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Da Arezzo al Monte Bianco su due ruote. La sfida di un aretino in sella alla bici di Nico Valsesia

Raggiungere la vetta del Monte Bianco (4.810 m) in bici partendo da Arezzo in sole 72 ore. Questa la sfida in cui sta per cimentarsi Massimo Pascale, 35 anni di origine lucana ma aretino d’adozione dal 2003. Partenza prevista: 12 luglio.

“72 ore rappresentano il mio sogno, non sono alla ricerca di un record! Se anche dovessero diventare 90 andrebbe bene lo stesso, ma penso di potercela fare in 3 giorni”, ci racconta Massimo, ciclista per passione, marito, padre e operaio nella vita di tutti i giorni, che da qualche anno ha iniziato a cimentarsi in imprese su due ruote, sfidando i suoi stessi limiti, ispirato da Nico Valsesia, ultra atleta che tra le tante imprese estreme conta anche una salita in vetta al Bianco con partenza in sella alla sua bici dalla spiaggia di Genova, realizzata nel 2013 in sole 16 ore. 

Domanda che sorge spontanea è come un ciclista non professionista, che si è avvicinato a questa disciplina solo pochi anni fa, possa non avere timore ad affrontare una simile avventura. Anteponendo il suo lavoro e la sua famiglia a ogni passione, Pascale ha avuto modo di allenarsi soprattutto nei weekend, dedicando alla bici poche ore infrasettimanali. “Già il mio lavoro è faticoso, quando torno a casa preferisco pensare alla mia famiglia, a mia moglie e a mio figlio. Quindi la bici passa necessariamente in secondo piano”, ci confida aggiungendo che “in questa disciplina sicuramente è importante la predisposizione fisica ma essenziale è la mente, la resistenza parte soprattutto da lì”.

La fiducia nelle proprie gambe dunque non manca e a dargli ulteriore forza sarà la bici speciale che utilizzerà in questa sfida, una Cannondale Super Six Evo acquistata proprio da Nico Valsesia. Questa bici mi dà una spinta in più. Sono stato veramente entusiasta di poter conoscere di persona Nico e sono altrettanto contento del fatto che la guida alpina che mi accompagnerà in vetta al Bianco sarà la medesima che era con lui durante la sua sfida sul monte Bianco: Denis Trento – racconta emozionato Massimo – con lui ho appena fatto un po’ di allenamento sul Gran Paradiso. Non avevo minima esperienza di montagna ed è stato grandioso salire con lui al rifugio Vittorio Emanuele II e poi in cima. Mi ha anche fatto i complimenti per la salita, completata in 2 ore e mezza quando di norma si impiegano 4 ore in media. L’altitudine non mi ha dato problemi, il che mi dà un po’ più di fiducia nella mia resistenza. Certo sono arrivato lì in treno e non in bici, ma ce la posso fare anche sul Bianco!“.

L’itinerario

Come ogni avventura che si rispetti e che non comporti la conquista di un record, Massimo ha ben chiari partenza e arrivo del suo percorso ma l’itinerario sarà per certi versi una sorpresa. “Ho valutato vari itinerari per raggiungere Courmayeur da Arezzo ma sono ancora indeciso se percorrere più chilometri agevoli o meno chilometri con più salite, vediamo come mi sveglio il 12 luglio!“. 

Le tappe orientativamente saranno 3 ma il programma potrebbe variare secondo il meteo e le condizioni fisiche.

Prima tappa: Arezzo – Vercelli

Venerdì 12 luglio Massimo partirà alle 4 del mattino dalla Piazza Grande di Arezzo, insieme al suo massaggiatore, Luca Roccanti e al camerman Ferdinando Cropano, che documenterà il viaggio. I due accompagnatori lo seguiranno in camper. “Se deciderò per qualche ragione di fermarmi prima di Vercelli, dovrò ovviamente correre di più nella seconda tappa”, questa l’alternativa di Massimo in caso di difficoltà a seguire il programma.

Seconda tappa: Vercelli – lago Combal (Courmayeur)

Sarà l’ultimo tratto di viaggio su due ruote. Dal lago Combal (1.970 m) in poi si proseguirà a piedi.

Terza tappa: lago Combal – Rifugio Gonella del Monte Bianco (3.071 m)

Massimo salirà fino in vetta al Monte Bianco partendo a mezzanotte dal Rifugio Gonnella, per raggiungere il quale servono 6 ore di cammino circa. Dovrà arrivare dunque al Rifugio nel pomeriggio per realizzare la salita entro le 72 ore. Solo in cima potrà tirare fuori dallo zaino un regalo speciale: una lettera scritta dal figlio undicenne. La promessa di portarla con sé fino a 4.810 metri di quota rappresenterà un forte stimolo motivazionale per il ciclista, che spera di riuscire con questa impresa a fornire al ragazzo un insegnamento importante: se si ha in mente un obiettivo bisogna impiegare ogni energia per raggiungerlo.

Nico Valsesia e la sua corsa in vetta al Monte Bianco

L’avventura di Nico Valsesia che ha primariamente ispirato l’impresa che Massimo si appresta a compiere è quella vissuta dall’ultra atleta di Borgomanero nel luglio 2013, raccontata dal regista Morgan Bertacca nel documentario “Summit” (42′, 2013).

Un viaggio a pedali senza sosta, iniziato sulla spiaggia di Genova Voltri il 14 luglio alle ore 15:45:38 con arrivo in vetta al Monte Bianco (4.810 m) il 15 luglio alle ore 8:21:31. 316 i chilometri totali percorsi, 4807 i metri di dislivello affrontati in sole 16 ore, 35 minuti e 52 secondi. Un tempo che ha consentito a Nico di conquistare il nuovo record mondiale di massimo dislivello in 24 ore.

Un viaggio in saliscendi, da Genova al Passo del Turchino e poi lungo le pianure dell’alessandrino e del vercellese, fino a raggiungere Ivrea e poi Aosta. Un arrivo a Courmayeur sul calare delle tenebre con approdo verso le 2 del mattino al Lago Combal (1.970 m). Un pit stop, un cambio d’abito, un piatto di zuppa e la corsa finale verso la vetta del Bianco, in compagnia della guida alpina Denis Trento.

 

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