Alpinismo

4K Alps: partita la sfida ai quattromila delle Alpi

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AOSTA — E’ iniziata alla grande la spedizione di Michele Compagnoni e Franz Nicolini che punta alla scalata di tutti gli 82 quattromila delle Alpi in 80 giorni. Partiti in sordina qualche giorno fa per verificare di persona le condizioni delle montagne, i due alpinisti hanno già raggiunto 6 cime.

La vetta del Dome de Neige (4.015 metri, nella foto), raggiunta alle otto del mattino di giovedì 20 aprile, ha ufficialmente dato il via all’avventura dei due alpinisti, che, sulle orme dell’indimenticabile Patrick Berhault, intendono completare il concatenamento degli 82 "quattromila" delle Alpi in 80 giorni. Un’ora e mezza dopo, Compagnoni e Nicolini erano in cima al Barre des Ecrins (4.101 metri).
 
Tra sabato e domenica, hanno messo a segno ben quattro vette: il Gran Paradiso, che con i suoi 4.061 metri è l’unico quattromila interamente italiano, il Combin de Valsorey, il Combin de la Tsesette e il Combin de Grafenerie. Il tempo in peggioramento e la visibilità scarsa, già di disturbo domenica, hanno imposto una sosta nella giornata della Liberazione.
 
“Siamo partiti un po’ in sordina perché volevamo verificare di persona le condizioni delle montagne – dichiara Michele Compagnoni, soddisfatto per il risultato ottenuto nei primi giorni di viaggio. – Ma tutto è andato bene, il tempo era bellissimo e questa spedizione, tanto attesa, è finalmente iniziata.”
 
“Stiamo verificando le condizioni del Cervino – prosegue Compagnoni –. Potremmo proseguire lì o passare, per esempio, al Monte Rosa”.
 
Compagnoni e Nicolini hanno macinato anche un bel po’ di chilometri in bicicletta e con le pelli di foca, mezzi scelti per i collegamenti tra le varie vette da scalare. Campo base, un semplice camper.
 
Ricordiamo che la spedizione, progettata con il nome di Alp Speed 2006 e ribattezzata 4K Alps, si basa sulla “filosofia sprint”, un’idea di velocità che va oltre il mero record sportivo e si fonda invece sul presupposto che minor tempo passato in quota significa maggior sicurezza. Perciò la preparazione psicofisica dei due atleti e la scelta dei materiali sono state lunghe e molto accurate.
 
E non si tratta solo di sport. I due alpinisti collaborano con l’Ospedale San Gerardo di Monza e la Scuola di specialità in medicina dello sport dell’Università Bicocca di Milano, per una ricerca che indaga i nessi tra permanenza in alta quota, intensa attività sportiva e fisico umano dal punto di vista medico sportivo.
 
Sara Sottocornola
 
 
 Foto di Willy Vendeville

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