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Nuove regole per la Capanna Carrel. Barmasse: molti stanno confondendo il Cervino con il Monte Bianco

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Quest’anno, per i frequentatori della Gran Becca ci sarà una nuova regola da tenere bene a mente: per poter dormire alla Capanna Carrel sarà infatti necessario prenotare.

La notizia è arrivata con un comunicato da parte della Società Guide del Cervino, proprietaria della struttura, nei primi giorni di maggio. Le ragioni di questa “limitazione” sono dovute, come si legge nel comunicato, al sovraffollamento nelle belle giornate estive con conseguente difficile gestione dell’acqua e della grande mole di rifiuti prodotti e lasciati al rifugio. “Lo scopo è unicamente quello di evitare di stipare un numero di persone maggiore rispetto alla capienza del rifugio” spiega ancora il comunicato.

È importante sottolineare che non si tratta di una limitazione – rassicura il presidente della Società Guide del Cervino Flavio Bichma di una regolamentazione per meglio gestire il flusso di frequentatori”. “Molti stanno confondendo il Cervino con il Monte Bianco” aggiunge il noto alpinista e guida Hervé Barmasse: Le due cose non hanno però nulla a che vedere”. Infatti, nel caso della Capanna, “non si vieta nulla a nessuno. Nessuno obbliga un alpinista a prenotare il rifugio per poter andare in vetta. Si tratta invece di riservarsi un posto letto, in modo da poter dormire comodamente”. La via normale italiana rimane quindi aperta a tutti quanti vogliano cimentarsi sulla sua storia. Se qualcuno, per esempio, volesse partire dal rifugio Duca Degli Abruzzi e salire lungo la via italiana in giornata è libero di farlo.

Le reazioni da parte dei frequentatori a queste nuove regole sono state varie, da chi ha subito accolto con favore l’iniziativa delle guide a chi invece, nell’immediato, ha “reagito come se queste fossero una costrizione” racconta Bich. “Ci sono alcune giornate in cui il numero di persone in Capanna è ingestibile, sia per noi che ci lavoriamo sia per gli altri frequentatori”. Centoventi o più i pernotti nei giorni di punta, un numero che non garantisce a tutti la possibilità di poter dormire più o meno comodamente. Nessuno si sarebbe mai aspettato che il Cervino potesse attrarre così tanti frequentatori, “gli amanti della montagna sono in continua crescita e il livello tecnico si sta notevolmente alzando” spiega Barmasse. “È un po’ come la Nord dell’Eiger o dello stesso Cervino. Vie un tempo per pochi oggi sempre più alla portata di molti, grazie alla miglior preparazione degli appassionati”.

Non ci aspettiamo di risolvere il problema affollamento nell’immediato” conclude Bich. “Speriamo però di poter migliorare la situazione, di rendere più fluido il pernottamento in Capanna. Non sappiamo ancora bene come gestire il tutto, di sicuro ci organizzeremo per far si che ci sia sempre uno di noi su mentre le prenotazioni saranno gestite dal nostro ufficio”. Di certo in questo primo anno non molta gente prenoterà con anticipo il proprio posto letto, il tempo aiuterà però ad entrare nel nuovo meccanismo organizzativo della struttura. “Per questa stagione ambiamo ad arginare, almeno in minima parte, il problema delle code che si formano la mattina presto. Cento persone, più e meno preparate, che partono in contemporanea sono sempre motivo di rallentamenti a partire dalla prima corda fissa con attese che a volte superano anche l’ora”.

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7 Comments

    1. non c’è posto per una tenda, al massimo ti appoggi con il sacco alle pareti della Capanna in esterno, sempre non faccia troppo freddo.

  1. Non dico a due passi (è comunque vietato) ma zone con un minimo di base un po’ più in basso non ci sono? Perdonami ma proprio quella zona non la conosco. In ogni caso, in generale, leggo spesso discussioni in cui il pernotto in rifugio sembra un assoluto, oppure si preferisce muoversi veloci in giornata (e posso capire per molte ragioni entrambe le esigenze). Perché in pochi bivaccando in tenda? In generale.

    1. Caro amico, è un rifugio costruito sulla roccia, non ci sono campi o spazi. All’esterno c’è solo una balconata. Dimentica i rifugi classici, questo è diverso. Ed è un rifugio storico non è possibile farne altri e se anche fosse è tutta roccia anche più in basso. Vai a fare un giro da quelle parti, capirai.

  2. In effetti non ne incontro e qualcuno sorride vedendomi in quota. Non penso che sfuggano la scomodità, almeno non voglio enfatizzare un aspetto che non tocca tutti. Però penso a volte sia in peccato. Ma chissà, non sono più giovanissimo. E poi preferisco spendere in buona attrezzatura per essere più libero, che non in pernottamento. Anche se il peso gioca il suo ruolo nel “fare” e “non fare”. Mi rendo conto.

    1. Almeno una volta nella vita sul Cervino ti consiglio di salirci, adeguatamente preparato, s’intende, un’emozione indimenticabile. Ti assicuro che se si potesse optare per dormire in tenda invece che all’interno del rifugio molti sceglierebbero la prima opzione, io ho optato per dormire appoggiata fuori, in posizione assai scomoda, ma almeno si respirava…

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