Alpinismo

Huascaran: aperta variante sulla Nord

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LIMA, Perù — Una variante della via Casarotto, sulla parete nord del Huascaran Norte, 6.655 metri. Questa l’impresa che avrebbe compiuto, nei giorni scorsi, la cordata peruviano-americana di Christian Stoll Dávila e Mark Smiley: due aspiranti guide alpine che, in 6 giorni, sono riuscite a salire la temibile parete nord del celebre seimila sudamericano dove qualche anno fa persero la vita Battistino Bonali e Giandomenico Ducoli.

Pendii fino a 80 gradi, scalata di misto fino al 6a, e strapiombi che che dopo un terzo della parete non danno possibilità di ritirata. La parete nord del Huascaran, è una delle più difficili e pericolose del mondo. In questa stagione, poi, è particolarmente soggetta a valanghe.

Secondo quanto riferito da Barnabes.com, i due alpinisti sono saliti in vetta al Huascaran nella prima settimana di giugno e, una volta terminata l’impresa, hanno raccontato la loro salita che sarebbe avvenuta lungo una linea nuova nella prima parte della parete, sotto i seimila metri. Anche se i disegni finora mostrati dai due alpinisti non sono molto chiari e fanno sorgere qualche dubbio, loro dichiarano di aver aperto "probabilmente" una variante della via Casarotto, che poi la cordata avrebbe seguito fino in vetta. L’itinerario da loro indicato, però, sembra molto più spostato verso il crinale est, rispetto al percorso originale seguito dall’alpinista italiano.

L’avventura, comunque, è stata tutt’altro che facile. La cordata è stata in parete sei giorni, uno dei quali ferma per un malore di Smiley, che non si è sentito bene per la quota. Poi ha proseguito la salita, superando le numerose difficoltà dell’itinerario e affrontando le pessime condizioni dei pendii sommitali e il maltempo, che sotto la cima li ha costretti ad uno stop di sei ore su una cengia larga meno un metro. La cima è arrivata alle 19 del 7 giugno e la discesa è avvenuta durante la notte lungo la via normale.

Il Huascaran Norte, 6.655 metri, è una delle montagne più celebri della Cordillera Blanca. Renato Casarotto salì la sua parete nord nel 1977, a 29 anni, in solitaria: partì con 40 chilogrammi di materiale sulle spalle e rimase in parete per 17 giorni, ma alla fine arrivò in vetta. La sua linea, che si sviluppa vicino al crinale orientale della montagna, è ancor oggi nota come "via Casarotto" ed è considerata una prova durissima per ogni alpinista: su quell’itinerario morirono, nel 1993, gli alpinisti bresciani Battistino Bonali e Giandomenico Ducoli, che stavano tentando la prima ripetizione della via.

Quando Casarotto aprì la via aveva 29 anni ed era nel periodo clou della sue attività sulle Ande. Solo ue anni prima aveva aperto, con Agostino Da Polenza, una via nuova sulla vertiginosa parete sud del Nevado Huandoy, 6164 metri, che sorge proprio di fronte al Huascaran. E due anni dopo aprì una difficile via su roccia sul Fitz Roy, in Patagonia.

Sara Sottocornola

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