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Primo Piano, Speciale Bike

Valsugana, qui si pratica un turismo sostenibile

Valligiani e ospiti accomunati dalle buone pratiche che favoriscono la preservazione delle bellezze naturali della Valsugana
Con questo primo articolo inizia il viaggio di presentazione di Montagna.tv all’ edizione dello speciale Outdoor Bike che i lettori potranno trovare allegato al primo numero della nuova testata di Editoriale Domus, Meridiani Cammini, in edicola a breve.
Il viaggio si articolerà in 16 appuntamenti in cui attraverso le interviste ad alcuni testimonial locali vi presenteremo alcune delle migliori destinazioni per la bici in montagna sulle Alpi.
Buona lettura!

Luca Bortolotti è da sempre consapevole della necessità di salvaguardare il patrimonio naturale della sua terra, tanto da essere il co-fondatore ed ex presidente dell’associazione sportiva Rideway ASD che si occupa di promuovere lo sviluppo della mountain bike secondo i dettami della filosofia “low-impact” nei confronti del territorio.

 

Come sei diventato un prezioso protagonista dello sviluppo della mtb in Trentino?

Ho iniziato ad andare in mountain bike nel 1987. Fin da subito è stata una sorta di ricerca personale, fatta di esplorazione del territorio: vivere in simbiosi con l’ambiente mi permette di approfondire la conoscenza del territorio e di comprenderne le potenzialità.

Nel 2004 ho iniziato la mia avventura “professionale” frequentando un corso di accompagnatore mtb e, subito dopo, il corso per diventare maestro e formatore AMI (Associazione Mountain Bike Italia). Nel 2009, insieme ad un manipolo di enduristi, abbiamo organizzato la prima gara di enduro in Trentino. Nel frattempo ho continuato a frequentare il Lagorai, il mio grande amore, e tutto il territorio che lo circonda. Alla fine del 2016 ho cominciato a interessarmi al fenomeno e-bike e così, nel 2017 ho organizzato la tappa della Panarotta (Levico) della e-Enduro Series, ripristinando ed adattando alcuni sentieri dismessi della prima parte del Lagorai.

Oggi, oltre all’attività di accompagnatore e formatore, mi occupo di organizzazione di eventi sportivi e trail building in varie località trentine, nazionali e oltre confine“.

Quali opportunità offre la Valsugana a biker di diversa estrazione?

“Le famiglie possono divertirsi sulla ciclabile di fondovalle che, lungo il fiume Brenta, consente di arrivare fino in Veneto e, per i più arditi, di spingersi fino a Venezia. Per il rientroesiste il servizio di trasporto con il treno, che riporta comodamente fino alla stazione di Levico oppure a quelle che si affacciano sul Lago di Caldonazzo.

A proposito di Caldonazzo, il giro del lago omonimo è un altro tour dedicato alle famiglie e ai neofiti, e la ciclabile che lo circonda è in via di completamento. Anche la zona del Centa -con l’Acroparc- merita una visita, sempre molto apprezzata alle famiglie.

Il giro della Val di Sella, anche se un po’ più selettivo per via della salita su asfalto da Borgo Valsugana, merita comunque una certa attenzione, dato che la zona ospita il famoso museo d’arte contemporanea all’aperto “Arte Sella”, una delle attrazioni più conosciute in Italia e all’estero.

Sia da Caldonazzo sia da Levico si può visitare Pergine Valsugana con il suo famoso castello; di fronte ad esso, all’interno del parco dei tre Castagni, da un paio d’anni un’associazione locale ha realizzato un percorso didattico permanente per la mountain bike.

Da Pergine, salendo un pochino di livello tecnico, troviamo la ciclabile della Valle dei Mocheni che, seguendo il torrente Fersina, porta fino a Palù: da lì, per chi ha ancora gambe, si può arrivare fino alle pendici del Fravort attraverso la strada sterrata dei Prati Imperiali. Questo anello può raggiungere anche la Bassa, una sella situata tra il Fravort e la Panarotta, e da lì collegarsi agli altri itinerari che portano ad immergersi ancora più in profondità verso il Lagorai o a ritornare a valle, sia verso Pergine sia verso Levico.

Lungo questo anello si trovano numerosi punti di ristoro, partendo dalle baite sopra Palù, fino alle malghe alla base della Panarotta, oppure ai rifugi in quota, ottimi punti di sosta anche per chi si propone di realizzare a un giro di più giorni.

Ai biker più esperti il territorio offre numerose opportunità per giri di tipo all mountain: una su tutte, sul versante di Cima Vezzena, il classico Sentiero della Pace, infine, salendo verso Vetriolo Terme si possono trovare diverse opzioni di single track davvero interessanti”

ITINERARI

  • MTB

TITOLO: Giro del Pizzo di Levico
AREA: Levico Terme
PARTENZA: Altopiano di Vezzena
ARRIVO: Altopiano di Vezzena
LUNGHEZZA: 12,6 km
DISLIVELLO: 465 m in salita; 465 m in discesa
DURATA: 2 h e 30 min
DIFFICOLTÀ: media (fisica)/ facile (tecnica)
PERIODO: da aprile a ottobre
INFO: www.visitvalsugana.it  https://regio.outdooractive.com

DESCRIZIONE
Dall’albergo Vezzena si prende sulla sinistra la strada che sale in direzione del forte Busa Verle. Raggiunto il forte si procede sempre su strada asfaltata fino al limite del bosco da dove sale, dapprima, una strada asfaltata, poi lungo la mulattiera che porta in quota.Nel 2017 al forte è stata realizzata una terrazza panoramica che permette di affacciarsi su uno dei panorami più suggestivi e belli di tutta la Valsugana: la vista sui laghi di Levico e Caldonazzo. Guardando verso est, invece, si possono ammirare, la Bassa Valsugana e il massiccio granitico di Cima d’Asta.

 

  • MTB

TITOLO: Giro delle Pozze 2352
AREA: Lagorai
PARTENZA: Vetriolo Terme
ARRIVO: Vetriolo Terme
LUNGHEZZA: 21,4 km
DISLIVELLO: 1043 m in salita; 1043 in discesa
DURATA: 3 h
DIFFICOLTÀ: media (fisica)/facile (tecnica)
PERIODO: da aprile a ottobre
INFO: www.visitvalsugana.it  https://regio.outdooractive.com

DESCRIZIONE
L’itinerario parte da Vetriolo Terme. Dopo il maso Vetriolo Vecchio s’imbocca la strada sterrata a sinistra, in direzione Malga Masi. Raggiunta la malga si prosegue per l’ultimo tratto impegnativo del tour: si procede in salita, verso località La Bassa, per poi continuare a destra dei piedi del monte Fravort, in direzione Val Portella. Si pedala su un single track che a tratti si alterna alla strada forestale. Arrivati all’Agritur Rincher si scende fino al ristorante Le Pozze dove si prosegue a destra seguendo il sentiero 327b che dapprima si sviluppa su strada sterrata, poi si trasforma in single track fino a raggiungere la strada asfaltata che porta al rifugio Erterle. Da qui parte, in salita, un’altra strada sterrata che, passando per l’ex malga Broi, consente di ritornare al punto di partenza.

 

CARTA D’IDENTITA’

NOME: Luca
COGNOME: Bortolotti
NATO IL: 11/7/1971
SEGNO ZODIACALE: cancro
NATO A: Trento
VIVE A: Trento
ATTIVITÀ: fonico teatrale, in inverno; organizzatore di eventi e consulenze turistiche mtb, guida e trailbuilder, in estate
LIBRO: Il Piccolo Principe

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