibile. Questo l’elemento che ha portato i parenti ad allarmarsi fin dal pomeriggio e allertare quindi i soccorsi verso le 20,30 di ieri sera. In realtà la zona manca di copertura telefonica, dunque non si tratterebbe di un dato rilevante per fare congetture. L’ultima cella telefonica cui si è agganciato il cellulare risulta essere quella di Sappada.

Ricerche in notturna

Sul posto sono giunti i tecnici del Soccorso Alpino di Sappada e Forni Avoltri, insieme alla Guardia di Finanza. Un team di ricerca che ammonta a una trentina di membri è partito in serata in perlustrazione da Sappada con il supporto di quattro unità cinofile (due della GdF e due del Soccorso Alpino) e quattro Vigili del Fuoco.

Nella notte è stata trovata la firma dell’escursionista al bivacco Damiana Del Gobbo (1.850 m). Nella nota il disperso ha anche dichiarato il sentiero percorso in salita (n. 322) annunciando di voler proseguire verso il Passo dell’Arco e il Passo Siera.

Tecnicamente un cambio di programma rispetto alle sue intenzioni di partenza. Non si fa difatti cenno al rifugio De Gasperi di Prato Carnico (UD). L’ipotesi più accreditabile è che abbia ritenuto troppo lungo e impegnativo il percorso fino al rifugio e abbia dunque optato per un sentiero già noto.

I soccorritori si sono mossi con le torce frontali lungo tutto il Sentiero Corbellini e la zona indicata dall’escursionista. Da questa mattina le unità di ricerca stanno battendo nuovamente la zona, considerando anche eventuali deviazioni sul percorso di base ed effettuando calate in corda doppia laddove necessario. È stato anche effettuato un sorvolo con un elicottero della Protezione Civile, così da analizzare i punti più critici, quali alcuni ripidi canali.

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