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Arrampicata

Le condizioni perfette per arrampicare – Adam Ondra Road To Tokyo

Adam Ondra ha appena visto sfumare la sua prima occasione di qualificarsi per le Olimpiadi di Tokyo 2020, nel corso dei Campionati del Mondo di Arrampicata disputati in Giappone. Un argomento di cui già annuncia di voler parlare nei prossimi episodi della serie “Road to Tokyo”. Nel 28esimo si riflette intanto sulle condizioni perfette per arrampicare.

“I climber pronunciano la parola ‘condizioni’ molte volte. Il più delle volte associando l’aggettivo ‘pessime’ – si legge nella descrizione che accompagna il nuovo video – Potrebbe suonare come una scusa. In realtà le condizioni sono importanti quando devi arrampicare al limite. Non è diverso tra outdoor, dove puoi beccare un giorno perfetto, o competizione indoor. Anche in questo caso non puoi scegliere un giorno né un’ora”.

Condizioni perfette outdoor

Le condizioni migliori per arrampicare all’esterno sono “cold and dry”, come dichiara Adam. Un clima secco e asciutto dunque.

Condizioni imperfette indoor

Nelle competizioni indoor i climber si ritrovano spesso in condizioni di caldo e umidità. A Tokyo, in estate e a pochi passi dal mare, probabilmente la situazione sarà molto complessa da sostenere.

Condizioni perfette, un concetto individuale

“Sono molto sensibile quando si parla di condizioni”, ci rivela Adam spiegando quanto sia meravigliosa la sensazione di salire in parete in una giornata fredda, con il vento che soffia sulla pelle nuda. Se fa caldo è come se si sentisse improvvisamente meno competente nei suoi movimenti. Meno fiducioso della sua prestazione.

Vale per tutti i climber professionisti? Andiamo a scoprirlo.

Sean McColl: canadese, ama il freddo.

Alexander Megos: anche lui ama il freddo, soprattutto perché gli sudano parecchio le mani. Ma in ogni caso le condizioni “pessime” sono per lui una sfida cui non dice di no.

Jan Hojer: per lui essere un competitor significa saper affrontare ogni condizione.

Jakob Schubert: finalmente un anticonformista. Lui ama il clima tiepido. Niente vento, niente clima secco.

In sintesi le “condizioni perfette” per arrampicare sono una sensazione individuale. In generale più fa fresco meno si suda, dunque serve meno magnesite e c’è più attrito con la roccia. Anche il concetto di freddo è relativo. Ondra sta bene attorno ai 5 gradi, per esempio. Anche meno se si parla di boulder.

Tokyo in estate sarà un incubo per ogni climber. La temperatura media attesa per le Olimpiadi 2020 è di 34 gradi.

Le condizioni perfette della pelle

Per arrampicare al meglio, la pelle delle dita deve essere nelle migliori condizioni. Per levigarne la superficie, per effettuare un buon “peeling”, Adam consiglia la carta vetrata.

Altro aiuto, come sanno tutti gli appassionati di arrampicata, è rappresentato dalla magnesite, che aiuta a contrastare le dita troppo sudate. Bisogna saper scegliere il materiale migliore. Evitare magnesite troppo morbida, simile a polvere. Deve essere ben secca per assicurare attrito.

Consiglio per tutti dal buon Ondra: una volta al mese svuotate del tutto la vostra sacca porta-magnesite e sostituitela con del materiale fresco (riempiendo non più di un terzo del contenitore).

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