Alpinismo

Ritrovato Samoilov, giù i sopravvissuti

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KATHMANDU, Nepal — E’ ancora avvolta dal mistero la morte di Sergey Samoilov, l’alpinista kazako scomparso nei giorni scorsi sulle pendici del Lhotse. Ma il suo corpo è stato ritrovato, e sembra che dopo la tragedia i suoi compagni Maxhut Zhumayev (nella foto) e Vassiliy Pivtsov siano riusciti a riprendere la discesa nonostante il continuo maltempo: al momento si troverebbero sull’Icefall.

Le notizie provenienti dal campo base di Everest e Lhotse sono ancora frammentarie. A riferirle è Ervand Ilyinskiy, coach dal team kazako, che sta coordinando la discesa degli alpinisti dopo la tragica scomparsa di Sergey Samoilov nei giorni scorsi. Pare che il corpo dell’alpinista sia stato ritrovato e trasportato da alcuni sherpa campo 2, dove è stato sepolto temporaneamente nella neve. Verrà recuperato e riportato in patria in autunno, quando il monsone sarà finito.

Nel frattempo, Zhumayev e Pivtsov sono scesi a campo 1 insieme ai compagni saliti per il soccorso: Svetlana Sharipova, Nikolay Gutnik e Dmitriy Grekov. Hanno passato la notte e stamattina presto dovrebbero aver iniziato la lunga discesa lungo l’Icefall. Ancora non si sa se abbiano raggiunto il base: in condizioni normali, quella discesa richiederebbe poche ore. Ma gli alpinisti sono molto provati, sia fisicamente che psicologicamente, dagli eventi degli ultimi giorni, e il tempo non è stabile.

"Mi dispiace molto per Sergey – ha commentato Silvio Mondinelli appresa la notizia -. Sono molto amico di Maxhut e conoscevo bene anche lui.Ricordo che l’ultima volta che sono salito gli ho regalato una Coca cola a campo 2. Nelle scorse settimane ci avevano dato una grossa mano con il lavoro a Colle Sud. Appena sono arrivato al base si sono offerti di scattare delle foto alla stazione danneggiata durante una delle loro salite di acclimatamento, permettendoci di programmare meglio il lavoro lassù".

I tre migliori alpinisti della nazionale kazaka – Zhumayev, Pivtsov e Samoilov – avevano voluto lanciare un estremo tentativo di vetta lo scorso weekend, nonostante le cattive previsioni meteo. D’altronde questa primavera, più di una volta erano saliti nel mezzo della bufera e avevano tentato la vetta quando le condizioni, in quota, non erano ottimali a causa del vento e delle precipitazioni.

Stavolta, però, qualcosa è andato storto. I tre hanno raggiunto campo 4, poi hanno dovuto rinunciare per la tremenda bufera, probabilmente un anticipo del monsone, che si è scatenata nella zona dell’Everest nei giorni scorsi. Dopodichè, la situazione è precipitata: dall’inizio della discesa, due giorni di silenzio e poi la tragica notizia che Samoilov era disperso sulla parete.
 

Sara Sottocornola

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