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First line sulla “gemella” del Laila Peak per Cala Cimenti e ora GII

Pare che i 6.096 metri del Laila Peak non siano bastati per saziare la voglia di polvere dell’alpinista piemontese Carloalberto “Cala” Cimenti. Dopo solo una giornata di riposo al campo base Cimenti e Koenig sono infatti ripartiti. L’idea iniziale era quella di recuperare la tenda piazzata a 5.100 m di quota e ridiscendere poi però le buone condizioni fisiche e quelle della neve li hanno spinti a proseguire. Destinazione? Una cima “gemella” del Laila Peak e separata da questa solamente da un colle innevato a 5700 m di quota.

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Il “Laila’s Little Sister”, © Cala Cimenti Cmenexperience

Partiti tardi doveva essere una giornata di riposo che invece si è trasformata in una faticosa salita su “ghiaccio durissimo” scrive Cala nel suo divertente racconto di questa “impresa” non prevista su una montagna di cui anche le carte non riportano un nome. Solo una quota che oscilla in valori prossimi ai 6000 metri. Teniamo quindi per buono, per ora, il nome “Laila’s Little Sister” affibbiatole dai due alpinisti.

Così, Cala e Matthias, dopo essersi visti soffiare da sotto il naso la first line sul Laila Peak (di cui hanno fatto la prima ripetizione) hanno trovato modo di rifarsi sulla sorella minore sciando un pendio a 50° con venti centimetri di neve fresca. Una nuova prima linea che “non è proprio il Laila, ma comunque un piccolo gioiellino” e un ottimo allenamento in previsione del Gasherbrum II verso cui si muoveranno a breve i due alpinisti e, dove saranno raggiunti da Maurizio Basso, ventinovenne alpinista cuneese l’anno scorso sulla vetta del Peak Lenin (7134 m).

Vi lasciamo, in attesa di sapere Cala e compagni al campo base del Gasherbrum II, con alcuni aggiornamenti sulla discesa dal Laila Peak.

Secondo il resoconto di Cala Cimenti Julian Danzer, giunto in vetta, avrebbe perso uno sci costringendolo quindi a scendere con i ramponi ai piedi.

A effettuare la discesa integrale sarebbe quindi stati solo Cala e Matthias che sarebbero giunti al campo base intorno alle 10:30 (ora italiana). “Il Laila è stata sicuramente la sciata della vita,” – ha detto Cala Cimenti una volta raggiunto il campo base – “magari ho sciato cose più difficili o con nevi più belle, ma questa montagna ti strega e mi ritengo onorato di essere riuscito a scalarla e a sciarla“.

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