Alpinismo

Colle Sud: un anno di dati

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LOBUCHE, Nepal — Nonostante tutto, la stazione più alta del mondo ha resistito. Con qualche danno, a dire il vero. Ma d’altronde, lassù, agli ottomila metri sul Colle Sud dell’Everest, a un’altezza dove spirano le famose jet stream, c’è poco da scherzare. Le temperature scendono a livelli proibitivi e il vento fa davvero paura. Eppure gran parte dei sensori hanno continuato a trasmettere imperterriti, nonostante le raffiche a 200 chilometri all’ora.

Certo la struttura è stata messa a dura prova."Dalle immagini che ci sono state consegnate – spiega il responsabile tecnico della stazioni del Comitato EvK2Cnr Giampietro Verza – l’anemometro è molto danneggiato. Potrebbe essere stata colpa delle raffiche, del ghiaccio o ancora dei sassi trasportati dal vento. Oltre al sensore che misura la velocità del vento è stata danneggiata la capannina del sensore umidità e temperatura, anche se questo dato arriva ancora adesso in Piramide. Abbiamo perso il dato dell’umidità".
 
Un risultato confortante se consideriamo le condizioni, davvero estreme, a cui è stata sottoposta la stazione meteorologica più alta la mondo. "Sui 7 parametri normalmente misurati – temperatura, umidità, pressione, radiazione solare e UVA, più i due del vento – ne abbiamo persi in tutto 3. Ma solo a novembre, quando sono stati misurati i venti superiori a 200 km/h è successo il patatrac". Ma la notizia positiva è che il sistema di comunicazione fra lassù e il centro di controllo della Piramide dell’Everest, a 5050 metri d’altitudine, non ha mai smesso di funzionare, nonostante le condizioni meteorologiche proibitive.
 
Certo non è stato facile controbattere la forza della natura che si è scatenata incrinando un palo d’acciaio quasi fosse burro. "Il palo che supporta i sistemi fotovoltaici è stato danneggiato, forse perchè i disposistivi hanno fatto vela" prosegue Verza. "La stazione è dotata di tre sistemi di alimentazione indipendenti che comunque le hanno consentito di continuare a trasmettere".
 
Ora, però, occorre organizzare le necessarie riparazioni: "Andranno fatti due tipi di lavori – spiega sempre Verza -. Sostituire i sensori danneggiati, portando poi in Italia quelli vecchi in modo da studiarli e analizzarli. E poi quello più laborioso, ovvero smontare i 3 sistemi di alimentazione e rimontarli su un palo nuovo, che era già qui alla Piramide di scorta dall’anno scorso".
 
"L’ingrato compito" toccherà a Silvio Gnaro Mondinelli che porterà agli 8000 metri di colle sud il palo, ancoraggi, cavi. Un lavoro più complesso di quello che i tecnici del Comitato Evk2cnr si aspettavano. Manualmente parlando, più o meno la replica di quanto era stato fatto con successo lo scorso anno, quando lassù, oltre a Mondinelli, salirono anche Marco Confortola e Michele Enzio.
 
Mondinelli è ottimista. "Ieri io, Verza e i tecnici del Comitato Evk2Cnr abbiamo fatto le ultime prove. Porteremo a Colle Sud più peso di quello che avevamo preventivato, e quindi ci faremo aiutare da un secondo Sherpa, perchè in due non riusciremmo a trasportare tutto il materiale. Poi una volta lassù speriamo nel tempo: lavorare a quella quota nella bufera è molto dura.Di fatto, dovremo cambiare il palo e risistemare quello che si è rotto. L’idea è di partire appena si placa il vento.All’incirca domenica Salirò a campo 2, e poi il giorno dopo proseguiremo fino a Colle Sud. Il morale comunque è alto: abbiamo fatto un buon acclimatamento, mi sento pronto a partire". 
 
L’anno scorso, nonostante la bufera, la sortita si rivelò un successo. "La scommessa che abbiamo fatto nel 2008 è stata vinta – conclude Verza con soddisfazione – Abbiamo messo una stazione meteorologica a colle sud che non ha mai smesso di funzionare. Ora la strada è aperta. Abbiamo dimostrato che si possono fare degli studi di questo tipo ad altissima quota. Forse la strada giusta in futuro sarà quella di aggiungere sensori di scorta, e magari di riscaldarli per evitare che il ghiaccio li danneggi".
 
Wainer Preda 
interviste Valentina d’Angella
 
 
 
 
 
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