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Nevado Huantsan: un viaggio esplorativo raccontato dagli scatti di Enrico Ferri

Nel luglio 2018 l’alpinista-fotografo reatino Enrico Ferri ha preso parte alla spedizione internazionale, guidata dal vicentino Alberto Peruffo, al Nevado Huantsan (6395 m). Localizzata sulla Cordillera Blanca non si tratta di una montagna molto frequentata dagli alpinisti, la sua difficoltà e la posizione la rendono estremamente selettiva. La prima salita di questo picco si deve a Lionel Terray che il 7 luglio 1952 ne ha raggiunto la vetta insieme a due clienti olandesi lungo il versante Nord. Dopo solo in pochi sono tornati sulle bianche nevi di quest’angolo di Perù.

Lo scorso luglio è stato davvero impegnativo per i ragazzi della spedizione, la montagna era carica di neve, frutto di una stagione dalle ingenti precipitazioni nevose. Un accumulo che ha reso difficoltose le manovre in quota. Nonostante questo però il gruppo è comunque riuscito nella salita dello Huantsan Norte (6113 m) ad opera della cordata di punta formata da Cesar Rosales e Fredi Cruz (Perù), Asqui Ronald Choque (Bolivia), Evo Quispe Poma (Bolivia), Federico Moro (Italia) e Pietro Contalbrigo (Italia).

Non tutti gli obiettivi alpinistici sono andati a buon fine, nei piani della spedizione c’era infatti l’ambiziosa salita alla vetta principale del massiccio, l’Huantsan (6395 m), percorrendo la via degli italiani. Tracciato aperto nel 1976 da una spedizione dei Ragni di Lecco guidata da Casimiro Ferrari che purtroppo ha dovuto interrompere la sua salita sulla cima Ovest (6270 m). Progetto della spedizione di Peruffo era quindi quello di completare la cresta che congiunge lo Huantsan Ovest con la cima principale del massiccio.

Tra le altre finalità del gruppo c’erano infine quelle legate allo studio e all’esplorazione di questa piccola porzione di mondo andino. Gli alpinisti si sono mossi sulle montagne attorno allo Huantsan, raggiugendo picchi oltre i 5000 metri, ma anche ai piedi delle grandi montagne, infilandosi nelle valli e documentando. Le foto che ci ha inviato Enrico Ferri sono una piccola testimonianza della bellezza di questi luoghi, non sono il racconto dell’esperienza alpinistica quanto di quella umana. Un racconto a margine della spedizione, del viaggio compiuto che poi, alla fine, è quel che resta veramente impresso nell’anima.

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