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Ambiente, Primo Piano

Microplastiche sul Ghiacciaio dei Forni

ghiacciaio dei forni, parco dello stelvio, microplastiche, inquinamentoGhiacciaio dei Forni – Foto FB @Meridiani Montagne – Da Montagne Ghiacciai d’Italia – Ph. Mauro Lanfranchi

Dopo il rinvenimento di tracce di pesticidi nelle acque di scioglimento dei ghiacciai alpini, una nuova ricerca coordinata dall’Università degli Studi Milano-Bicocca aggiunge alla lista di inquinanti presenti ad alta quota le microplastiche.

Sul Ghiacciaio dei Forni, nel Parco Nazionale dello Stelvio, sono stati rinvenuti differenti materiali: poliestere, poliammide, polietilene e polipropilene. Una presenza significativa, nell’ordine delle 75 particelle per ogni chilogrammo di sedimento, mai registrata in studi precedenti.

La quantità rilevata è comparabile con quella osservata nei sedimenti marini e costieri. L’inquinamento da plastiche e microplastiche si riconferma così come una delle principali sfide ambientali a livello globale.

I risultati sono stati presentati pubblicamente a Vienna durante la conferenza internazionale dell’European Geosciences Union. Sconvolgenti ma non troppo, come tengono a chiarire dall’Università di Milano. Era ipotizzabile che anche lassù, oltre i 2600 metri di quota, si ritrovassero questi inquinanti derivanti dai cosmetici (microplastiche primarie, ovvero microsfere e microperle) o dalla degradazione di oggetti di plastica più grandi o fibre artificiali dell’abbigliamento (microplastiche secondarie). Semplicemente finora non erano stati condotti studi appositi per rilevarne la presenza.

Nello specifico a simili quote le particelle potrebbero derivare dall’usura locale dell’abbigliamento e attrezzatura degli alpinisti ed escursionisti ma anche essere trasportate da masse di aria, anche da lontano, da fonti in sintesi difficili da localizzare.

Piuttosto preoccupante è la stima derivante dallo studio, secondo cui la lingua del Ghiacciaio dei Forni potrebbe contenere da 131 a 162 milioni di particelle di plastica. Ovviamente si tratta di dati estrapolati, senza conferma al momento scientifica, che rappresentano però uno scenario potenziale. E qualora il rilascio nell’ambiente di simili residui non venisse arginato entro breve, si tratta di cifre che non potranno far altro che salire ulteriormente.

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