Alpinismo

Tibet, chiuse le frontiere: Moro bloccato

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CHHUKHUNG, Nepal — Insistere verso il Cho Oyu, oppure cambiare programma e tentare qualcosa su una montagna nepalese? Questo il dilemma con cui stanno facendo i conti Simone Moro e il team della Trilogy expedition, che al momento si trovano ai piedi dell’Island Peak, in Nepal. Colpa dei cinesi, che all’improvviso hanno deciso di chiudere le frontiere fino all’8 ottobre, impedendo alla spedizione di raggiungere la montagna tibetana nei tempi previsti dal calendario.

"Le cose ovviamente non possono andare lisce almeno per una volta – scrive Moro sul blog della spedizione -. A anche stavolta è arrivata la sorpresina. I cinesi hanno chiuso le frontiere dal 24 settembre fino al giorno 8 ottobre. Nessuno, proprio nessuno ossia spedizioni e turisti possono entrare in Tibet per la ricorrenza del 60° anniversario della proclamazione della repubblica popolare Cinese".

Una decisione improvvisa e inaspettata, che blocca ai campi base tutte le spedizioni già entrate in Tibet, e fuori dal paese tutti coloro che dovevano ancora entrare. Questo ha messo in crisi i piani di Moro e dei suoi compagni Hervè Barmasse, Emilio Previtali, Lizzy Hawker e Tamara Lunger. Entrando in Tibet così tardi, il gruppo avrebbe soltanto 15 giorni per tentare la via nuova sul Cho Oyu, la discesa in snowboard e tutte le altre attività previste dal ricco programma della Trilogy Expedition.

Il team si trova al momento in Nepal, nella Khumbu Valley, per completare la fase di acclimatamento. Gli alpinisti stanno per tentare la salita dell’Island Peak, 6.189 metri, dopo la quale avrebbero dovuto trasferirsi direttamente in Tibet. Invece, qualcosa nei piani dovrà cambiare.

"Sono giorni che riflettiamo sul da farsi – spiega Moro -. Per ora proseguiamo con il programma di acclimatamento, tra domani e dopo prenderemo la decisione finale. Saremmo dell’idea di cancellare la spedizione al Cho Oyu e tentare una montagna qua in Nepal, magari vicino a dove già siamo, a Chhukung sotto la sud del Lhotse. Vorremmo però essere sicuri che i Cinesi non ci chiedano comunque i soldi del permesso del Cho Oyu perché in quel caso butteremmo al vento circa 40.000 dollari".

"D’altro canto, c’è la speranza che forse facciano un’eccezione per noi – conclude l’alpinista -. Sembra ci sia la possibilità che ci facciano entrare lo stesso, visto che avevamo richiesto il permesso prima che i cinesi decidessero di chiudere le frontiere. Vedremo".

In attesa di conoscere la loro decisione, vi riproponiamo uno dei bellissimi video pubblicati sul blog della Trilogy Expedition e prodotti quotidianamente da Armin Widmann e Hans Peter Karbon, che si trovano al seguito della spedizione di Moro e compagni.

Sara Sottocornola

Video courtesy The North Face Trilogy Expedition

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