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Orso, notizie preoccupanti dal Lazio

Gli italiani che amano la natura e gli orsi, da settimane, tengono d’occhio soprattutto il Trentino. Il plantigrado indicato con la sigla M49, giudicato pericoloso dalla Provincia Autonoma, è stato al centro di un duro scontro politico tra il presidente Maurizio Fugatti e il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. 

“Ricercato” a lungo tra le Dolomiti di Brenta e le Giudicarie, M49 è stato catturato la sera del 14 luglio, trasferito nei recinti del Casteller alle porte di Trento, ed è acrobaticamente fuggito alle 3.30 del mattino successivo. Da allora vaga tra i boschi della Marzola, tenuto d’occhio a distanza dal Corpo Forestale della Provincia. Finora, però, non risultano tentativi di catturarlo o di ucciderlo. 

Da nove mesi, invece, dopo il tragico annegamento di un’orsa e dei suoi due cuccioli in una vasca in cemento in territorio di Villavallelonga, le notizie sull’orso marsicano, che vive soprattutto nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, erano soprattutto positive. 

Certo, un censimento del Parco aveva elencato ben 37 manufatti pericolosi (vasche, recinzioni, scavi…) nel territorio dell’orso, e qualche plantigrado “confidente” ha continuato a visitare orsi e pollai nei paesi. Nel cuore dell’Appennino, però, la grande maggioranza di allevatori e contadini accetta le razzie del bestione senza chiedere abbattimenti o catture. 

Qualche giorno fa, però, l’associazione Salviamo l’Orso ha lanciato un nuovo allarme. Nello scorso dicembre, dopo i tre annegamenti e a venticinque anni dalla legge quadro sulle aree protette (la n. 394 del 1994), un’ordinanza del Consiglio di Stato aveva imposto alla Regione Lazio di creare una “adeguata area contigua” del Parco, vietando la caccia nei territori montani dei Comuni di Alvito, Campoli Appennino, Picinisco, Settefrati, San Biagio Saracinisco, San Donato Val di Comino, Pescosolido e Vallerotonda

A fronte della volontà di alcuni sindaci di trovare un accordo per procedere all’istituzione dell’area contigua” denunciano Salviamo l’Orso e un’altra associazione laziale, Orso and Friends, “registriamo il tentativo del Sindaco di Picinisco di rifiutare in blocco ciò che stabilisce la legge”.

Nocciolo della contesa, secondo le due associazioni, è la difesa di “interessi legati alla locale Azienda faunistico-venatoria”. Non istituire l’area contigua protetta, per Salviamo l’Orso, avrebbe come risultato di attirare nelle preziose valli frequentate dall’orso “cacciatori romani, campani e di mezza provincia di Frosinone”. Nell’area contigua, prosegue l’associazione, i danni causati da orsi e lupi ad animali e coltivi vengono rimborsati dal PNALM. Non crearla sarebbe “un grave danno per gli allevatori locali”. 

Condivide queste critiche Donatella Bianchi, volto noto di RAI Uno e presidente del WWF Italia. “Le aree contigue rivestono una straordinaria importanza per la conservazione dell’orso bruno marsicano, ed è grave che la Regione Lazio non le abbia istituite dal 1991 a oggi” scrive Bianchi in una lettera a Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio. 

Le aree contigue, che devono essere istituite al più presto, servono a ridurre l’impatto dell’attività venatoria e a collegare tra loro le aree protette” continua Donatella Bianchi. “Sono uno strumento fondamentale per consentire l’espansione dell’orso bruno marsicano”.

Uno dei corridoi faunistici più importanti è costituito dai Monti Ernici, che collegano il PNALM con il Parco regionale dei Monti Simbruini. Un progetto di legge per la loro tutela è stato presentato il 22 maggio scorso da Silvia Blasi e da altri sei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle. 

Gaetano de Persiis e Stefano Orlandini, del Comitato per il Parco dei Monti Ernici, hanno criticato duramente anche la Sezione di Alatri del CAI, che per piazzare la statua del Cristo degli Ernici sul Monte Peccia ha utilizzato un elicottero che ha sorvolato delle zone vietate proprio a tutela dell’orso. 

Salviamo l’Orso chiede da settimane un chiarimento a Enrica Onorati, Assessore all’Agricoltura e all’Ambiente della Regione Lazio, e a Mauro Buschini, presidente del Consiglio Regionale. 

Entrambi sono esponenti del PD, il partito di Nicola Zingaretti, Buschini è originario di Alatri, una cittadina della Ciociaria ai piedi dei Monti Ernici e non lontana dai confini del PNALM. Finora non ci sono state risposte. Ma tra poco più di un mese, se la Regione Lazio non darà vita all’area contigua, l’apertura della stagione venatoria porterebbe ancora una volta le doppiette nel territorio dell’orso.

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