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La montagna nascosta

Lo sguardo di un alpinista è rivolto alle montagne. Sempre alla ricerca del miglior percorso di salita, di eventuali pericoli da evitare, alla ricerca del luogo ideale in cui fissare il campo. Il passo sicuro non ha bisogno di occhi per avanzare, i piedi vanno automaticamente al loro posto e, se capita di sbagliare, poco male: l’errore si recupera subito e la stabilità riporta sulla retta via.

Per Enrico Ferri, fotografo e alpinista reatino, è però diverso. Il suo sguardo spazia dalla montagna al territorio circostante fino a incrociare i passi. Spesso i piedi calpestano, avanzano, senza troppa cura di quel che si trova sotto le suole. Dettagli che facilmente passano inosservati, ma non all’occhio attento di Enrico che ci racconta un Kangchenjunga diverso. La montagna non si vede mai in questa selezione id foto, in questo cammino ideale attraverso i dettagli. “Quando sono stato in Himalaya ho incontrato questa situazione particolare, questa natura suggestiva che calpestavamo ogni giorno a cui però non facevamo caso”.

Mandala naturali

Le foto scattate da Enrico sono tantissime e raccontano la variabilità delle forme naturali, quasi una contemplazione. Solitamente le proietta durante le sue serata. Un momento assorto: otto minuti nel silenzio totale, senza musica ne commento. Un’idea nata grazie al libro “La foresta nascosta” di George Haskell. “Rientrato dalla spedizione non sapevo bene come mettere insieme il progetto, poi ho scoperto questo volume che è stata una vera e propria folgorazione”. Haskell racconta quel che accade in una piccolissima porzione di foresta, un cerchio che lui chiama mandala. Ci torna più volte nel corso dell’anno analizzandone i cambiamenti e rapportando gli accadimenti di questo piccolo ecosistema a quel che accade sulla larga scala del nostro pianeta. “Da qui l’idea di una proiezione che riavvicini ai tempi della natura. Otto minuti nella vita di tutti i giorni sono effimeri, quando però ci si ferma in un luogo senza parlare e senza far nulla il tempo pare dilatarsi. Si recupera la dimensione della vita.

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