Alpinismo

Il Cai Valfurva in vetta all'Alpamayo

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SANTA CATERINA VALFURVA, Sondrio — Successo per la spedizione valtellinese del Cai di Santa Caterina Valfurva sull’Alpamayo, la più bella vetta del mondo, secondo l’Unesco. Gli alpinisti hanno raggiunto la cima della montagna il 10 giugno alle 6,15 del mattino e mercoledì scorso hanno fatto rientro in Italia.

"La spedizione è stata un successo pieno, con la salita di tutto quanto era stato preventivato – dice il presidente del Cai di Santa Caterina Valfurva, Luciano Bertolina -. Fiore all’occhiello – chiaramente – la salita dell’Alpamayo, la montagna di 5.947 metri".
 
Il gruppo valtellinese, che aveva lasciato l’Italia il 28 maggio, dopo vari giorni di trekking aveva affrontato per prime le salite di Urus e Ishinca, due montagne di circa 5.500 metri. Poi si era recato a Huaraz per ripartire alla volta dell’Alpamayo.
 
"Serve una giornata in bus fino a Vaqueria – racconta Bertolina -. Da lì due giorni a piedi sempre seguiti dai nostri portatori e guide peruviane, con i materiali caricati sugli asini. Abbiamo attraversato il passo Union, posto a 4.740 metri, fino ai 4.300 metri della Quebrada Arhuaycocha, campo base dell’Alpamayo. In una giornata, attraverso morene seracchi e canali di ghiaccio, siamo saliti a campo 1, a 5.400 metri. La notte siamo partiti per la cima".
 
Gli alpinisti valtellinesi hanno raggiunto la vetta il 10 giugno alle 6 e un quarto del mattino. Hanno toccato la cima tutte le cordate composte dai 12 membri della spedizione – Plamen Shopski, Luciano Bertolina, Mario Porta, Paolo Antonioli, Elia Vitalini, Ruggero Dei Cas, Pier Luca Mascherona, Luca Illini, Federico Cantoni,Angelo Galbiati, Maurizio Ruiz e Ornella Natali. Tre giorni dopo erano di nuovo al campo base e infine dopo una settimana hanno rimesso piede sul suolo italiano.
 
"Una salita bellissima lungo la via dei francesi da dedicare al Cai e al Soccorso alpino di Valfurva e ai valtellinese tutti – conclude Bertolina -. Con un ricordo a chi mi ha dato l’idea, il grande Casimiro Ferrari dei Ragni di Lecco. Un particolare grazie a tutti i componenti del gruppo, specialmente alla nostra guida Plamen e alle guide e portatori peruviani che ci hanno aiutato nel raggiungere il nostro obiettivo". 
 
Valentina d’Angella
Foto courtesy of Luciano Bertolina
 
 
  

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