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Messner: sull’Everest turisti, non alpinisti

Reinhold Messner, world’s most acclaimed Italian mountaineer. Photo: THT

Messner era a Kathmandu per festeggiare l’Everest Day, insieme a tutta la comunità nepalese. Lui è il primo ad aver salito tutti gli ottomila della terra senza ossigeno e spesso su vie nuove o in solitaria, come accadde proprio sull’Everest. È lui il vero re degli ottomila.

Eppure, in quella giornata così importante, non ha esitato a dire qualcosa che ai nepalesi deve sembrare come una medicina amara: “Quello che sta accadendo oggi, soprattutto sulle grandi montagne, non è alpinismo. […] C’è la necessità di promuovere quello tradizionale per salvaguardare il valore del patrimonio alpinistico. La maggior parte di coloro che salgono le montagne seguono una pista attrezzata per raggiungere la vetta”, ha affermato Messner, aggiungendo che sono gli sherpa a sostenere il peso per facilitare gli altri ad arrivare in vetta. Va anche detto che ormai sono gli sherpa a gestire buona parte del business delle spedizioni commerciali, sia direttamente, con agenzie proprie, sia come subcontractor di agenzie internazionali.

Secondo Messner quelli che oggi salgono l’Everest con ossigeno, sherpa e supporti vari sono puri turisti, non alpinisti. E nonostante affermi di non essere contrario al turismo poiché il Nepal ne ha un grande bisogno, come tutto questo possa conciliarsi sugli ottomila con l’alpinismo tradizionale e la dignità delle grandi montagne, che proprio Messner ha sempre difeso e promosso, è difficile capirlo.

 

Foto e Fonte: The Himalayan Times

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