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Abruzzo: nuova forte scossa nella notte

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L’AQUILA — Non c’è pace per l’Abruzzo. Ieri notte, intorno alle 11.45, un’altra forte scossa di terremoto ha colpito la zona dell’Aquila suscitando paura e forte preoccupazione. Il movimento tellurico ha raggiunto una magnitudo di 4.9 gradi della scala Richter.

Secondo gli esperti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, si è trattato della scossa più forte dopo quella devastante della notte del 6 aprile (di magnitudo 5.8) e quelle del 7 e del 9 aprile (rispettivamente 5.3 e 5.1). 
 
Non è bastato l’arrivo del cardinal Angelo Bagnasco – inviato dal Papa, che oggi visiterà le tendopoli – a placare le ire della terra. Ieri la nuova scossa di terremoto ha fatto temere il peggio. Anche perchè alcune dichiarazioni dei geologi hanno messo in allarme anche la zona di Sulmona e della Valle Peligna, dove gli esperti hanno parlato della possibilità di un sisma devastante entro i prossimi 10 anni.
 
La popolazione è allarmata. Oggi il responsabile della Protezione civile Guido Bertolaso incontrerà i cittadini e cercherà di spegare loro la situazione. Non si tratta di probabilità imminenti, ma di previsioni geologicamente futuribili. "La Valle Peligna – spiegano gli esperti – sorge su depositi lacustri, fluviali e di versante e per questo merita ulteriore attenzione nel pianificare sul territorio". Si tratta delle stesse condizioni geologiche di Onna, pertanto è indispensabile un’accurata prevenzione del rischio sismico.
 
Nel frattempo la Procura ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali resposabilità nei crolli degli edifici pubblici e privati della settimana scorsa. I magistrati, attraverso un censimento effettuato da esperti, vogliono capire se ci siano state negligenze nell’osservanza delle normative anti-sismiche. Dai primi rilievi pare che un edificio su tre sia irrimediabilmente danneggiato. Mentre la metà delle costruzioni è in codnzioni di agibilità: il che non vuol dire che sia abitabile.
 
E a proposito di abitazioni, il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi ha detto che l’obiettivo prioritario è "dare un tetto a tutte le persone sfollate prima dell’inizio dell’inverno" che di solito in Abruzzo è molto rigido.
 
WP
 
 

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