AlpinismoK2 invernale

Urubko: sono soddisfatto. Non penso di dover chiedere scusa

Non penso di dover chiedere scusa”, così Denis Urubko al giornalista di TVN24Robert Jalocha, che si trova al campo base. “È stata l’occasione per me di fare qualcosa e non stare semplicemente seduto al campo base. Ho tentato la vetta e sono molto soddisfatto. Se non lo avessi fatto, sarei furioso”.

Nemmeno loro sono degli angeli”, dice Urubko riferendosi agli oramai ex compagni di spedizione, aggiungendo: “Mi hanno ignorato. Wielicki mi aveva concesso di andare al terzo campo e poi mi ha fatto scendere senza motivo. Siamo uomini, himalaysti. Questa non è una situazione per cui chiedere scusa e nessuno di loro si è scusato per i propri errori”.

Denis non mi ha parlato, non si è scusato, non mi ha dato la mano. In qualche modo dovrò superarlo perché l’ho invitato io nella nostra squadra” ha dichiarato Wielicki, aggiungendo che se Urubko avesse deciso di rimanere, sarebbe stato comunque mandato a casa.

Relativamente invece al suo tentativo, Urubko ha raccontato di essere arrivato a 7600 metri e di aver rinunciato per il maltempo, a causa del quale non aveva alcuna visibilità. “Era una situazione rischiosa: l’unica decisione corretta era scendere”.

Penso che la partenza di Denis rafforzerà e consoliderà la squadra. Ora abbiamo un team ed abbiamo un obiettivo – ha dichiarato Januz Majer, manager della spedizione polacca. – Il fatto che Urubko non abbia voluto prendere la radio con sé e parlare con il capospedizione è stata una decisione molto irresponsabile. Quando l’ho saputo, non potevo credere che un alpinista tanto esperto potesse decidere una mossa del genere, soprattutto con quel vento e le previsioni meteo sfavorevoli”.

Intanto il portale mountain.ru denuncia il fatto che a Urubko da quando è tornato al campo base è stato tolto l’accesso al wifi e che quindi non è in grado di comunicare con la propria famiglia e dare la propria versione dei fatti sulla salita. Sul punto ha voluto rispondere con un comunicato il capospedizione: “L’informazione comparsa sul web che non  sto permettendo di utilizzare il wifi a Denis è vera, il motivo è che ha mandato informazioni critiche sulla spedizione sui suoi partecipanti ai media e non vedo una ragione per cui lui debba centinare ad utilizzare il suo sito web. Non è vero invece che ho impedito a Denis di contattare la famiglia ed i suoi cari, gli è stata infatti data l’opportunità di fare chiamate (gratis) e lui ha personalmente avvisato la moglie circa il suo ritorno e ha ricevuto assistenza da parte della nostra Agenzia per i biglietti e la partenza“. 

 

 

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11 Commenti

  1. La storia degli ottomila è anche storia di attriti tra capispedizione e alpinisti di punta, dall’impresa di buhl a quella dei fratelli messner entrambe invise a herrligkoffer, fino agli screzi di cassin e bonatti con desio.
    Ma secondo me tra personaggi alla herligkoffer o desio e wielicki passa un abisso.
    Onore perciò a due giganti come denis urubko e krzisztof wielicki.
    Denis per il talento, la resistenza e la testardaggine, che con condimeteo favorevoli gli avrebbero senz’altro dato il successo. Krzisztof per il carisma e la capacità di smorzare la polemica tenendo forte lo spirito di bielecki e soci.
    Anche se priva di fenomeni all’altezza dei loro predecessori, auguro a questa squadra un successo che suggellerebbe la grande storia dell’alpinismo invernale polacco e farebbe sorridere dall’alto colossi come Jerzy, Wanda Rutkievicz, Hajzer, Berbeka e anche incrollabili sognatori come Tomek.

  2. A proposito del salvataggio di elisabeth revol, vorrei chiedere, da ignorante, a chi ne sa molto più di me, come è riuscita elisabeth di notte, in condizioni estreme, a ritrovare la via giusta per raggiungere il muro kinshofer… in mezzo a tutto quel nero e quel bianco? Forse è una domanda idiota, ma io riuscirei a perdermi anche sul tranquillo monte di 2300 metri di casa. Come ha fatto? Grazie

  3. Pare che non volessero mandare Denis veramente in cima, secondo me volevano farlo lavorare e poi alla fine mandare in cima i Polacchi.
    Soliti attriti…a Denis consiglierei: Fai come Txicon, organizzati e metti in piedi la tua spedizione. Con altri capi ti rompi soltanto le scatole.

  4. “A proposito del salvataggio di elisabeth revol, vorrei chiedere, da ignorante, a chi ne sa molto più di me, come è riuscita elisabeth di notte, in condizioni estreme, a ritrovare la via giusta per raggiungere il muro kinshofer…”

    ciao Cibi, quello che ha fatto Eli ha quasi del soprannaturale, comunque è riuscita perchè fortunatamente c’erano alcune vecchie corde fisse che l’hanno aiutata . La cosa allucinante per me dev’esser stato il tratto da 7200 dove ha lasciato il povero Tomek per arrivare a 6700…

  5. Alla faccia dell’altruismo, solidarietà, spirito di gruppo e amicizia, che dovrebbero animare chi ama e va in montagna. Bell’esempio davvero!

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