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Maier appende gli sci al chiodo

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VIENNA, Austria — "Ho deciso di porre fine alla mia carriera di sciatore professionista. C’ho pensato molto, ma alla fine la decisione è venuta da sé". Con queste parole e le lacrime agli occhi il campione austriaco Hermann Maier ha comunicato ieri alla stampa l’addio definitivo agli sci.

Herminator, 37 anni il 7 dicembre, non scierà più. Quanto meno non nelle competizioni professionistiche dove per anni ha dominato la scena mondiale. Lo ha comunicato lui stesso ieri mattina in una conferenza stampa a Vienna.

"Ho deciso di porre fine alla mia carriera di sciatore professionista – ha detto un Hermann Maier commosso davanti a una platea di giornalisti -. Ci ho pensato molto, ma alla fine la decisione è venuta da sé. Il mio grande obiettivo era di recuperare la forma fisica, e posso dire di avercela fatta. Per quel che riguarda il futuro la mia salute è per me la prima preoccupazione ed è per questo che esco di scena adesso".

Maier si era fatto male a un ginocchio nella scorsa stagione, e anche se ora sta meglio e sta recuperando appieno la forma fisica, non se la sente di partecipare più alle gare.  

Per la verità una decisione che non giunge inaspettata, visto che già l’anno scorso Herminator aveva anticipato di star pensando a concludere la carriera. Di certo però il mondo dello sci perde uno dei suoi più carismatici protagonisti, nonché una vera leggenda: 4 medaglie olimpiche, di cui 2 d’oro, 6 medaglie mondiali di cui 3 ori, e 54 gare di coppa vinte. Il suo è davvero un curriculum strabiliante.

Nel 2001 un terribile incidente in moto gli aveva quasi portato via una gamba. Fortunatamente non andò cosìe 4 anni dopo, a Torino, vinse una medaglia d’argento nel supergigante e un bronzo nello slalom gigante. Segno che Herminator era ancora tra i più forti.

La Federazione austriaca di sci ha auspicato però di poter ancora mantenere con Maier uno stretto rapporto. "Spero che Hermann vorrà aiutare gli atleti più giovani del nostro team – ha detto Hans Pum, presidente della Federazione.

Valentina d’Angella

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