Cronaca

118 tra professionalità e passione

Quando martedì, nel primo pomeriggio, ho sentito al Radiogiornale che, in Abruzzo, era precipitato un elicottero del 118 mentre rientrava da un intervento in montagna, sono rabbrividito. Per qualche minuto sono rimasto appeso a un filo di speranza: il velivolo era scomparso nella nebbia e, nonostante i testimoni dicevano di aver avvertito un boato, c’era ancora la possibilità che l’elicottero avesse fatto un atterraggio traumatico e che qualcuno fosse sopravvissuto. Poco dopo, la realtà nella sua crudezza chiudeva ogni discorso. Tutti codici 4, ovvero nessun superstite. Immediatamente le chat whatsapp dei colleghi che turnano nelle basi, e che in quel giorno erano a casa o al lavoro, oppure a Rigopiano a scavare, si sono animate: “Chi c’era in base oggi a l’Aquila?”. “Chi era il TE (tecnico di elisoccorso)?” “E il pilota?” “Il tecnico di volo?” “Il pilota?”. Le voci si sono rincorse, rimbalzando da un luogo all’altro d’Italia: “Il meccanico forse era Matrix”. “Matrix è a Como” rispondeva un altro. E invece sì. Mario Matrella, detto Matrix, era proprio in base a L’Aquila: “Noooooo”, interviene qualcuno disperato. E sembra di sentirne il dolore. Matrix era conosciuto perché aveva girato per mezza Italia con il suo lavoro. Siamo una piccola grande famiglia, ci si conosce tutti, o quasi.

Ogni equipaggio che lavora nelle basi del 118 (in futuro 112), con in più due uomini dell’antincendio, trascorre il tempo insieme, dall’alba al tramonto: si fanno i briefing, si controllano i materiali, ma si beve anche il caffé al mattino, con la torta o le brioche che qualcuno di turno porta da casa o fresche dalla pasticceria. Si pranza insieme e chi se la sente cucina. A volte ci si inventa qualcosa di originale, qualche piatto della tradizione dell’area geografica di provenienza di uno di noi. Si chiacchiera, si fanno progetti di vita, di lavoro, di vacanze. Ci si confronta sulle esperienze di interventi precedenti. Ci sono giornate durante le quali si esce sempre. Altre in cui le attese sono lunghe, così si parla tanto, ci si confida, si ride, qualcuno riposa, in attesa della chiamata, che prima o poi arriva per un soccorso da fare, in montagna o per strada. Allora in pochi secondi bisogna essere pronti al decollo.

Anche i cinque membri scomparsi dell’equipaggio dell’elicottero AW139 hanno trascorso così la loro ultima mattina, fino a quando è arrivata la chiamata dalle piste di Campo Felice per soccorrere l’infortunato Ettore Palanca, anche lui scomparso nello schianto: Walter Bucci, il medico, Giuseppe Serpetti, l’infermiere, Davide De Carolis, il tecnico dell’elisoccorso del Soccorso alpino, Mario Matrella, il tecnico di volo, Gianmarco Zavoli, il pilota. Per ognuno di loro ci sarebbe una storia da raccontare, sicuramente un ringraziamento da fare per la professionalità, la passione e la generosità umana dimostrata sul campo. Chissà quante volte. Chissà per quanti giorni, per quanti mesi, e per quanti anni. 

Matrix è stato un esempio dei rapporti umani che si creano in questo ambiente. Per un decennio, tra vai e vieni, aveva lavorato nelle basi di Borgosesia e di Novara. Apparteneva a un’altra parrocchia rispetto alla nostra di soccorritori alpini ma erano tanti gli interessi che condividevamo. Era un tecnico di volo, dedicato alla “macchina” e, pur essendo nato al mare, in Puglia, aveva una grande passione per la montagna, oltre che per il suo lavoro. Amava la vita. Si faceva voler bene, e le amicizie seminate in base erano cresciute in privato.

A noi aveva chiesto una T-shirt del rifugio che gestiamo perché gli piaceva. La sua taglia però era esaurita, e gli avevamo detto che, quando le avessimo rifatte, glie ne avremmo fatta avere una. Invece se n’è andato prima e, adesso, è più difficile ammettere di non avergliela potuta consegnare. 
Ciao Matrix.

Firmato: L. S. turnista del 118

 

Esiste un FONDO DI SOLIDARIETÀ, istituito dal CNSAS, per le vittime e i feriti del Soccorso alpino e speleologico e le loro famiglie, già utilizzato nel corso degli ultimi anni in altre drammatiche occasioni. E’ possibile offrire in libertà un contributo concreto con una donazione, anche minima, per aiutare le loro famiglie, che in questi giorni hanno dovuto affrontare le scosse di terremoto, i disagi causati da nevicate eccezionali e ora anche il lutto per la perdita dei propri cari.

 Codice IBAN: IT41 W056 9601 6000 0000 2744 X61

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